Dal 20 febbraio 2026, negli store online e nelle librerie, è possibile acquistare la nuova veste di Morte e usignoli di Eugene McCabe, scrittore irlandese celebre nel secolo scorso. Dopo una prima pubblicazione nell’anno 1997, agli albori della casa editrice Fazi Editore, torna nelle librerie – per la collana Le Strade – per raccontarci dell’Irlanda di fine Ottocento.
venerdì 13 marzo 2026
giovedì 12 marzo 2026
#Libri: Dalla stessa parte
Dei thriller di Michele Navarra abbiamo già parlato per aver recensito: “Una giornata cominciata male” “Il peso del coraggio” e “Per non aver commesso il fatto”, tutti appartenenti alla saga dell’avvocato Alessandro Gordiani.
Personalmente sono innamorata del personaggio, dell’autore e di una Roma che fa da sfondo alle vicende e che mi traporta in una realtà alternativa, mista a quella reale. Vi assicuro che è quasi trascendentale leggere un libro ambientato, almeno in alcune parti, nel quartiere dove si vive.
Oggi parliamo della sua ultima uscita, edita Fazi Editore, “Dalla stessa parte”, disponibile in tutte le librerie da venerdì 6 marzo 2026.
Oggi parliamo della sua ultima uscita, edita Fazi Editore, “Dalla stessa parte”, disponibile in tutte le librerie da venerdì 6 marzo 2026.
mercoledì 11 marzo 2026
#TheBeatles: Nowhere Man
Ci sono canzoni esplicite e altre che fanno sorgere il loro significato più profondo dopo vari ascolti, come nel caso di “Nowhere Man” dei Beatles.
Il brano è contenuto nell’album “Rubber Soul”, uscito nel 1965 ed è così profondamente legato al suo autore John Lennon (anche se ovviamente accreditata Lennon/McCartney) da essere presa come spunto per il titolo del film “Nowhere Boy”, dedicato all’adolescenza di John stesso.
Come accade per i brani lennoniani i versi possono sembrare privi di senso ma bastano poche nozioni di meditazione e spiritualità per rendere il tutto molto più semplice.
Al contrario delle altre volte, vorrei analizzare il brano più da un punto di vista metafisico. La sua nascita, infatti, arriva dal punto in cui John voleva scrivere un testo che andasse oltre le solite tematiche d’amore e non riuscendoci si sentiva proprio come un uomo senzaluogo, come potremmo tradurre il titolo.
Come accade per i brani lennoniani i versi possono sembrare privi di senso ma bastano poche nozioni di meditazione e spiritualità per rendere il tutto molto più semplice.
Al contrario delle altre volte, vorrei analizzare il brano più da un punto di vista metafisico. La sua nascita, infatti, arriva dal punto in cui John voleva scrivere un testo che andasse oltre le solite tematiche d’amore e non riuscendoci si sentiva proprio come un uomo senzaluogo, come potremmo tradurre il titolo.
martedì 10 marzo 2026
#Costume&Società: Nostalgia, revival e comfort culture: rifugio o trappola?
Sono un animo nostalgico e malinconico, non c’è proprio niente da fare. Basta un profumo, una canzone, un film per riportarmi indietro nel tempo, crogiolandomi sul viale dei ricordi andati. Ma non sono una di quelle persone che pensa che “si stava meglio quando si stava peggio”, al contrario. Ringrazio sempre di essere una che cerca di migliorarsi ogni giorno e che continua a rendere la propria vita più bella del giorno precedente. Ricordo il bene e ricordo il male, anche se con il senno di poi io riconosca che ci sia stato più il primo che il secondo, non dimentico quando i momenti bui siano stati intensi e profondi.
Questo articolo nasce però dall’ennesimo annuncio dell’ennesimo revival – non dirò quale, perché chissà quando lo pubblicherò – di una serie cult nei primi anni Duemila. Per carità, me felicissima, come sono felice ogni volta che tornano le tendenze anni ’90, ma se nella moda è normale che ci sia la classica ripetizione stilistica, a che pro portarla anche nel mondo dell’arte?
Mancanza di creatività? Paura di esplorare il nuovo? Rifugiarsi nel vecchio per avere una pseudo sicurezza di riscontro dal pubblico? O stiamo vivendo forse per la prima volta in un presente così instabile che troviamo la sicurezza nell’espediente del passato?
Questo articolo nasce però dall’ennesimo annuncio dell’ennesimo revival – non dirò quale, perché chissà quando lo pubblicherò – di una serie cult nei primi anni Duemila. Per carità, me felicissima, come sono felice ogni volta che tornano le tendenze anni ’90, ma se nella moda è normale che ci sia la classica ripetizione stilistica, a che pro portarla anche nel mondo dell’arte?
Mancanza di creatività? Paura di esplorare il nuovo? Rifugiarsi nel vecchio per avere una pseudo sicurezza di riscontro dal pubblico? O stiamo vivendo forse per la prima volta in un presente così instabile che troviamo la sicurezza nell’espediente del passato?
lunedì 9 marzo 2026
#Personaggi: Anna Magnani
È con il tremore alle mani che mi accingo a scrivere, poi a correggere, editare e pubblicare questo articolo omaggio alla vita dell’immensa Anna Magnani. Visto che sabato 7 marzo sarebbe stato il suo centodiciottesimo compleanno, eccoci qui a parlare di una delle migliori attrici del cinema italiano e internazionale.
