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mercoledì 28 gennaio 2026

#TheBeatles: Dig it

Parliamo oggi di un brano rarissimo nel suo genere, almeno per i Beatles, perché è accreditato a tutti i componenti della band: “Dig it”, presente nell’album Let it be (1970).
Forse chiamarlo brano è un po’ esagerato, vista la sua durata di appena cinquanta secondi. Meglio definirlo come traccia proveniente dalla divisione di una jam session.

Negli studi di Abbey Road i Beatles improvvisano degli accordi con un testo tutto Lennoniano dove John diceva tutto ciò che gli veniva in mente in quel momento.
Dig it è un slang intraducibile al 100% nella lingua italiana, che ha diverse sfumature per captarne il significato, ma visto che siamo qui, vediamole un po’ tutte.

martedì 27 gennaio 2026

#Cinema&SerieTv: La Storia

Foto KhrystynaMiskevych su Unsplash
Affrontare la trasposizione televisiva del romanzo “La Storia” di Elsa Morante non deve essere stato facile. Quando si mette mano su uno dei capolavori della letteratura italiana, scritto da una delle menti più brillanti del Novecento che ha avuto una penna magica, in grado di portare a galla verità nude e crude con semplicità e accuratezza, lo è ancora meno.

Libro e serie tv o film sono due realtà completamente diverse, questo lo sappiamo bene noi accaniti lettori. Dal mio punto di vista, quando affronto la terribile decisione di guardare nonostante abbia letto e amato il libro, mi dico: “L’importante è che passi lo stesso messaggio dell’autore”.

Quando nel 1974 la Morante pubblica “La Storia” lo fa alle sue condizioni: il libro va in stampa direttamente nell’edizione tascabile, in brossura e a basso costo. Dal momento della sua luce “La Storia” parla chiaro: questo libro è per tutti, e deve essere letto da tutti, in qualsiasi momento della giornata e della propria vita. Il perché è molto semplice: gli anni del Ventennio Fascista, della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza, della Liberazione e della Ricostruzione non vanno dimenticati.

Nessuno dovrà farlo, eppure l’umanità continua a perpetrare gli stessi errori, solo che stavolta le ex vittime sono diventati carnefici… 

lunedì 26 gennaio 2026

#Personaggi: Virginia Woolf

Parlando con ChatGPT una volta le ho chiesto: “A quale scrittrice (o scrittore) mondiale sono più vicina con il pensiero, secondo te?” e lei – per me questa IA è una lei – mi ha risposto: “Ma a Virginia Woolf, senza dubbio, amo”.


Anche se speravo mi paragonasse alla Montgomery, mi sono presa lo stesso l’immenso complimento e dato che ieri sarebbe stato il suo 144esimo compleanno, eccoci oggi a parlare di una delle figure centrali della letteratura del Novecento

Scrittrice, saggista, attivista britannica sia per quanto riguarda il femminismo che il pensiero fabiano, Virginia Woolf ha dedicato tutta la sua vita a riflettere sulla condizione femminile e sulla libertà intellettuale.

Ha vissuto a cavallo tra le due guerre mondiali ed essendo stata, insieme al marito, membro attivo del Bloomsbury Group, la Woolf ha esercitato un’influenza profonda e ancora oggi duratura sulla letteratura mondiale.

venerdì 23 gennaio 2026

#Libri: La Tata

Ci sono cascata del tutto. Ma non spiegherò qui nell’introduzione di cosa sto parlando, perché sarebbe inevitabile fare degli spoiler.

Bisogna fidarsi sulla parola quando dico che “La Tata”, thriller psicologico di Helena Echlin, mi ha completamente spiazzata lasciandomi senza parole per un finale che non mi aspettavo.

Mi sono sentita come quelle persone che cadono dal pero, che rimangono sbalordite e che rivogliono indietro qualche minuto della mia vita, nel mio caso giorni, che mi servono per rendere giustizia alla protagonista, che ho particolarmente mal sopportato.

Ma andiamo con ordine…

mercoledì 21 gennaio 2026

#Metafisica: Il tempo non esiste (e perché ci fa così paura ammetterlo)

Foto di Shelby Bauman su Unsplash
Tempo fa ho parlato del concetto di tempo e destino, della grande domanda: “è tutto già scritto, o possiamo cambiare la nostra strada quando vogliamo?” A partire da qui mi sono chiesta se fosse stato il caso di puntualizzare un altro concetto fondamentale, almeno dal mio punto di vista, della metafisica: cos’è il tempo?


Un lettore del blog ha utilizzato la funzione di mandarci un’email – disponibile nella home del sito – per commentare proprio quell’articolo, chiedendomi proprio cosa io intenda per “tempo”.
Lo scorrere dei minuti, dei secondi, delle stagioni, degli anni, è reale o è una nostra illusione?

