mercoledì 21 ottobre 2026

#TheBeatles: Not a Second Time

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Torniamo ai primi Beatles e lo facciamo con un brano scritto da John Lennon – anche se ovviamente accreditato alla coppia Lennon/McCartney – parlando di “Not a Second Time”, contenuto in “With the Beatles” (1963), secondo album della band britannica
.

In appena due minuti e otto secondi, il brano si distingue dalle composizioni più energiche presenti nell’album per il suo tono malinconico e per una struttura armonica meno convenzionale rispetto al pop-rock dell’epoca. Ma forse è proprio per questo che ha attirato l’attenzione del critico musicale William Mann, che nel dicembre ’63 dedica una recensione approfondita dal punto di vista musicale ai Beatles, soffermandosi proprio sulle caratteristiche armoniche di “Not a Second Time”.

Il testo è categorico, in pieno stile lennoniano: una donna, dopo aver rifiutato l’uomo, cerca di ritornare nella sua vita, ma lui è fermo nella posizione di non darle una seconda possibilità.

martedì 20 ottobre 2026

#Moda: Capsule Wardrobe – Libertà o gabbia?

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Parto subito con l’ammettere il mio punto di vista: il minimalismo non mi piace. Ho un carattere che mi porta a voler apprendere sempre dagli altri: stile, pensiero, esperienze. Per me, quindi, entrare in una casa dallo stile minimalista è come stare nella sala d’aspetto di un medico (che comunque offre più spunti): mi provoca ansia, noia e, a volte, anche frustrazione.

Questo pensiero vale per ogni ambito. Così, quando ho scoperto il concetto di capsule wardrobe attraverso i video su TikTok e le immagini su Pinterest, mi sono chiesta: è davvero una liberazione dal Consumismo o, piuttosto, una gabbia che impone il minimo indispensabile?

lunedì 19 ottobre 2026

#Mitologia: Le Erinni – Le dee della vendetta che perseguitavano i colpevoli

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Io sono una persona estremamente vendicativa
. O, come mi piace dire da quando ho iniziato il mio cammino spirituale: sono una persona con un elevato senso della giustizia.
Qualunque sia il mito, mi identifico maggiormente nei personaggi che sanno soppesare le parole e le azioni degli altri, restituendo a ciascuno ciò che merita.

La mitologia greca ha delle figure che incarnano esattamente tutto ciò: le Erinni, chiamate Furie dai Romani. Le Erinni incarnano il rimorso, il senso di colpa e la coscienza che divora chi ha infranto un ordine considerato sacro. E da loro non si fugge.

venerdì 16 ottobre 2026

#Metafisica: La memoria come reincarnazione quotidiana

Chiunque abbia intrapreso un percorso interiore sa che una delle prime regole da seguire è vivere il momento presente
. Nulla esiste tranne che il qui e ora. Il passato non esiste più e il futuro è tutto da scrivere, a nulla vale struggersi per ciò che è stato o ossessionarsi su quello che sarà, perché è tutto tempo ed energia che togliamo all’oggi, unico momento della nostra vita in cui possiamo agire.

Detta così è tragica, anche perché rimanere nel qui e ora è una delle pratiche più difficili in assoluto. Se poi, come me, avete una mente nostalgica che difficilmente si scosta dal passato, il tutto prende le sembianze di una condanna. Così mi sono chiesta: ma cosa succede davvero quando ricordiamo un momento della nostra vita? Le immagini conservate nella memoria sono vere o inventate? E ancora: e se ricordando un momento lo rivivessimo, potremmo anche cambiare l’esito di come sono andate le cose?

giovedì 15 ottobre 2026

#Libri: Il gioco della conta

Con i primi freddi – se di questo si può parlare, purtroppo –, l’istinto mi mormora di lanciarmi su due specifici generi letterari: il dark academia e il thriller/horror, soprattutto se condito da aspetti psicologici, strani, a volte… paranormali.

Il gioco della conta di Sinéad Nolan, disponibile nelle librerie dal 29 settembre 2026, è stato la mia scelta per questo non troppo fresco inizio d’autunno e, grazie alla copia omaggio in formato digitale inviata da Fazi Editore, ho potuto scivolare nel mood autunnale con l’esordio dell’autrice irlandese. 
 

mercoledì 14 ottobre 2026

#Libri: L'inferno addosso

Sto ancora urlando nella mia testa. Ieri ho finito di leggere il thriller di Lorenzo Sartori, “L’Inferno addosso” uscito in tutte le librerie d’Italia il 13 ottobre 2026 per Fazi Editore. Ho potuto leggerlo in anteprima grazie alla copia omaggio in formato Kindle data dalla stessa casa editrice e sto ancora urlando nella mia testa.

Non un libro per i deboli di cuore, ma sicuramente un libro per chi, come me, si entusiasma, si ossessiona ma si inquieta molto quando si trova davanti a scene e trame al limite tra realtà e illusione.

Cosa è vero e cosa non lo è? È difficile dare una risposta quando si parla di realtà, ma si presuppone sia facile quando si parla di indagini e thriller. E invece no. Questo libro – e forse anche la storia giudiziaria che stiamo vivendo con Garlasco – ne è un esempio.

martedì 13 ottobre 2026

#Lifestyle: Perché romantizziamo la sofferenza (e quanto ci costa)?

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Se c’è una categoria di persone che non sopporto sono le vittime
. Stare male e ostentare il dolore, senza fare nulla per cambiare la situazione, ma solo per essere compatiti è proprio qualcosa che urta il mio sistema nervoso e che mi fa allontanare all’istante da qualcuno.
Nel corso della mia vita ho notato come le persone facciano del dolore la loro identità, credendosi vive o comunque in pace con loro stesse solo se soffrono, solo se si mettono in situazioni che possono poi strumentalizzare rendendosi vittime degli eventi.

Quando qualcuno viene da me a lamentarsi rispondo sempre: “Sei sicuro di volerne parlare con me? Perché io non ascolto passiva, ti do le carte per cambiare, se poi non le utilizzi non starò più a perdere tempo dietro di te”. Nuda, cruda, veritiera, ma è una mia autodifesa per tutte le volte che sono stata una crocerossina emotiva.

Questo articolo è quindi dedicato a tutte quelle persone che trovano benessere nel rifugiarsi negli altri quando stanno male, e anche per tutte quelle persone che si fanno carico dei problemi altrui senza avere il coraggio di tagliare i ponti.
Partiamo da una domanda: perché facciamo così fatica a lasciare andare ciò che ci fa stare male?