Chi sostiene che l’arte sia perfezione, forse non ha mai conosciuto l’arte.
Parlo di “perfezione” nella maniera più letterale e fedele all’etimologia possibile, quella che vede la parola non come significato di “privo d’errori”, ma di “compiuto”.
Vi è proprio un fenomeno in campo artistico chiamato “non-finito” dove l’opera incompleta non è una semplice interruzione, ma una scelta consapevole dell’artista pronto a trasformarlo in un potente strumento espressivo. Tale espressione è stata coniata in Italia a metà del Quattrocento per poi arrivare in tutto il resto del mondo…
Vediamo oggi quali artisti se ne sono avvalsi, e in quali opere.
Parlo di “perfezione” nella maniera più letterale e fedele all’etimologia possibile, quella che vede la parola non come significato di “privo d’errori”, ma di “compiuto”.
Vi è proprio un fenomeno in campo artistico chiamato “non-finito” dove l’opera incompleta non è una semplice interruzione, ma una scelta consapevole dell’artista pronto a trasformarlo in un potente strumento espressivo. Tale espressione è stata coniata in Italia a metà del Quattrocento per poi arrivare in tutto il resto del mondo…
Vediamo oggi quali artisti se ne sono avvalsi, e in quali opere.