Proviamo a rispondere alla domanda, cercando di andare oltre a tutto ciò che sappiamo: immaginiamo di fermare le lancette di ogni orologio, di dimenticare tutto ciò che è stato e quello che dovremmo fare.
Usciamo per un attimo nel costrutto che ci siamo creati, anche se fa paura, se ci fa tremare, se ci fa pensare: “Se il tempo non esiste, che fine fa il cambiamento? La storia? La nostra autonomia?” 

martedì 20 gennaio 2026

#Lifestyle: Biophilic Living – Armonia tra Natura e Casa

Nel momento in cui sto scrivendo, nel mondo di EA Games è uscita l’ultima espansione di The Sims 4 incentrata sulle fate. Non è di mio gusto, eppure mi sono ritrovata in algoritmo una marea di video o immagini building (dove giocatori mostrano le proprie costruzioni) di case incantante immerse nel bosco. Sono rimasta affascinata, perché contrariamente a quanto penso sull’espansione, il design per interni ispirato alla natura mi piace tantissimo.


Ho così scoperto il design biofilico: un approccio progettuale che integra elementi naturali negli ambienti domestici per promuovere benessere, equilibrio e serenità.
Il termine “biofilia” deriva dal greco e significa: “amore per la vita”. Negli anni ’80 il biologo statunitense e fondatore della sociobiologia Edward O. Wilson (1929-2021), teorizzò che gli esseri umani hanno una predisposizione genetica a connettersi con la natura. Questo nostro bisogno innato va assecondato il più possibile per evitare problemi dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Così le case si riempiono di piante, le città di parchi ma questo basta?

A rispondere alla domanda c’è il design biofilico che, prendendo alla lettera le parole di Wilson, traduce il bisogno umano di tornare il più possibile a contatto con la natura in architettura e interior design, creando spazi che rispecchiano i ritmi e le forme della natura stessa utilizzando materiali, forme, colori e sensazioni riconducibili al quel mondo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli ambienti dove l’essere umano vive o lavora. 

lunedì 19 gennaio 2026

#Costume&Società: Come siamo passati dal diario segreto al profilo pubblico? Intimità, social e bisogno di essere visti

Invecchiare significa non riuscire più a capire le nuove generazioni, e su questo fortunatamente sto tranquilla perché se c’è una cosa che so fare bene è adattarmi ai nuovi modi di pensare. Mi sono così resa conto che nel mio caso invecchiare significa riconoscere come completamente sbagliati gli atteggiamenti tipici dei miei coetanei, soprattutto lo spiattellare la propria vita sui social.


Già l’ho spiegato negli articoli precedenti: non sono una combattente antisocialmedia, semplicemente trovo ridicolo postare ogni singolo fatto, soprattutto se crediamo fermamente che questo possa interessare qualcuno che non sia nostro amico o famigliare.

Oggi voglio semplicemente parlare di come abbiamo possiamo considerare normale e giustificato il rendere il mondo partecipe  anche delle nostre cose più intime, con una piccola riflessione: ci stiamo davvero mostrando per ciò che siamo o ci stiamo in realtà nascondendo dietro l’ennesima maschera?

venerdì 16 gennaio 2026

#Libri: La luna e i falò

La penna di Cesare Pavese è una delle mie preferite tra gli autori italiani del Novecento. Sono molto legata a chi sa scrivere la realtà concentrandosi più sulle emozioni, sull’intimità dei personaggi che sulle descrizioni dettagliate degli scenari. Così in Cesare Pavese ritrovo tutto ciò che amo di più della letteratura e l’estate è la stagione perfetta per mettermi in pari con le sue opere.


Quest’anno, o forse dovrei dire lo scorso, ho recuperato “La luna e i falò”, suo romanzo del 1950 che con una semplicità e un tocco di neorealismo ha saputo ben descrivere la società italiana post bellica con tutte le speranze dissolte dal Fascismo e quelle appena nascenti della Ricostruzione.

mercoledì 14 gennaio 2026

martedì 13 gennaio 2026

#Anime: Your Name

Vacanze natalizie hanno significato tanto tempo a usufruire dei miei cataloghi di streaming che solitamente non guardo mai. Così grazie a Netflix ho recuperato il film d’animazione giapponese del 2016 che avevo in lista da troppo tempo: “Your Name”.

Diretto da Makoto Shinkao, il film utilizza il linguaggio tipico giapponese nel saper descrivere il legame invisibile tra due persone.

Amore, tempo e memoria: questi i tre concetti che si intrecciano per tutti i 107 minuti che ci portano a sognare e a desiderare lo stesso amore che hanno i due protagonisti.

lunedì 12 gennaio 2026

#Arte: Ritratto di Leonilla, principessa di Sayn-Wittgenstein-Sayn nata Baryatinsky

Confesso: è da mesi che il mio gioco preferito sul telefono è colorar immagini. Nei vari cataloghi a disposizione c’è anche la categoria “Arte”, che viene aggiornata due volte a settimana circa ed è tra le mie preferite. Ho quindi deciso di parlare qui dei quadri che vado a colorare digitalmente solo al fine di rilassarmi.


