lunedì 13 aprile 2026

#Teatro: Antigone

Come mai, delle innumerevoli opere scritte e narrate nel corso dei millenni, solo alcune si salvano e passano indenni il tempo e i mutamenti sociali, politici, religiosi, ambientali conservando intatta la loro forza, la loro modernità? Sofocle nasce intorno al 496 a.C. ma a ben guardare cosa c
è di più attuale dell’Antigone?

Abbiamo avuto il piacere di vedere lo spettacolo con la regia di Margherita Patti il 20 marzo 2026, presso il teatro Sanmmarco di Roma.
 
Mariagabriella Chinè, Antigone, ci ha trasmesso tutta la rabbia, tutta l’angoscia di chi combatte contro la stupida granitica volontà del tiranno e Fabio Fantozzi, Creonte, a differenza dei ridicoli pericolosi tiranni di oggi, ha dato con forza l’idea che in fondo, ma molto in fondo, anche chi è chiuso nella sua arroganza potrebbe essere illuminato dal dubbio ma solo dopo aver provato sulla propria pelle il dolore della perdita. La sua granitica volontà di punire il nipote Polinice fratello di Antigone per aver combattuto contro la città, negandogli la sepoltura, porta Antigone stessa a una decisione che ha per conseguenza la sua condanna a morte.

Sofocle ci pone di fronte al dilemma; obbedire al tiranno per preservare l’ordine costituito o disobbedire e seguire la propria coscienza anche a costo della vita?

Lo fa presente con dolore Ismene (Martina Cama) a sua sorella Antigone quando apprende da questa la sua decisione di onorare la salma del fratello Polinice infrangendo gli ordini del re. 

Lo spettacolo non dà respiro, il coro composto dalle ragazze e dai ragazzi della Scuola di Sperimentiamo guidati dalla loro Maestra Maria Gabriella Chinè sottolineano con forza ogni passaggio, prendono gli spettatori e li conducono attraverso il racconto. Vedere tante facce giovani eppure così comprese in un dramma antico fa tenerezza. E tristezza.

Vorremmo, vorrei, che noi adulti insieme con loro potessimo guardare all’Antigone come a un dramma che non si è mai più ripetuto ma, al contrario, ancora in queste ore, l’insensatezza di tanti capi di Stato e di Governo rigettano tanti innocenti nel baratro della guerra, del dolore, della morte, della miseria, e, dramma nel dramma, spingono interi popoli fuori, lontani dalla loro terra. E poi li respingono. 
Morti senza tombe, corpi senza nome, nei deserti, sotto le macerie, annegati mentre cercano una speranza di vita per loro e per i loro figli. Il delirio di questi tiranni contemporanei non viene scalfito da alcun Tiresia (Emanuele Palombati), loro tirano dritto, ebbri delle loro nefandezze. 
Quante giovani vite spezzate, mutilate. 
Antigone scende nell’Ade nella speranza che gli Dei possano perdonare gli errori dei suoi avi, ma per tutti coloro le cui vite vengono spezzate dalla ferocia di queste nuove guerre non dichiarate e combattute come videogames ci sarà qualche essere superiore che, schifato da tanta vigliaccheria ponga in essere un castigo commisurato alle atrocità compiute?


Nel cast, oltre gli attori già citati: Angela Agresta (Coro), Valerio Corradini Bartoli (Coro, Messaggero e Guardia), Luca De Felice (Emone), Irene Polidori (Coro), e Fabrizio Scuderi (Sentinella e Guardia). 

Costumi e scenografia: Paola Tosti.


Articolo di Angela Ciacciulli.

Nessun commento:

Posta un commento