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martedì 27 ottobre 2026

#RoyalFamily: Le regole non scritte della tavola reale

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La famiglia reale affascina non solo per la sua storia o per la vita più o meno da sogno che vivono i suoi membri, ma anche per una serie di regole, spesso poco sensate per la logica di noi comuni mortali
.
Se possiamo immaginare giusto avere un galateo quando si tratta di stare dinanzi a un monarca, persino io, che mi reputo quasi monarchica, trovo difficile il pensiero di avere regole fisse anche durante le cene informali, in presenza il Re o la Regina.

Già, perché in teoria tutto ciò dovrebbe valere sempre, almeno se si ha la fortuna di mangiare alla presenza di Re Carlo III. Visto che nella vita non si sa mai, ecco una breve ma completa guida su quanto è lecito fare, perché stare al cospetto dei Windsor vuol dire imparare a “leggere” i segnali e conoscere le rigide gerarchie.

lunedì 26 ottobre 2026

#Pensieri: La paura di sprecare la propria vita

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Frequentando il campo artistico, conosco numerosi artisti
. Le mie conoscenze spaziano da chi sta facendo ancora gavetta e quindi nel frattempo ha altri lavori o studia, a chi è affermato anche a livello internazionale. Ho notato che tutti, indipendentemente dal loro grado di fama o ricchezza, sono accomunati dalla paura di sprecare la propria vita, e come loro anche io.

E so, perché ho anche amici lontani dal mondo artistico, che quella stessa sensazione riguarda un po’ tutti, di qualsiasi fascia d’età e con qualsiasi tipo di lavoro. Quella terribile sensazione affiora dopo o durante un periodo intenso, nel bel mezzo di uno spettacolo, o mentre si sta facendo la spesa, insomma improvvisamente si pensa: sto davvero vivendo la vita che desidero o sto lasciando andare quello che davvero conta?

venerdì 23 ottobre 2026

#Musica: Il potere dei violini nella musica moderna

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Il violino, a livello emotivo, è lo strumento più vicino alla voce umana
. Il suono può tremare, spezzarsi, salire, implorare: insomma, non è mai neutro. Per questo motivo, quando ascoltiamo il violino in certi brani, qualcosa cambia dentro di noi: questo strumento contribuisce a definire l
’emozione del brano e ci avvicina a ciò che l’autore vuole comunicarci.

Quando questo strumento entra nei pezzi rock e/o pop, poi, dà al brano una sfumatura diversa, spingendoci quasi a prestare molta più attenzione del solito.

giovedì 22 ottobre 2026

#Libri: L'accusa

Grazie alla copia gratuita formato Kindle ricevuta dalla Fazi Editore, ho potuto leggere in anteprima “L’accusa”, il romanzo di Tore Renberg disponibile in Italia dal 13 ottobre 2026 per la stessa casa editrice.
Con più di seicento pagine, il libro mi ha tenuto compagnia per circa due settimane, ma non fatevi scoraggiare dalla lunghezza: le vale tutte.

Siamo abituati a conoscere la Storia attraverso gli occhi e la voce dei personaggi più illustri del nostro passato. Poco sappiamo della maggior parte delle persone comuni, di chi viveva sottoposto alle leggi e alla volontà dei potenti, mentre una minoranza privilegiata decideva per gli altri.
Con la vera storia della quindicenne Anna Voigt, Renberg dà lustro a tutti loro, costretti nel silenzio delle cronache ufficiali. E questo basta, a mio avviso, per avere il libro nelle proprie librerie, fisiche o digitali che siano.

La traduzione è di Margherita Podestà Heir.

mercoledì 21 ottobre 2026

#TheBeatles: Not a Second Time

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Torniamo ai primi Beatles e lo facciamo con un brano scritto da John Lennon – anche se ovviamente accreditato alla coppia Lennon/McCartney – parlando di “Not a Second Time”, contenuto in “With the Beatles” (1963), secondo album della band britannica
.

