giovedì 29 ottobre 2026

#Intervista: De.Stradis

Ci sono estati che non assomigliano affatto alle cartoline. Estati trascorse in una città quasi deserta, con le strade silenziose, il caldo che diventa una presenza costante e anche una storia appena iniziata che può trovare spazio proprio perché tutto il resto sembra essersi fermato. È dentro questa dimensione sospesa che nasce “Crisalide”, il nuovo singolo di De.Stradis, nome d’arte di Vincenzo Destradis, feat. Lauryyn, disponibile in radio e in digitale.

Il nuovo singolo arriva dopo un’estate dedicata ai live e inaugura una nuova serie di appuntamenti dal vivo, alternando appuntamenti in formazione solista e in band. De.Stradis è stato il 18 ottobre alla Finale di Musica da Bere di Brescia, poi si troverà il 7 novembre al Barezzi Festival di Parma, il 27 novembre al Largo Venue di Roma, il 29 novembre al Bahamaus di Bologna e il 23 gennaio all’Arci Arcipelago di Cremona.

Cantautore di origine pugliese, De.Stradis ha perfezionato la sua formazione al Conservatorio di Bologna, maturando negli anni una significativa esperienza live in Italia e in Europa. Nel 2024 è tra gli otto vincitori di Musicultura con “Quadri d’autore” e da oltre dieci anni collabora con il polistrumentista, autore e produttore Filippo Bubbico, con cui ha costruito un percorso sonoro in cui la scrittura d’autore si intreccia con influenze R&B, soul, jazz e pop, tra melodie e testi diretti, capaci di raccontare emozioni e situazioni quotidiane.

mercoledì 28 ottobre 2026

#StorieRomane: I luoghi più “maledetti” di Roma

Immagine creata con ChatGPT
Roma viene spesso descritta con le sue cupole dorate al tramonto, con il barocco di Piazza Navona, le fontane monumentali, la gloria dell’Impero e la magnificenza della Chiesa
. Ma non è solo questo.

I fortunati che mi conoscono hanno appreso ormai il mio amore per ciò che non si vede, per l’ombra, per un po’ di mistero che circonda tutto quanto. Così, quando mi vengono a trovare, non mi esimo dal portarli in luoghi più “soprannaturali”.
Per i meno fortunati che – ancora – non mi conoscono non c’è problema: perché sto scrivendo questo articolo. Prendete appunti se, come me, amate il brivido del macabro.

martedì 27 ottobre 2026

#RoyalFamily: Le regole non scritte della tavola reale

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La famiglia reale affascina non solo per la sua storia o per la vita più o meno da sogno che vivono i suoi membri, ma anche per una serie di regole, spesso poco sensate per la logica di noi comuni mortali
.
Se possiamo immaginare giusto avere un galateo quando si tratta di stare dinanzi a un monarca, persino io, che mi reputo quasi monarchica, trovo difficile il pensiero di avere regole fisse anche durante le cene informali, in presenza il Re o la Regina.

Già, perché in teoria tutto ciò dovrebbe valere sempre, almeno se si ha la fortuna di mangiare alla presenza di Re Carlo III. Visto che nella vita non si sa mai, ecco una breve ma completa guida su quanto è lecito fare, perché stare al cospetto dei Windsor vuol dire imparare a “leggere” i segnali e conoscere le rigide gerarchie.

lunedì 26 ottobre 2026

#Pensieri: La paura di sprecare la propria vita

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Frequentando il campo artistico, conosco numerosi artisti
. Le mie conoscenze spaziano da chi sta facendo ancora gavetta e quindi nel frattempo ha altri lavori o studia, a chi è affermato anche a livello internazionale. Ho notato che tutti, indipendentemente dal loro grado di fama o ricchezza, sono accomunati dalla paura di sprecare la propria vita, e come loro anche io.

E so, perché ho anche amici lontani dal mondo artistico, che quella stessa sensazione riguarda un po’ tutti, di qualsiasi fascia d’età e con qualsiasi tipo di lavoro. Quella terribile sensazione affiora dopo o durante un periodo intenso, nel bel mezzo di uno spettacolo, o mentre si sta facendo la spesa, insomma improvvisamente si pensa: sto davvero vivendo la vita che desidero o sto lasciando andare quello che davvero conta?

venerdì 23 ottobre 2026

#Musica: Il potere dei violini nella musica moderna

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Il violino, a livello emotivo, è lo strumento più vicino alla voce umana
. Il suono può tremare, spezzarsi, salire, implorare: insomma, non è mai neutro. Per questo motivo, quando ascoltiamo il violino in certi brani, qualcosa cambia dentro di noi: questo strumento contribuisce a definire l
’emozione del brano e ci avvicina a ciò che l’autore vuole comunicarci.

Quando questo strumento entra nei pezzi rock e/o pop, poi, dà al brano una sfumatura diversa, spingendoci quasi a prestare molta più attenzione del solito.

giovedì 22 ottobre 2026

#Libri: L'accusa

Grazie alla copia gratuita formato Kindle ricevuta dalla Fazi Editore, ho potuto leggere in anteprima “L’accusa”, il romanzo di Tore Renberg disponibile in Italia dal 13 ottobre 2026 per la stessa casa editrice.
Con più di seicento pagine, il libro mi ha tenuto compagnia per circa due settimane, ma non fatevi scoraggiare dalla lunghezza: le vale tutte.

Siamo abituati a conoscere la Storia attraverso gli occhi e la voce dei personaggi più illustri del nostro passato. Poco sappiamo della maggior parte delle persone comuni, di chi viveva sottoposto alle leggi e alla volontà dei potenti, mentre una minoranza privilegiata decideva per gli altri.
Con la vera storia della quindicenne Anna Voigt, Renberg dà lustro a tutti loro, costretti nel silenzio delle cronache ufficiali. E questo basta, a mio avviso, per avere il libro nelle proprie librerie, fisiche o digitali che siano.

La traduzione è di Margherita Podestà Heir.

mercoledì 21 ottobre 2026

#TheBeatles: Not a Second Time

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Torniamo ai primi Beatles e lo facciamo con un brano scritto da John Lennon – anche se ovviamente accreditato alla coppia Lennon/McCartney – parlando di “Not a Second Time”, contenuto in “With the Beatles” (1963), secondo album della band britannica
.

In appena due minuti e otto secondi, il brano si distingue dalle composizioni più energiche presenti nell’album per il suo tono malinconico e per una struttura armonica meno convenzionale rispetto al pop-rock dell’epoca. Ma forse è proprio per questo che ha attirato l’attenzione del critico musicale William Mann, che nel dicembre ’63 dedica una recensione approfondita dal punto di vista musicale ai Beatles, soffermandosi proprio sulle caratteristiche armoniche di “Not a Second Time”.

Il testo è categorico, in pieno stile lennoniano: una donna, dopo aver rifiutato l’uomo, cerca di ritornare nella sua vita, ma lui è fermo nella posizione di non darle una seconda possibilità.