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martedì 21 giugno 2022

#Libri: Sarò breve

Spiritoso, pungente, riflessivo, motivante… sono i primi termini che ci sono venuti in mente alla fine del libro: “Sarò breve”, di Francesco Muzzopappa che abbiamo potuto leggere in anteprima grazie alla Fazi Editore.
Se avete già letto i suoi libri precedenti, sapete che Muzzopappa è molto ironico e in fin dei conti è proprio questo il segreto per una vita di successo: non prendere mai nulla veramente sul serio.
Lo abbiamo già spiegato in “Nothing is real”: la vita è un dono, un gioco e identificarsi troppo con il bello o il brutto, ci toglie il tempo per comprendere il vero significato celato dietro la frase largamente abusata: “gioia di vivere”.
Certo, questo non significa fregarsene dei momenti difficili e cercare sempre un modo per non soffrire, spesso evadendo, semplicemente dovremmo ricordarci che ogni emozione è sacra, ma che come arriva, va via. “All Things Must Pass” (trad. “Ogni cosa deve finire”) cantava George Harrison, e noi non potremmo essere più che d’accordo.

mercoledì 8 dicembre 2021

#Libri: Omicidio in famiglia

Siamo di nuovo giunti all’appuntamento con un nuovo thriller di Nicola Rocca, il secondo con “protagonista” lo scrittore di thriller Roberto Marazzi. Proseguendo con la lettura vi spiegheremo perché abbiamo messo protagonista tra virgolette.

Ora, se non l’avete già fatto, vi consigliamo anche di leggere la recensione di “Scheletri nell’armadio”; non è fondamentale, sia chiaro, ma vi serve perché qui non ci soffermeremo molto sullo scrittore. 
Inoltre vogliamo ringraziare di cuore Rocca per averci dato ancora una volta l'occasione di leggere un buon libro.

mercoledì 6 luglio 2022

#Libri: L'abito di piume

Come avrete potuto intuire, noi di 4Muses siamo molto affascinate dalla letteratura orientale. Non esitiamo a conoscere autori “nuovi”, infatti abbiamo parlato dei libri di Kaho Nashiki (“Un’estate conla strega dell’Ovest”), Aki Shimazaki (“Il peso dei segreti) e Yu Hua (“Il settimo giorno”), anche se spesso non facciamo che tornare a scrittori di cui abbiamo già saggiato le abilità, come è successo per Murakami (“La fine del mondo e il paese delle meraviglie” e “L’uccello che girava le viti del mondo”) e per Banana Yoshimoto: abbiamo scritto le recensioni infatti di  “Kitchen”, “Sonno Profondo” e “Su un letto difiori”. Recentemente di suo ci è capitato tra le mani il romanzo “L’abito di piume”, pubblicato per la prima volta nel 2005.

La trama è abbastanza lineare, seppur dal forte impatto emotivo che la Yoshimoto riesce a imprimere nei suo testi. Siamo a Tokyo, la giovane Hotaru riceve una chiamata che le sconvolge completamente la sua idea di mondo: il fidanzato (di cui lei era l’amante) la lascia con una telefonata, adducendo come scusa che la relazione non può andare avanti, perché deve prendersi cura della moglie malata, che recentemente è venuta a conoscenza della relazione clandestina del marito. Non c’è il minimo turbamento: Hotaru viene mollata con poche e asettiche parole. La giovane fa quindi ritorno al suo paese natale, un piccolo borgo per cui passa un placido fiume. Lì la protagonista cerca di rimettere insieme i pezzi, ricucendo vecchi rapporti e creandone di nuovi: fa così la conoscenza di Mitsuru, un ragazzo che ha tutta l’aria di appartenere a un vecchio ricordo.