In appena due minuti e otto secondi, il brano si distingue dalle composizioni più energiche presenti nell’album per il suo tono malinconico e per una struttura armonica meno convenzionale rispetto al pop-rock dell’epoca. Ma forse è proprio per questo che ha attirato l’attenzione del critico musicale William Mann, che nel dicembre ’63 dedica una recensione approfondita dal punto di vista musicale ai Beatles, soffermandosi proprio sulle caratteristiche armoniche di “Not a Second Time”.

Il testo è categorico, in pieno stile lennoniano: una donna, dopo aver rifiutato l’uomo, cerca di ritornare nella sua vita, ma lui è fermo nella posizione di non darle una seconda possibilità.

martedì 20 ottobre 2026

#Moda: Capsule Wardrobe – Libertà o gabbia?

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Parto subito con l’ammettere il mio punto di vista: il minimalismo non mi piace. Ho un carattere che mi porta a voler apprendere sempre dagli altri: stile, pensiero, esperienze. Per me, quindi, entrare in una casa dallo stile minimalista è come stare nella sala d’aspetto di un medico (che comunque offre più spunti): mi provoca ansia, noia e, a volte, anche frustrazione.

Questo pensiero vale per ogni ambito. Così, quando ho scoperto il concetto di capsule wardrobe attraverso i video su TikTok e le immagini su Pinterest, mi sono chiesta: è davvero una liberazione dal Consumismo o, piuttosto, una gabbia che impone il minimo indispensabile?

lunedì 19 ottobre 2026

#Mitologia: Le Erinni – Le dee della vendetta che perseguitavano i colpevoli

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Io sono una persona estremamente vendicativa
. O, come mi piace dire da quando ho iniziato il mio cammino spirituale: sono una persona con un elevato senso della giustizia.
Qualunque sia il mito, mi identifico maggiormente nei personaggi che sanno soppesare le parole e le azioni degli altri, restituendo a ciascuno ciò che merita.

La mitologia greca ha delle figure che incarnano esattamente tutto ciò: le Erinni, chiamate Furie dai Romani. Le Erinni incarnano il rimorso, il senso di colpa e la coscienza che divora chi ha infranto un ordine considerato sacro. E da loro non si fugge.

venerdì 16 ottobre 2026

#Metafisica: La memoria come reincarnazione quotidiana

Chiunque abbia intrapreso un percorso interiore sa che una delle prime regole da seguire è vivere il momento presente
. Nulla esiste tranne che il qui e ora. Il passato non esiste più e il futuro è tutto da scrivere, a nulla vale struggersi per ciò che è stato o ossessionarsi su quello che sarà, perché è tutto tempo ed energia che togliamo all’oggi, unico momento della nostra vita in cui possiamo agire.

Detta così è tragica, anche perché rimanere nel qui e ora è una delle pratiche più difficili in assoluto. Se poi, come me, avete una mente nostalgica che difficilmente si scosta dal passato, il tutto prende le sembianze di una condanna. Così mi sono chiesta: ma cosa succede davvero quando ricordiamo un momento della nostra vita? Le immagini conservate nella memoria sono vere o inventate? E ancora: e se ricordando un momento lo rivivessimo, potremmo anche cambiare l’esito di come sono andate le cose?

mercoledì 14 ottobre 2026

#Libri: L'inferno addosso

Sto ancora urlando nella mia testa. Ieri ho finito di leggere il thriller di Lorenzo Sartori, “L’Inferno addosso” uscito in tutte le librerie d’Italia il 13 ottobre 2026 per Fazi Editore. Ho potuto leggerlo in anteprima grazie alla copia omaggio in formato Kindle data dalla stessa casa editrice e sto ancora urlando nella mia testa.

Non un libro per i deboli di cuore, ma sicuramente un libro per chi, come me, si entusiasma, si ossessiona ma si inquieta molto quando si trova davanti a scene e trame al limite tra realtà e illusione.

