martedì 7 aprile 2026

#Libri: L'addio al nubilato

Ci sono autori che ci fanno innamorare dalla prima pagina e altri che non ci convincono ma ai quali vogliamo dare una seconda possibilità. Per quanto mi riguarda Camilla Sten ha fatto parte della seconda categoria.
Abbiamo già parlato di lei nella recensione del suo thriller d’esordioIl villaggio perduto”, dove i dubbi sulla sua effettiva bravura si sono affacciati fin da subito.

Con “L’addio al nubilato”, uscito in Italia il 31 marzo 2026 ed edito Fazi, la Sten purtroppo conferma tutti quei dubbi e se è vero che non c’è due senza tre, è anche vero che né io né Federica siamo convinte di darle una terza possibilità. In caso, chi vuole può contattarci.

La traduzione italiana è di Daniela De Lorenzo.
  
«Tutto questo silenzio fa quasi paura. Immagino che in futuro, quando l’albergo sarà pieno di ospiti, si respirerà un’atmosfera ben diversa. Più intima e accogliente. La cornice ideale per una vacanza di lusso con parenti o amici stretti. Adesso, però, sembra quasi spettrale. Inanimato. Un hotel senza personale, con appena una manciata di ospiti. Troppo perfetto, senza la minima traccia di usura, quasi non fosse destinato agli umani.» 

Matilda, Anna, Linnea ed Evelina sono amiche da sempre e come tradizione ogni anno trascorrono un fine settimana su un’isola del Mar Baltico solo per bere e divertirsi in riva al mare. Nessuno sa con precisione dove si trovi quest’isola, nessuno sa cosa accade veramente. Il tutto è un segreto che rimane custodito tra le quattro.
Tessa Nilsson è una ragazza innamorata dalla cronaca nera fin dalla sua adolescenza. La sua passione inizia proprio con il caso delle quattro amiche scomparse misteriosamente durante il loro fine settimana su un’isola del Baltico. Crescendo Tessa è diventata una podcaster di true crime di successo, eppure non è mai riuscita a trattare in maniera più approfondita proprio il mistero che la ossessiona, per la difficoltà ad avere più elementi. Delle quattro non sono mai stati ritrovati i corpi, il caso è quindi stato chiuso come un “semplice incidente”: le ragazze, probabilmente ubriache, hanno deciso di andare in mare durante la notte e sono annegate, ma per Tessa c’è sempre stato qualcosa di più.
Dieci anni dopo, quando la migliore amica di Tessa, Annelise, decide di passare il suo addio al nubilato in una delle isole del Baltico dove da poco sorge il Baltic Vinyasa, ancora non aperto al pubblico, Tessa è decisa a indagare approfonditamente per scoprire la verità: la sua intuizione infatti la convince che è proprio nell’isola dove andranno a celebrare l’addio al nubilato che le quattro ragazze del caso più popolare in Svezia sono state per l’ultima volta.
Quello che scoprirà, però, la lascerà davvero sorpresa.

Solo Tessa, eh, perché noi lettori non ci smuoveremo di un millimetro. 

Cosa amo dei thriller? Le indagini. Che siano dal punto di vista di un detective, di un legale, delle vittime stesse, dei giornalisti o persino dell’assassino, il thriller vero che lascia senza fiato è fatto di indagini, supposizioni, intuizioni, anche inseguimenti o piste sbagliate… tutto ciò che in questo thriller manca.
Non vi nego che ho trovato più avvincente la trama che il libro stesso.

La scrittura della Sten è certo fluida, ma come già scritto dopo aver letto “Il villaggio perduto”, questo non basta per tenere incollato il lettore che al contrario trova nei thriller dell’autrice solo tanta noia.
Personalmente ho trovato “L’addio al nubilato” privo di coerenza, manca della veridicità necessaria per il genere e soprattutto non c’è la voglia di approfondire la mente dark dell’assassino.
Tessa vuole lavorare su un caso chiuso e risalente a dieci anni prima. Sulla carta è già difficile in un contesto normale, ma vorrei davvero capire come sia possibile farlo su di un’isola deserta. All’epoca dei fatti vi erano andate solo le quattro ragazze, senza alcun testimone. Quando vi ci si reca Tessa, oltre alle sue amiche e coetanee, sull’isola sono presenti solo la proprietaria dell’esclusivo albergo – nonché sorella di una delle ragazze scomparse – e il suo chef, fidanzato dell’epoca sempre di una delle ragazze scomparse. Ma che strana combinazione, eh? Chissà di chi dovremmo preoccuparci, eh? 

I flashback sul passato riguardano solo un punto di vista, portandoci a intuire fin da subito cosa possa essere successo e perché, e così il resto della lettura diventa davvero inutile e noioso. Una vera perdita di tempo.

Ci si aspetterebbe che Tessa, patita di true crime e finalmente nel luogo del caso che la ossessiona da sempre, si metta subito in gioco, invece oltre a qualche domanda di routine rifilata, non succede praticamente niente.
Sono spiegati i primi tempi del suo podcast, quando ha avviato l’attività, quando è stata in cima e perché è crollata improvvisamente, il tutto intervallato solo da cosa accade durante i giorni di addio al nubilato. Vi è un colpo di scena decisamente telefonato, che non sconvolge il lettore. In ultimo: interi capitoli con scene di fuga e lotta, che personalmente trovo ripetitivi.

C’è da dire che la sfida di lavorare a una trama del genere non è da poco, proprio per questo forse la Sten avrebbe dovuto riflettere meglio sui dettagli del caso e sul rendere i personaggi molto più vivi, invece di scriverli come avrebbe fatto un qualsiasi sceneggiatore di serie C.
Conosciamo solo Tessa e un’altra delle ragazze vittime, eppure lo facciamo con una superficialità tale che non riusciamo a empatizzare con nessuna delle due.

Se “Il villaggio perduto” sembrava essere più cinematografico, “L’addio al nubilato” mi sembra poco portato anche per lo schermo.
Non so per chi lo consiglierei, ma di certo lo sconsiglierei a chi ama i thriller per le indagini o per entrare nella psiche dell’assassino.

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