Ultimamente con i miei amici ho parlato molto dell’anime Death Note, manga scritto da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata e pubblicato sul finire del 2003.
Per i pochi che non lo conoscessero riassumo la trama in breve: Light Yagami è un ragazzo normale che viene in possesso del Death Note, un quaderno dotato di un potere soprannaturale capace di uccidere chiunque vi venga iscritto.
La storia ci fa riflettere sul senso di giustizia, sulla sete di potere e sulla moralità. Eppure poco si parla della solitudine che si impossessa sempre più dei protagonisti, fino a isolarli del tutto dagli altri, concentrati solamente nel loro scopo.
Per i pochi che non lo conoscessero riassumo la trama in breve: Light Yagami è un ragazzo normale che viene in possesso del Death Note, un quaderno dotato di un potere soprannaturale capace di uccidere chiunque vi venga iscritto.
La storia ci fa riflettere sul senso di giustizia, sulla sete di potere e sulla moralità. Eppure poco si parla della solitudine che si impossessa sempre più dei protagonisti, fino a isolarli del tutto dagli altri, concentrati solamente nel loro scopo.