Cosa è vero e cosa non lo è? È difficile dare una risposta quando si parla di realtà, ma si presuppone sia facile quando si parla di indagini e thriller. E invece no. Questo libro – e forse anche la storia giudiziaria che stiamo vivendo con Garlasco – ne è un esempio.

martedì 13 ottobre 2026

#Lifestyle: Perché romantizziamo la sofferenza (e quanto ci costa)?

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Se c’è una categoria di persone che non sopporto sono le vittime
. Stare male e ostentare il dolore, senza fare nulla per cambiare la situazione, ma solo per essere compatiti è proprio qualcosa che urta il mio sistema nervoso e che mi fa allontanare all’istante da qualcuno.
Nel corso della mia vita ho notato come le persone facciano del dolore la loro identità, credendosi vive o comunque in pace con loro stesse solo se soffrono, solo se si mettono in situazioni che possono poi strumentalizzare rendendosi vittime degli eventi.

Quando qualcuno viene da me a lamentarsi rispondo sempre: “Sei sicuro di volerne parlare con me? Perché io non ascolto passiva, ti do le carte per cambiare, se poi non le utilizzi non starò più a perdere tempo dietro di te”. Nuda, cruda, veritiera, ma è una mia autodifesa per tutte le volte che sono stata una crocerossina emotiva.

Questo articolo è quindi dedicato a tutte quelle persone che trovano benessere nel rifugiarsi negli altri quando stanno male, e anche per tutte quelle persone che si fanno carico dei problemi altrui senza avere il coraggio di tagliare i ponti.
Partiamo da una domanda: perché facciamo così fatica a lasciare andare ciò che ci fa stare male?

lunedì 12 ottobre 2026

#Costume&Società: Essere sempre raggiungibili ci sta svuotando

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Ormai mesi fa io e Silvia abbiamo parlato dell’importanza di staccare con il telefono
. Lei è stata un po’ più estremista, desiderando comprare i vecchi cellulari di una volta, quelli che non andavano su internet e che facevano foto giusto per miracolo. Io sono un po’ più morbida, invece. Ho il telefono sempre con me, ma ho cominciato a mettere la modalità “non disturbare” praticamente sempre.

Se prima toglievo internet quando uscivo, ora rimango sempre con i dati attivati anche se non ho disponibilità di un wi-fi, però silenzio ogni notifica se non strettamente necessaria.

Sì, perché ricordo ancora quel tempo, neanche così tanto lontano, in cui il cellulare veniva utilizzato solo per le urgenze. Il resto, poteva aspettare. Se dovevamo parlare molto non c’erano audio che tenevano, ci si dava appuntamento e ci si vedeva.

Benvenuti nell’articolo dei primi anni 2000: dove l’esserci per gli altri aveva davvero un significato.

venerdì 9 ottobre 2026

#Libri: Alice nel paese delle meraviglie

Approfitto dell’estate per mettermi in pari con i grandi classici della letteratura mondiale e quest’anno non ho potuto sottrarmi alla lettura di “Alice nel paese delle meraviglie”, romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1865.

Così come accaduto per Peter Pan, il classico della Disney tratto proprio da questo romanzo non mi ha mai entusiasmata più di tanto, ma il libro… è tutt’altra cosa.

Anche se l’ho letto da adulta mi sono così appassionata e divertita, infatti a volte mi immaginavo di leggerlo alla me bambina, che sicuramente sarebbe impazzita di gioia e avrebbe voluto, proprio come Alice, entrare nel mondo delle meraviglie.

giovedì 8 ottobre 2026

#Cinema&SerieTv: Elle

Quest’estate – così come ogni estate – ho avuto la febbre. Voi vi chiederete: “E quindi? Cosa ci interessa?” Niente, in effetti, ma penso sia un ottimo modo per iniziare questo articolo.

La popolare saga de “La rivincita delle bionde” (primo film del 2001, con il sequel “Una bionda in carriera” del 2009 e lo spin-off del 2009 “Legally Blondes – Una bionda alla riscossa”) mi ha sempre messo di buonumore, vedendo nel personaggio di Elle Woods quello che vorrei essere io: sempre ottimista, sicura di sé e senza paura di sbagliare, anche facendo qualcosa che non è nelle mie corde.

