Arrivata a trentasette anni, mi sono resa conto che tutti i miei coetanei hanno provato almeno una volta nella vita la sensazione di non appartenere completamente al mondo che li circonda. Ovviamente è accaduto anche a me. Non è necessariamente una sensazione drammatica o dolorosa, spesso è solo un sentirsi distanti da qualcosa di impercettibile, come se si osservasse la realtà da un piccolo passo indietro.
Si continua a vivere la vita come se nulla fosse, eppure dentro è sempre presente la sensazione che qualcosa non combaci del tutto, come se ci si trovasse in un posto giusto solo in parte. I più la combattono cedendo alla pressione sociale sposandosi e facendo figli, convinti che così quella sensazione possa svanire. La realtà è che diventa solo più grande.
Così si continua per tutta la vita, e proprio per questo tale esperienza è tra le più diffuse nell’intera umanità, anche se i più non l’ammettono. Ma qual è la sua spiegazione? Vediamolo insieme…






