giovedì 9 aprile 2026

#Cinema&SerieTv: Mia

Nei miei momenti angst necessito di un film che mi faccia piangere tutte le lacrime di questo mondo, e con “Mia” il mio bisogno di sfogo è stato così soddisfatto con estrema facilità
.


Disponibile su Netflix, il film è uscito nel 2023, ed è diretto da Ivano De Matteo
Sarà per il tema che tratta, sarà per il modo delicato ma altamente introspettivo in cui lo fa, il film ha ottenuto quattro candidature ai Nastri d’argento e ha vinto due Globi d’oro (sceneggiatura e interpretazione di Edoardo Leo) e il Ciak d’oro per il miglior film.
 
 
Sergio (Edoardo Leo), Valeria (Milena Mancini) e Mia (Greta Gasbarri, al suo debutto) sono una famiglia normale che vive in un quartiere industriale di Roma. La vita scorre come sempre: Sergio è un conducente di ambulanze che fa numerosi turni di notte; Mia è la classica adolescente che si divide tra scuola, pallavolo e uscite con le amiche. La sua vita cambia quando conosce Marco (Riccardo Mandolini), che diventerà il suo primo amore, o almeno presunto tale.
Sergio non vede di buon occhio il ragazzo, ma se questo inizialmente può sembrare la classica paturnia di un genitore più preoccupato per la crescita rapida della figlia che per altro, presto prendiamo le parti del padre. Marco isola Mia, le impone il modo di vestirsi, di truccarsi, fino a diventare il controllore della sua vita.


Non proseguo ulteriormente per evitare spoiler.

Lo dico fin da subito: il film è straziante per quanto sia ben strutturato – sia dal punto di vista della sceneggiatura che della regia – e recitato.
Interpretare Mia per un’attrice al suo debutto non deve essere stato facile ma la Gasparri ha saputo dare veridicità al personaggio, comprendendola profondamente. Mia è una ragazza ben seguita dalla sua famiglia, il che la rende estremamente dolce e sensibile, anche se si nasconde in una maschera dark. La sua vera natura gioiosa ed elettrizzante la si nota all’inizio, con filmini estratti dalla sua infanzia e dall’energia incalzante durante le partite e gli allenamenti di pallavolo. È una ragazza che non conosce il male, ecco perché non lo sa riconoscere quando incontra Marco.
Decisa forse a trovare il buono in tutti, e spinta dalla voglia di crescere in fretta, Mia non si fida né della sua migliore amica, né dei genitori che cercano in ogni modo di farle riconoscere la tossicità di quel rapporto, che rischia di concludersi nel peggiore dei modi.

Il film è straziante, sì, ma è proprio così che ci si sente quando vediamo qualcuno a noi caro stare in una relazione del genere. Ci sentiamo impotenti, perché ogni nostra frase e azione viene percepita nel modo sbagliato dalla persona che vogliamo tentare di aiutare, salvare.
È disarmante scoprire che non possiamo fare nulla, che dobbiamo solo attendere che la vittima stessa si renda conto di quello che la circonda, è per questo che il cinema, la letteratura, la musica, la televisione, i social stessi devono cambiare radicalmente il modo di descrivere l’amore.

L’amore non è gelosia. L’amore non innesca insicurezze, l’amore non isola, l’amore non respinge
Film come “Mia” devono essere fatti vedere a più persone possibili, indipendentemente dall’età, perché tutti noi – uomini o donne che siamo – possiamo incappare in un partner manipolativo o violento psicologicamente. Non mi stancherò mai di dire, infatti, che dietro al primo schiaffo ci sono stati in primis abusi psicologici non visti, o sminuiti.


Impariamo che l’amore è libertà e rispetto in ogni loro forma.

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