giovedì 9 aprile 2026

#Cinema&SerieTv: Mia

Nei miei momenti angst necessito di un film che mi faccia piangere tutte le lacrime di questo mondo, e con “Mia” il mio bisogno di sfogo è stato così soddisfatto con estrema facilità
.


Disponibile su Netflix, il film è uscito nel 2023, ed è diretto da Ivano De Matteo
Sarà per il tema che tratta, sarà per il modo delicato ma altamente introspettivo in cui lo fa, il film ha ottenuto quattro candidature ai Nastri d’argento e ha vinto due Globi d’oro (sceneggiatura e interpretazione di Edoardo Leo) e il Ciak d’oro per il miglior film.
 

mercoledì 8 aprile 2026

#TheBeatles: I'm So Tired

Oggi parliamo di “I’m So Tired”, canzone che penso sia la linea guida di qualsiasi persona nata sotto il segno dei Pesci (come me) o del Cancro (dove ho la Luna, quindi è decisamente il mio mood).


Il brano viene rilasciato nell’album del 1968, il famoso “White Album”. Anche se, come sempre, è accreditata a Lennon/McCartney, in realtà il testo è totalmente di John, che poi la compose assieme a Paul durante il ritiro di meditazione trascendentale in India.

martedì 7 aprile 2026

#Libri: L'addio al nubilato

Ci sono autori che ci fanno innamorare dalla prima pagina e altri che non ci convincono ma ai quali vogliamo dare una seconda possibilità. Per quanto mi riguarda Camilla Sten ha fatto parte della seconda categoria.
Abbiamo già parlato di lei nella recensione del suo thriller d’esordioIl villaggio perduto”, dove i dubbi sulla sua effettiva bravura si sono affacciati fin da subito.

Con “L’addio al nubilato”, uscito in Italia il 31 marzo 2026 ed edito Fazi, la Sten purtroppo conferma tutti quei dubbi e se è vero che non c’è due senza tre, è anche vero che né io né Federica siamo convinte di darle una terza possibilità. In caso, chi vuole può contattarci.

La traduzione italiana è di Daniela De Lorenzo.

lunedì 6 aprile 2026

#Pasqua: Pasquetta – Il giorno improvvisato che insegna libertà

Ci avete mai fatto caso che Pasquetta è come se fosse un giorno replica di Pasqua? Non parlo, ovviamente, dal punto di vista cattolico, ma dei suoi festeggiamenti
.

Pasquetta non ha alcuna aspettativa: se la sera prima di Pasqua prepariamo la colazione e la casa per ricevere amici e parenti, Pasquetta vuole solo sapere dove andare, senza chiedere nulla di più.

Mentre scrivo, però, mi sto accorgendo che questo potrebbe valere solo per me, quindi riformulo meglio il tutto, pensando a questo articolo come una categoria Pensieri con il tema: quello che Pasquetta mi ha insegnato nei miei trentasette anni di vita.

venerdì 3 aprile 2026

#Pasqua: Le strane tradizioni di Pasqua in Europa

Quando ho scritto l’articolo sulle tradizioni del Capodanno nel mondo, mi sono divertita così tanto a fare ricerche che ho deciso di replicare anche con la Pasqua
. Ho scoperto, però, che le più strane provengono tutte dall’Europa, quindi questa volta rimaniamo in casa.


Uova decorate, pranzi fuori, dolci tradizionali… la Pasqua è più o meno uguale in tutto il mondo. Eppure ci sono parti d’Europa che possono sorprendere con le loro curiosità culturali.

giovedì 2 aprile 2026

#Pasqua: Perché a Pasqua sentiamo il bisogno di “ricominciare”?

Se il Capodanno nell
inconscio collettivo ci porta il desiderio di iniziare un nuovo ciclo, di far mostrare al mondo una nuova visione di noi, il periodo della Pasqua ci spinge a voler ricominciare. Non è una sensazione di cambiamento, ma di ripartenza, simboleggiata proprio dal ritorno della primavera dopo il lungo inverno.

È il periodo in cui cade la festività il momento in cui ci sentiamo motivati a voler ritrovare il nostro senso più profondo di appartenenza. L’esterno riflette ciò che abbiamo dentro, così, quando vediamo il lento ritorno alla vita della natura con i suoi alberi che fioriscono, le giornate che si allungano e i piccoli animaletti che saltano fuori dal letargo, ci ricordiamo che tutto finisce, anche i periodi più bui e possiamo così ricominciare a vivere nella luce.  

mercoledì 1 aprile 2026

#Arte: L’arte della resistenza – 3 artiste che hanno sfidato tutto per creare

Se guardiamo nel mondo dell’arte, non tutte le opere nascono con lo scopo di decorare
. Alcune sono così cariche di messaggi e significati che sembrano vive, urlano senza emettere suono e soprattutto attraversano i secoli rimanendo sempre attuali.


La resistenza ha poco a che vedere con la sopravvivenza. Resistere, nell’arte, vuol dire trasformare il dolore della ferita, l’ingiustizia, in un’opera di estrema bellezza che parli alla collettività e lo faccia in modo così chiaro e diretto, da rimanere a lungo nella memoria di chiunque, anche di chi non ha vissuto certi periodi storici.

Parliamo oggi di tre donne che hanno fatto dell’arte un modo per testimoniare il male, trasformandolo in bene e così guarendo.