Immaginate di essere una donna nera di inizio Novecento. Di essere una ballerina e cantante di successo, di avere un gran numero di ammiratori e di rischiare la vita per la liberazione di un paese che non è neanche del tutto vostro. Lo fareste? Prima di rispondere alla domanda, leggiamo insieme la vita di Joséphine Baker che, nonostante sia nata e cresciuta in un contesto difficile, ha sempre saputo dire “sì” quando si è trattato di pari diritti e libertà. Il tutto senza nascondersi mai.
Ne parliamo oggi perché ieri sarebbe stato il suo centovettesimo compleanno.
Venerdì 8 maggio è uscito in rotazione radiofonica, sulle piattaforme digitali e in tutti i digital stores “La Rivoluzione”, il nuovo singolo della band romana Area765, progetto nato in seguito allo scioglimento dell’iconica band “I Ratti della Sabina”. Il brano affronta il tema del cambiamento lontano da ogni retorica convenzionale, trasformandolo in un’esperienza intima e profondamente umana. In “La Rivoluzione” non c’è spazio per slogan o letture puramente politiche: la rivoluzione diventa uno scarto laterale, una forma di disobbedienza silenziosa rispetto alle aspettative, un movimento interiore fatto di slanci, fragilità e possibilità. È proprio attraverso questa prospettiva inversa che il brano rivela, forse, la sua natura più autenticamente politica. Caratterizzato da un sound marcatamente rock, il pezzo sostiene e amplifica un testo fortemente evocativo, capace di coinvolgere l’ascoltatore in un percorso emotivo e riflessivo. Con questo nuovo singolo, gli Area765 confermano la loro identità artistica, proponendo una visione musicale e narrativa che unisce energia sonora e profondità concettuale.
È con una leggera commozione che oggi scrivo di “One After 909”, brano dei Beatles pubblicato all’interno dell’ultimo album del gruppo: “Let it be” (1970). La canzone mi riporta alla mia infanzia, quasi preadolescenza, quando ho cominciato ad ascoltare i Beatles proprio da questo album. Anche se la pubblicazione avviene nel momento in cui la band si scioglie, la sua composizione è tra le primissime del duo Lennon/McCartney nata nel 1957. C’è da dire che il loro cerchio musicale si chiude con una leggera malinconia, tra “Two of us”, “Maggie Mae”, “I’ve Got a Feeling”, “The Long and Winding Road”… e, appunto, “One After 909”.
Tempo fa abbiamo parlato delle eroine negli Anime, dei loro aspetti e dell’evoluzione che intraprendono nel corso della storia. Oggi parliamo del viaggio dell’eroe, focalizzandoci meglio sulle opere dello studio Ghibli. Del viaggio dell’eroe abbiamo parlato a profusione da ogni punto di vista; mentre abbiamo lasciato un po’ meno spazio al famoso studio cinematografico di film d’animazione giapponese. Fondato a Tokyo nel 1985 dai registi, sceneggiatori e produttori Hayao Miyazaki, Isao Takahata e dai produttori Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma, lo studio Ghibli ha dato via alla più grande produzione a livello internazionale dei prodotti cinematografici giapponesi.
Torniamo a parlare delle zone di Roma e oggi lo facciamo nominando uno dei sette colli: l’Aventino.
Situato tra il fiume Tevere e il Circo Massimo, fa parte del rione Ripa, compendendo anche l’isola Tiberina. Insieme all’Eur è uno dei quartieri più eleganti ed esclusivi di Roma, ma con una Storia che ha origini fin dall’antichità.
Continua il nostro viaggio alla scoperta della Divina Commedia dal punto di vista esoterico. Oggi analizziamo il ventiseiesimo canto del Purgatorio, dove incontreremo le anime dei lussuriosi, in special modo quelle di Guido Guinizzelli e Arnaldo Daniello. Prima di inoltrarci vorrei ricordare che stiamo in un contesto storico molto diverso dal nostro, anche se Dante può sorprendere e molto sulla sua apertura mentale. Al solito, vi ricordiamo che analizziamo il canto solo ed esclusivamente dal punto di vista esoterico, comparandolo con quello che è stato ed è il nostro cammino spirituale. Questi articoli, insomma, servono solo come spunti di riflessione su noi stessi, dove ogni protagonista che incontriamo è una nostra parte.
Re Carlo III si è davvero sudato il titolo di monarca britannico: dal lavaggio in pubblica piazza dei suoi panni matrimoniali, alla lunga attesa prima di poter indossare la Corona, l’attuale re del Regno Unito ha portato sulle sue spalle un’eredità complessa ben prima di salire al trono.
Non parlo solo del grande peso che nessuno degli eredi preme davvero per ottenere, ma anche quello aggiunto dal carico emotivo e familiare.
Fin da bambino il suo percorso è stato segnato da una vita di doveri e aspettative che, contrariamente al suo carattere sensibile e profondo, lo hanno reso un ragazzo prima e un uomo poi piuttosto riservato e solitario.