Così presa dai calori di un misero 36,5° - che per me abituata ai 35.5° assicuro essere già febbre – ho deciso di guardarmi anche la serie tv “Elle” disponibile dal 1° luglio 2026 su Prime Video. Creata da Laura Kittrell e Caroline Dries, la serie è un prequel, in quanto è ambientata a metà anni Novanta, durante il periodo di liceo di Elle.

mercoledì 7 ottobre 2026

#TheBeatles: Your Mother Should Know

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Lo ammetto: “Magical Mystery Tour” (1967) è l’LP dei Beatles che ascolto meno ma perché è al mio secondo posto come preferenza e nell’insieme è un concetto così unico che non voglio rovinarmelo con molti ascolti, per non farmelo diventare banale
.

Tra i brani presenti, come quinta traccia, c’è anche “Your Mother Should Know”: una canzone che parla, come si può intuire già dal titolo, di conflitto generazionale.

Scritto e composto principalmente da Paul McCartney (ma al solito accreditato alla coppia Lennon/McCartney), il brano dalla durata di appena due minuti e mezzo, richiama il music hall britannico, con un andamento volutamente rétro che si avvicina, almeno per l’atmosfera, a un altro grande brano di McCartney: “When I’m Sixty-Four”.
Abbandoniamo proprio l’idea psichedelica di Sgt. Pepper’s, almeno un po’, e addentriamoci in quell’idea del passato, nella tradizione britannica del mondo dello spettacolo.

martedì 6 ottobre 2026

#Arte: Nell’Harem, di Frederick Arthur Bridgman

Immagine creata con ChatGPT. 
Non rispecchia l'opera di cui si
parla
Ormai sapete che prendo ispirazione su cosa scrivere a seconda del dipinto che mi appresto a colorare grazie all’app che utilizzo
.

Qualche giorno fa è toccato a “Nell’Harem”, di Frederick Arthur Bridgman (1847-1928), opera che l’artista ha realizzato nel 1894, nel pieno della sua maturità.
Allievo del maestro Jean-Léon Gérôme, si discosta da lui in tutto e per tutto, dando il via a uno stile così ben caratterizzato da divenire ben presto unico e riconoscibile.

Bridgman, pittore americano, era già molto conosciuto al tempo e tenuto in grande considerazione nella corrente dell’Orientalismo, con questa opera – visibile a questo link – si consacra del tutto, forse anche perché dimostra all’Occidente che l’harem non è proprio il luogo che ci si immagina.

lunedì 5 ottobre 2026

#Anime: Il piano nella foresta

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Mi sono ufficialmente sbloccata e ora posso guardare anime di questi tempi, seppur con un po’ di lentezza, visto il poco tempo a disposizione. Oggi voglio parlarvi de “Il piano nella foresta” (titolo originale: “Piano no mori – The perfect world of KAI”)
.

La prima versione del manga, scritto e disegnato da Makoto Isshiki, è uscita per la casa editrice giapponese Kōdasha nel 1998 per concludersi nel 2015. Già nel 2007, però, è uscito il film con lo stesso titolo in italiano, diretto da Masayuki Kojima.
L’anime è prodotto dallo studio Gaina ed è stato trasmesso in Giappone per la NHK nella primavera del 2018, mentre nell’autunno dello stesso anno è approdato anche su Netflix.

Con sole due stagioni e ventiquattro episodi in totale, l’anime mi ha davvero commossa, facendomi empatizzare moltissimo con i personaggi e il loro amore per la musica.

venerdì 2 ottobre 2026

#StorieRomane: Trinità dei Monti

Foto di Gabriella Care Marino 
su Unsplash
Prima di iniziare questo articolo vorrei dire a tutti gli italiani: mi dispiace, non lo sapevo
.