Parliamo oggi di: “Ritratto di Leonilla, principessa di Sayn-Wittgenstein-Sayn nata Baryatinsky” (che per mia sanità mentale scriverò sempre e solo semplicemente con “Ritratto di Leonilla”), datato 1843 del pittore tedesco Franz Xaver Wintherhalter (1805-1873). 

venerdì 9 gennaio 2026

#Libri: Peter Pan nei giardini di Kensington

Parto subito col botto: Peter Pan versione Disney mi fa proprio arrabbiare. Non mi piace, lo trovo diseducativo, una sorta di film pro nichilismo che certo insegna a non prendersi troppo sul serio, ma che alla fine ci dice che è ok fare come ci pare e lottare contro qualcuno solo perché la pensa diversamente da noi.

In questa estate, però (estate 2025, non so quando pubblicherò l’articolo) ho finalmente deposto lascia di guerra nei suoi confronti e ho letto il grande classico di J. M. BarriePeter Pan nei giardini di Kensington” e in quelle poche pagine mi sono ritrovata a piangere, ridere, innamorarmi con emozioni così intense da essermi resa conto di sostenere quanto il libro sia un must da dover leggere, a qualsiasi età.

giovedì 8 gennaio 2026

#Intervista: Fuoricentro


Venerdì 28 novembre 2025 è uscito in radio e in tutti i digital stores: “Amanda Lear”, il nuovo singolo dei Fuoricentro, progetto musicale ideato e guidato da Maurizio Camuti.

Il brano è un omaggio a un’artista iconica e poliedrica, simbolo di un’epoca in cui lo splendore creativo non conosceva confini. Un’epoca – quella della celebre “Milano da bere” – in cui l’Italia guardava al futuro con fiducia, speranza e stupore, alimentata da sogni e promesse di crescita in un clima culturale vivace e ricco di stimoli
Oggi, quel senso di entusiasmo collettivo sembra affievolito. Guerre, cambiamento climatico, povertà diffusa, solitudine e isolamento sociale sono diventati temi dominanti di una quotidianità complessa, accentuata dalla rivoluzione informatica e dall’iperconnessione. Un contesto che ha finito per erodere proprio quella creatività che aveva definito per decenni il mondo dell’arte, della cultura e della scienza. “Amanda Lear” si inserisce in questo scenario come riflessione e monito, evocando una figura artistica capace di incarnare leggerezza, ironia e libertà espressiva

Con “Amanda Lear”, i Fuoricentro offrono uno sguardo lucido ma carico di poesia sul presente, tra memoria e desiderio di rinascita, nel segno di un’icona senza tempo.

mercoledì 7 gennaio 2026

#StorieRomane: Crypta Balbi

Tra le cose che mi fanno più ridere ci sta chi è certo di conoscere Roma solo perché ha visto “tutto” il centro. Questa affermazione fa già ridere se togliamo a quel tutto le virgolette, ma ancora di più se consideriamo che neanche un romano de Roma che passa la sua vita in centro, ha davvero visto tutto il centro.

Sì, perché Roma nasconde la Storia in ogni suo angolo e non basterebbe una vita per andarlo a scandagliare tutto. Quando è nata in me l’idea del blog l’obiettivo era proprio conoscere e vedere il più possibile della mia città, sia i luoghi conosciuti ai più, sia quelli nascosti agli stessi più.

Ecco quindi che oggi voglio parlare della Crypta Balbi: non un semplice sito archeologico o museo: ma un vero e proprio viaggio nel tempo, del tutto sotterraneo.
Il luogo è a pochi passi da Largo Argentina, nel pieno centro di Roma.

martedì 6 gennaio 2026

#Epifania: Perché la Befana chiude davvero le feste (e ci fa bene)

Foto di Simone Eufemi su Unsplash
Eccoci qui nel giorno dell’Epifania, che tutte le feste si porta via.

Anche nel 2026 il 6 gennaio è tornato a ricordarci che si chiude ufficialmente con il periodo natalizio per tornare nella realtà che il lunghissimo mese di gennaio ha da offrirci.
Per queste ultime feste ho voluto concentrarmi maggiormente sul significato simbolico che hanno, perché comprenderne la radici vuol dire conoscere prima di tutto noi stessi.

