La penna di Cesare Pavese è una delle mie preferite tra gli autori italiani del Novecento. Sono molto legata a chi sa scrivere la realtà concentrandosi più sulle emozioni, sull’intimità dei personaggi che sulle descrizioni dettagliate degli scenari. Così in Cesare Pavese ritrovo tutto ciò che amo di più della letteratura e l’estate è la stagione perfetta per mettermi in pari con le sue opere.
Quest’anno, o forse dovrei dire lo scorso, ho recuperato “La luna e i falò”, suo romanzo del 1950 che con una semplicità e un tocco di neorealismo ha saputo ben descrivere la società italiana post bellica con tutte le speranze dissolte dal Fascismo e quelle appena nascenti della Ricostruzione.
Quest’anno, o forse dovrei dire lo scorso, ho recuperato “La luna e i falò”, suo romanzo del 1950 che con una semplicità e un tocco di neorealismo ha saputo ben descrivere la società italiana post bellica con tutte le speranze dissolte dal Fascismo e quelle appena nascenti della Ricostruzione.



