Trinità dei Monti è uno di quei luoghi che volente o nolente vedo più volte all’anno. Più del Colosseo e di qualsiasi luogo romano, perché tra una passeggiata e un impegno di lavoro, mi ritrovo sempre lì.
Ci sono stata anche ultimamente (sto scrivendo il 27 aprile 2026, non so quando pubblicherò l’articolo) con i miei soliti amici americani e, quando mi hanno chiesto quale fosse la storia dietro Trinità dei Monti, perché su 4Muses non c’è, ecco che ho deciso di rispondere loro con un articolo. Della serie: meglio tardi che mai.

Trinità dei Monti è sempre stata un punto di incontro nella politica e nell’arte europea. Ma lo sapevate che è nata come legame tra Roma e… la monarchia francese? Ripeto, raga, mi dispiace.

giovedì 1 ottobre 2026

#RoyalFamily: Gli hobby della Corona britannica

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Troppo spesso vediamo la famiglia reale come un organismo di cerimonie, parate e discorsi istituzionali
. Appartengono a gradini più alti delle celebrities e sicuramente al gradino più alto di qualsiasi altro personaggio pubblico.
La verità nuda e cruda, però, è che ogni membro della famiglia reale è un essere umano proprio come noi e proprio come noi ha i suoi interessi e le sue passioni che possono essere anche lontane dagli obblighi pubblici.

Proprio come accade a noi comuni mortali, le attività che amano davvero fare rivelano molto più della loro passione. Non sono segreti di Stato, ma vengono – a mio avviso – troppo poco condivisi, forse per non rischiare di umanizzare troppo chi dovremmo vedere come simboli astratti di stato, The Crown docet.
Quindi, ho deciso di parlarne oggi.

mercoledì 30 settembre 2026

#Pensieri: A volte la nostalgia non riguarda una persona

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È capitato a tutti noi di interrompere amicizie, relazioni. Quando qualcuno ci ferisce è cosa buona e giusta prendere le distanze, perdonare, sì, ma non necessariamente continuare a vivere con quella persona accanto a noi.

Personalmente tendo a chiudere i rapporti alla prima mancanza di fiducia, pur lasciando uno spiraglio sempre aperto. Chiunque mi ha ferito può tornare quando vuole, con rarissime eccezioni per le quali la mia porta rimane sigillata. Per i secondi non provo mai nessun tipo di nostalgia, per i primi… beh, per quanto mi riguarda mi sono ritrovata spesso con il telefono in mano pronta a comporre un messaggio da inviare loro.

Se mi sono sempre bloccata è perché mi sono posta una domanda: mi manca veramente quella persona, o piuttosto mi manca la me di quando l’avevo accanto? Le esperienze avute insieme? Le chiacchierate, le risate, o semplicemente quel momento della mia vita?

martedì 29 settembre 2026

#Musica: L’eredità di Amy Winehouse

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Ricordo ancora quel 23 luglio 2011, quando i media lanciarono la notizia della morte di Amy Winehouse
. Ricordo che presi il telefono per messaggiare un’amica che non sentivo da anni, ma sua grandissima fan al punto che ho sentito la necessità di starle accanto.

Che piaccia ancora o no, Amy Winehouse ha avuto uno stile ancora oggi unico e indiscusso, con il timbro inconfondibile e un’altissima capacità di emozionare perché è la sua voce a diventare una vera e propria confessione del turbamento interiore.
Per Amy il canto è sempre stato lo specchio dell’anima, ed è stata capace di trasformarlo anche in una grandiosa performance.

In un mondo che stava cominciando a divenire come quello di adesso, dove nessuno può permettersi il lusso di sbagliare, di avere sbavature, la voce della Winehouse raschiava, era vulnerabile ma allo stesso tempo forte e potente. Sapeva essere arma di guarigione per tutte le ferite dell’anima. In questo 2026, dove sembra che per le donne cantanti sia più importante puntare sul mostrare il corpo e ballare, non so quanto ci si sarebbe trovata bene...