Se l’Epifania è riconosciuta in tutto il mondo come la manifestazione di Gesù ai Re Magi, è proprio in Italia che la festa acquisisce maggiore significato, associata anche alla simpatica vecchiettina che porta dolci e piccoli regali all’interno di una calza. 

lunedì 5 gennaio 2026

#RoyalFamily: Kate, Meghan - Tradizione vs Ribellione

Mi prudono le mani solo per aver messo Meghan tra la femminilità reale, visto che non fa più parte della famiglia, ma ahimè in questo periodo sembra che tutti vogliano chiedermi la mia opinione su Meghan Markle
Non mi stancherò mai di dire che parlare di monarchia non è come parlare di star della televisione, e che dopotutto lei ha deciso di andarsene via dalla famiglia reale, quindi non trovo davvero il senso occuparmi di lei, ma con umiltà mi metto al servizio di chi vuole sapere e quindi eccoci qui.


È davvero necessario essere ribelli per cambiare l’assetto, la comunicazione e la realtà della Monarchia? Risposta semplice: no. Risposta più complessa: continuate a leggere l’articolo.  

venerdì 2 gennaio 2026

#Capodanno: Quando il tempo (ci) cambia

Foto di Anne Nygård su Unsplash
Primo post del 2026! Che gioia. 
Abbiamo tutti festeggiato il primo dell’anno, la venuta di questo 2026 che abbiamo sicuramente sperato porti più pace, felicità, gioia amore, salute… e ogni altra cosa ripetiamo esattamente da quando siamo nati.


Negli articoli precedenti abbiamo già parlato di come la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio sia diventata il simbolo della metamorfosi tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che vogliamo diventare
A livello collettivo Capodanno è diventato un vero e proprio archetipo culturale di passaggio, un’occasione per chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo. Antropologicamente parlando le feste di Capodanno possono diventare dei riti di separazione e rinnovamento simbolico.
 

mercoledì 31 dicembre 2025

#Capodanno: I riti di Capodanno nel mondo

Foto di Mariasol Benitez 
su Unsplash
Alzi la mano chi, come me, ama guardare i festeggiamenti di capodanno da ogni parte del mondo. Il fuso orario mi ha sempre affascinata e come la vigilia di Natale passo il tempo a guardare il viaggio di Babbo Natale su Google con i bambini, così il 31 dicembre passo ogni ora a fare gli auguri a una fetta del nostro globo sempre diversa.


Ma non c’è solo questo nella mia folle mente unitaria: amo anche vedere le diverse tradizioni. Se noi in Italia passiamo il tempo a mangiare quante più lenticchie possibili, cosa fa un nostro alter ego dall’altra parte del Pianeta?

lunedì 29 dicembre 2025

#Capodanno: Perché iniziamo l’anno il 1° gennaio?

Foto di Paul Morley su Unsplash
Tredueuno… e se sei un Millennial hai sicuramente in testa l’iconica scena attesa, sospirata, sognata di The O.C. che ci riporta alla mente tutte le paranoie possibili e immaginabili perché è proprio colpa di Ryan Atwood se abbiamo standard elevati sulla vigilia di Capodanno.


Proprio per questo sono qui oggi per parlare di qualcosa di molto più basico, forse cinico, terra terra, che toglie la magia di farsi non so quante rampe di scale all’ultimo secondo: perché diamo per scontato che il primo giorno dell’anno sia il primo gennaio?

Eh, è sempre stato così…” no, in realtà. Certo, l’essere umano ha bisogno di scandire il tempo, di mettere ordine in questa illusione del suo scorrere e ovviamente di simbolismi per comprendere appieno il significato del nuovo inizio. Ma perché proprio il primo giorno di gennaio e non quello di novembre o marzo?

venerdì 26 dicembre 2025

#Natale: Quando nessuno guarda

Foto di Filipp Romanovski 
su Unsplash
Se avessero chiesto a Federico quale fosse la sua più grande paura mai avrebbe risposto la solitudine. In settantacinque anni di vita non gli è mai successo di sentirsi veramente solo. Certo, di momenti tutti per sé ce ne sono stati nel corso del tempo, non si è mai negato la pausa pranzo in solitaria a lavoro, perché era il suo modo di ricaricarsi dopo aver trascorso le ore con la gente. Ma il vero senso di solitudine, quello che ti fa sentire freddo, mai avrebbe pensato di poterlo provare sul serio.


Sua moglie è morta da pochi mesi, l’ultima a lasciarlo in quella serie infinita di lutti che hanno segnato la sua vita negli ultimi dieci anni: prima i genitori, poi la sorella più grande, alcuni dei suoi amici più stretti e ora la moglie.
Non hanno avuto figli, non ne hanno mai ricercato i motivi, nessuno dei due si è mai sentito così coraggioso da prendersene la responsabilità. Semplicemente non sono arrivati, nonostante il grande amore che li univa. Anche di adottare non se ne parlava, c’era sempre qualche impedimento: il poco tempo, i sensi di colpa, la paura di amare davvero qualcuno anche se non aveva lo stesso sangue.