Ora, lungi da me essere la sua biografa, la sua critica, o qualsiasi cosa abbia anche solo il vago sentore di super professionalità. Io ho dovuto riassumere i punti più importanti della sua vita, ma se vi interessa potete leggere il libro Nannarella, di Giancarlo Governi.
Al solito i verbi qui presenti sono al presente per una mia personale scelta stilistica che mi avvicina maggiormente al personaggio e ai tempi.
Al solito i verbi qui presenti sono al presente per una mia personale scelta stilistica che mi avvicina maggiormente al personaggio e ai tempi.
venerdì 6 marzo 2026
#Libri: Ogni passo che fai
Fino a marzo 2024, nel Regno Unito, sono state circa un milione e mezzo le vittime di stalking. Il 20,2% di loro donne, contro l’8,7% degli uomini. Circa nel 28% dei casi lo stalker è un partner o ex partner della vittima. Nel 94% dei casi di femminicidio in Gran Bretagna gli assassini erano stati prima di tutto stalker.
In Italia i numeri non cambiano, sono solo leggermente più bassi ma non possiamo dirci fuori pericolo. Un italiano su tre è stato, o lo è tuttora, vittima di stalking.
Io stessa ho passato un periodo di sei anni in cui sono stata vittima di cyberbullismo e cyber stalking, anche se in forma meno minatoria e da persone che poco mi conoscevano nella realtà. Ho comunque provato la paura sulla mia pelle anche se, lo ammetto, non ho neanche pensato di denunciare.
“Ogni passo che fai”, di C.L. Taylor, uscito in Italia il 24 febbraio 2026 per Fazi Editore, ci fa entrare pienamente nella spirale di ossessione, ansia, panico e prigionia che coinvolge ogni vittima, ma anche ogni carnefice.
Un thriller dinamico, con tanti personaggi in lotta per la sopravvivenza e per cercare di riprendere in mano la propria vita.
La traduzione è a cura di Giuseppe Marano.
Io stessa ho passato un periodo di sei anni in cui sono stata vittima di cyberbullismo e cyber stalking, anche se in forma meno minatoria e da persone che poco mi conoscevano nella realtà. Ho comunque provato la paura sulla mia pelle anche se, lo ammetto, non ho neanche pensato di denunciare.
“Ogni passo che fai”, di C.L. Taylor, uscito in Italia il 24 febbraio 2026 per Fazi Editore, ci fa entrare pienamente nella spirale di ossessione, ansia, panico e prigionia che coinvolge ogni vittima, ma anche ogni carnefice.
Un thriller dinamico, con tanti personaggi in lotta per la sopravvivenza e per cercare di riprendere in mano la propria vita.
La traduzione è a cura di Giuseppe Marano.
giovedì 5 marzo 2026
#Intervista: Rossana Longo e Gemma Costa
Settimana scorsa abbiamo parlato di Cyrano de Bergerac, il musical diretto da Rossana Longo e Gemma Costa che andrà in scena il 10 marzo 2026 alle 20:30 al Teatro Ghione, Roma.
Questo adattamento del Cyrano de Bergerac di Rostand nasce dal desiderio di restituire al pubblico di oggi il carattere vivo e pulsante del testo originale così da avvicinare gli spettatori alla grandezza di un classico, trasformando la sua poesia in un’esperienza emotiva condivisa e profondamente attuale.
La struttura e la vicenda restano intatte, ma il linguaggio viene modernizzato, pur mantenendo la tensione lirica dell’opera. La parola rimane centrale ma si intreccia con un immaginario musicale pop, così lo spettacolo assume la forma del musical, costruito su brani famosi, capaci di creare un ponte immediato con le nuove generazioni.
La scena è essenziale. I corpi degli attori-cantanti e dei ballerini disegnano lo spazio in un equilibrio tra parola, canto e danza. I costumi richiamano l’epoca ma introducono tessuti e dettagli contemporanei, creando una dimensione sospesa in cui passato e presente convivono.
Oggi vi offriamo l’intervista proprio alle due registe, così da entrare meglio nel cuore dello spettacolo.
La struttura e la vicenda restano intatte, ma il linguaggio viene modernizzato, pur mantenendo la tensione lirica dell’opera. La parola rimane centrale ma si intreccia con un immaginario musicale pop, così lo spettacolo assume la forma del musical, costruito su brani famosi, capaci di creare un ponte immediato con le nuove generazioni.
La scena è essenziale. I corpi degli attori-cantanti e dei ballerini disegnano lo spazio in un equilibrio tra parola, canto e danza. I costumi richiamano l’epoca ma introducono tessuti e dettagli contemporanei, creando una dimensione sospesa in cui passato e presente convivono.
Oggi vi offriamo l’intervista proprio alle due registe, così da entrare meglio nel cuore dello spettacolo.
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