venerdì 18 novembre 2022

#Libri: La ragazza che viene dal buio

Non ci siamo fatti sfuggire la possibilità di leggere in anteprima, grazie alla Fazi Editore, “La ragazza che viene dal buio”, continuo del precedente romanzo di Michael Robotham: “Brava ragazza, cattiva ragazza”, di cui vi abbiamo già parlato.

Anche se non è strettamente necessario aver letto il “capitolo” precedente, noi ve lo consigliamo vivamente, sia perché è un thriller che merita di essere assaporato, sia perché dà modo di entrare maggiormente nelle nuove vicende che vedono protagonisti lo psicologo forense Cyrus Haven e la misteriosa Evie Cormac.

Omettiamo la bravura e lo stile di Robotham solo perché lo abbiamo già analizzato nell’articolo precedente. Entriamo, quindi, subito nel vivo della trama. Attenzione, però, perché diamo per scontato abbiate già letto “Brava ragazza, cattiva ragazza”, quindi in caso contrario potrebbero esserci spoiler.

mercoledì 16 novembre 2022

#Racconti: Alla ricerca dell'identità

In un futuro non troppo lontano, ogni dipendente delle amministrazioni pubbliche porta una maschera e deve nascondere i capelli. Ogni impiegato parla attraverso un sintetizzatore vocale. Tutti i dipendenti portano le stesse uniformi. Tutto ciò è per impedire il riconoscimento della persona, al fine di garantire un’immagine solida e autorevole dell’amministrazione, come se tutto fosse coordinato dalla stessa mente.

È questo il contesto in cui nasce questa vicenda, la storia di una giovane donna di nome Amelia che si reca all’ufficio del comune per rinnovare la carta di identità. Amelia ha i brividi ogni volta che entra in quel posto, l’omologazione e l’alto grado di formalità la portano spesso a chiedersi se davvero siano ancora umani coloro che occupano questi posti di lavoro.

#Racconti: Parlami


Attenzione: per i temi trattati, è vietata la lettura ai minori di diciotto anni.

Questo è da definirsi un mini racconto thriller, i riferimenti a fatti e/o persone sono puramente casuali e non hanno a che vedere con la realtà.

Ovviamente prendiamo le distanze dalle azioni violente compiute dalla protagonista. Vogliamo ricordarvi che se avete qualsiasi problema, cercate di avere il coraggio di parlarne con qualcuno, anche al Telefono Amico. Nessuno vi giudicherà.

martedì 15 novembre 2022

#Personaggi: Rebecca West


Leggendo "Il ritorno del soldato" ci siamo innamorati della scrittura di Rebecca West: scrittrice, giornalista e attivista della sua epoca.

Con estrema cura nei dettagli è riuscita a descrivere le molteplici sfumature dei suoi tempi, pur mantenendo uno stile leggero e a volte irriverente.

Oggi vogliamo parlarvi della sua vita; come al solito utilizzeremo i verbi al presente perché certe figure non finiscono mai il loro compito su questo pianeta.

#Libri: Il ritorno del soldato

Rebecca West (1892-1983) è un nome importante nella letteratura inglese: scrittrice, giornalista e attivista della sua epoca, ha di certo lasciato la sua traccia tangibile nella cultura del Regno Unito. Di lei parleremo meglio nel pomeriggio, ora vogliamo concentrarci sul suo romanzo: “Il ritorno del soldato”, (1918) pubblicato in ristampa dalla Fazi Editore il 21 ottobre 2022.     
Anche se abbiamo avuto il piacere di leggerlo in anteprima, possiamo parlarvene solo adesso.

sabato 12 novembre 2022

#Pensieri: Delirio Insonne

Stavolta non riesco a dormire, stringo forte il cuscino ma la mia mente non smette di lavorare. 

Questa notte una nenia mi riempie i pensieri. Frasi e immagini che si susseguono in un passato mai avvenuto e in ciò che sarebbe potuto essere. Ogni senso è così acuto e presente che persino ciò che penso diviene attuale.

Le scene raccapriccianti di quel genere di film che ancora mi ostino a guardare, il vento della notte che fuori imperversa e quell'estate che non è mai arrivata.

#Pensieri: Autoreferenzialità

Vengo da un posto lontano, ho viaggiato per mari, metropoli e montagne per giungere in questo antico villaggio popolato da una tribù ancestrale. Mi fermo a parlare con gli autoctoni, ma loro non comprendono la mia lingua. Nonostante ciò, continuo a parlare perché non saprei comunicare in altra maniera. Allora mi rendo conto che neanche io capisco la mia lingua, né capisco quello che sto dicendo. Parlare mi ha messo sete, mi faccio portare dell'acqua perché l'acqua è universale.