Quando ho scritto l’articolo sulle tradizioni del Capodanno nel mondo, mi sono divertita così tanto a fare ricerche che ho deciso di replicare anche con la Pasqua. Ho scoperto, però, che le più strane provengono tutte dall’Europa, quindi questa volta rimaniamo in casa.
Uova decorate, pranzi fuori, dolci tradizionali… la Pasqua è più o meno uguale in tutto il mondo. Eppure ci sono parti d’Europa che possono sorprendere con le loro curiosità culturali.
I nostri cugini poco simpatici francesi ci sorprendono con uno strano gemellaggio. Secondo il racconto popolare, dal Venerdì Santo fino alla mattina di Pasqua le campane di tutte le chiese in Francia smettono di suonare perché “volano a Roma” per farsi benedire dal Papa. In questo fantastico viaggio, le campane raccolgono uova e dolci che poi riporteranno ai bambini al loro ritorno. Così i piccoli la domenica di Pasqua escono felici in giardino o sui balconi a cercare le uova cadute.
Sempre nostri cugini, ma decisamente più simpatici, i Greci che nell’isola di Corfù hanno una tradizione… spettacolare chiamata Botides.
Il Sabato Santo, rigorosamente alle undici del mattino, gli abitanti lanciano dalle finestre grandi vasi di terracotta pieni d’acqua che si frantumano nelle strade. Il gesto simboleggia la classica fine del vecchio e l’inizio del nuovo, con il rumore che ricorda il frastuono di un terremoto, capace di scacciare gli spiriti maligni e poter così celebrare al meglio la Resurrezione.
Ci spostiamo a est, in Polonia dove il lunedì di Pasqua è conosciuto come Śmigus-Dyngus, una giornata in cui è tradizione bagnarsi a vicenda con l’acqua.
Nata come una tradizione che simboleggiava la purificazione, la fertilità e il buon auspicio per la primavera, inizialmente erano i ragazzi a dover versare acqua sulle ragazze. Oggi la pratica è diventata un gioco collettivo: secchi, pistole ad acqua e scherzi rendono il lunedì dopo la Pasqua il giorno ideale per stare all’aperto. Chissà se in Polonia sanno che in Italia piove praticamente sempre a Pasquetta…
In Finlandia esiste una tradizione chiamata virvonta, che si svolge la Domenica delle Palme. In questa occasione molti bambini si travestono da streghe e personaggi magici, indossano abiti colorati e si dipingono lentiggini sul viso.
I bambini vanno di casa in casa portando rami di salice decorati con piume e augurando buona fortuna per l’anno a venire. In cambio ricevono dolci o piccoli regali. È praticamente un “Halloween primaverile”.
Ora arriva la tradizione più strana, ma a mio avviso la più bella.
In Norvegia la Pasqua è associata… ai thriller. Questa tradizione è chiamata påskekrim, che significa letteralmente “crimine di Pasqua”.
Durante le vacanze pasquali molti norvegesi leggono polizieschi o guardano serie investigative. Le librerie pubblicano i thriller proprio per questo periodo e persino i cartoni del latte possono contenere piccoli enigmi da risolvere.
La tradizione è nata nel 1923 da una trovata pubblicitaria legata alla promozione di un romanzo poliziesco, ma nel tempo è diventata un vero rituale culturale del periodo pasquale.
Queste sono tutte le tradizioni più strane che ho trovato. Le conoscevi già? Se ne conosci altre, non esitare a raccontarmele.
Uova decorate, pranzi fuori, dolci tradizionali… la Pasqua è più o meno uguale in tutto il mondo. Eppure ci sono parti d’Europa che possono sorprendere con le loro curiosità culturali.
I nostri cugini poco simpatici francesi ci sorprendono con uno strano gemellaggio. Secondo il racconto popolare, dal Venerdì Santo fino alla mattina di Pasqua le campane di tutte le chiese in Francia smettono di suonare perché “volano a Roma” per farsi benedire dal Papa. In questo fantastico viaggio, le campane raccolgono uova e dolci che poi riporteranno ai bambini al loro ritorno. Così i piccoli la domenica di Pasqua escono felici in giardino o sui balconi a cercare le uova cadute.
Sempre nostri cugini, ma decisamente più simpatici, i Greci che nell’isola di Corfù hanno una tradizione… spettacolare chiamata Botides.
Il Sabato Santo, rigorosamente alle undici del mattino, gli abitanti lanciano dalle finestre grandi vasi di terracotta pieni d’acqua che si frantumano nelle strade. Il gesto simboleggia la classica fine del vecchio e l’inizio del nuovo, con il rumore che ricorda il frastuono di un terremoto, capace di scacciare gli spiriti maligni e poter così celebrare al meglio la Resurrezione.
Ci spostiamo a est, in Polonia dove il lunedì di Pasqua è conosciuto come Śmigus-Dyngus, una giornata in cui è tradizione bagnarsi a vicenda con l’acqua.
Nata come una tradizione che simboleggiava la purificazione, la fertilità e il buon auspicio per la primavera, inizialmente erano i ragazzi a dover versare acqua sulle ragazze. Oggi la pratica è diventata un gioco collettivo: secchi, pistole ad acqua e scherzi rendono il lunedì dopo la Pasqua il giorno ideale per stare all’aperto. Chissà se in Polonia sanno che in Italia piove praticamente sempre a Pasquetta…
In Finlandia esiste una tradizione chiamata virvonta, che si svolge la Domenica delle Palme. In questa occasione molti bambini si travestono da streghe e personaggi magici, indossano abiti colorati e si dipingono lentiggini sul viso.
I bambini vanno di casa in casa portando rami di salice decorati con piume e augurando buona fortuna per l’anno a venire. In cambio ricevono dolci o piccoli regali. È praticamente un “Halloween primaverile”.
Ora arriva la tradizione più strana, ma a mio avviso la più bella.
In Norvegia la Pasqua è associata… ai thriller. Questa tradizione è chiamata påskekrim, che significa letteralmente “crimine di Pasqua”.
Durante le vacanze pasquali molti norvegesi leggono polizieschi o guardano serie investigative. Le librerie pubblicano i thriller proprio per questo periodo e persino i cartoni del latte possono contenere piccoli enigmi da risolvere.
La tradizione è nata nel 1923 da una trovata pubblicitaria legata alla promozione di un romanzo poliziesco, ma nel tempo è diventata un vero rituale culturale del periodo pasquale.
Queste sono tutte le tradizioni più strane che ho trovato. Le conoscevi già? Se ne conosci altre, non esitare a raccontarmele.

Nessun commento:
Posta un commento