Nel 2005 il Glastonbury Festival azzarda un esperimento a dir poco alternativo: trasmettere un concerto live attraverso cuffie wireless invece che con impianti audio. Quello che sembrava impossibile da replicare, sta diventando piano piano una vera e propria tendenza culturale.
Con i silent concert si offrono soluzioni pratiche a problemi che impattano sul quieto vivere, soprattutto nelle grandi città: la riduzione dell’inquinamento acustico e il conseguente rispetto per i residenti, sono sicuramente dei maggiori pro rispetto al vivere un’esperienza più personalizzata e forse totalizzante per il pubblico. Ma tutto ciò, se lo andiamo ad analizzare nel profondo, riflette un cambiamento della nostra relazione con il suono e soprattutto con il concetto stesso di esperienza collettiva.
Da dove nasce tutto questo? È il nostro modo di vivere che ha influito su questa tendenza, o al contrario è lei a imporsi sul nostro stile di vita?
Con i silent concert si offrono soluzioni pratiche a problemi che impattano sul quieto vivere, soprattutto nelle grandi città: la riduzione dell’inquinamento acustico e il conseguente rispetto per i residenti, sono sicuramente dei maggiori pro rispetto al vivere un’esperienza più personalizzata e forse totalizzante per il pubblico. Ma tutto ciò, se lo andiamo ad analizzare nel profondo, riflette un cambiamento della nostra relazione con il suono e soprattutto con il concetto stesso di esperienza collettiva.
Da dove nasce tutto questo? È il nostro modo di vivere che ha influito su questa tendenza, o al contrario è lei a imporsi sul nostro stile di vita?






