sabato 15 ottobre 2022

#Pensieri: L'acqua non è più trasparente

Un boato immaginario sconquassa l’ordine delle cose. D’un tratto, nel pieno della notte, sento la pioggia in camera mia. Forse ho sonno, ma sento questo bisogno di esprimermi ermeticamente. No, questo non è un altro delirio narcolettico. Questo è il bisogno di dissetarsi. Forse, dovrei raccogliere quest’acqua piovana in un contenitore.

Quando la pioggia cade è limpida e triste, così cristallina che riflettere i desideri irrealizzati di ciascuno. Ma poi arriva sul suolo e si mescola con la terra e con la polvere. Un oltraggio di rugiada, una caduta drammatica. Ma meglio esprimerlo in endecasillabi:

"Muta empietà, parole disperse
dentro questo vuoto colmo di niente,
gocce di notte in fiasche diverse…
ormai l'acqua non è più trasparente".

(Gianluca Boncaldo, "L’acqua non è più trasparente")

giovedì 13 ottobre 2022

#Libri: Appartamento 401

Avete presente quella strana sensazione di chiudere un libro e non capire se vi è piaciuto o meno il finale? Che è risultato talmente imprevedibile e talmente “strano” da rimanere con la confusione più totale in testa mentre ancora lo tieni stretto tra le mani? È quello che è successo a chi sta scrivendo l’articolo dopo aver letto “Appartamento 401” di Yoshida Shuichi. Si tratta di un romanzo noir, anche se fino alle ultime pagine, tutto sembra tranne che qualcosa che si avvicina a un thriller. Uscito per la prima volta nel 2002, quando all’autore valse il premio Yamamoto hu¯goro¯, in Italia è arrivato solo nel 2019 e inserito nella collana dell’Universale Economica Feltrinelli. Ma vediamo di parlare della storia, cercando di non fare spoiler.

La storia è ambientata a Tokyo, nel quartiere di Setagaya. Nell’appartamento 401 vivono illegalmente quattro ragazzi: Sugimoto Ryosuke (i 21 anni, iscritto alla facoltà di Economia dell’Università H.), Okouchi Kotomi (di 23 anni, chiamata affettuosamente da tutti Koto-chan), Soma Mirai (pittrice di 24 anni) e Ihara Naoki (28 anni, che lavora in una casa di distribuzione cinematografica). Questi quattro, insieme, hanno formato una sola grande famiglia, dovendo affrontare dei problemi comuni del quotidiano. A mettere una nota di mistero nella narrazione, c’è l’appartamento di fronte, il 402, dove sembrano nascondersi segreti loschi o strani giri di prostituzione. Mentre cercano di svelare lo strano mistero, improvvisamente i quattro ragazzi si trovano sul divano un ragazzo bizzarro, Satoru, che dormicchia. Di chi è amico? Nessuno sembra conoscerlo o ricordarsi di lui, nessuno sembra averlo invitato. Nel frattempo, nel quartiere si susseguono strane aggressioni nei confronti delle donne. Che il nuovo arrivato c’entri qualcosa?

mercoledì 12 ottobre 2022

#Pensieri: Battiti della foresta

Mi sono perso di nuovo, mi trovo dentro una fitta foresta. I raggi del sole filtrano a malapena attraverso le folte chiome, lasciando i sentieri debolmente illuminati. Proseguo in questo marasma di vegetazione da giorni, il percorso battuto sembra sempre lo stesso e non riesco più a orientarmi.

Forse è uno di quei posti dal quale non puoi più tornare indietro una volta entrato, si può solo andare avanti. E proseguo ancora tra alberi, muschi, rocce, terriccio, liane, rovi e foglie. Avanzo ma non trovo uscita, giorno dopo giorno la luce svanisce e torna fioca all’alba, per poi svanire di nuovo quando ho già percorso chilometri senza in realtà fare neanche un passo.

Sulla mia pelle si riflette l’indifferenza del giorno e l’indifferenza delle stagioni, il menefreghismo di una costante inclinazione verso un’uscita che pare inesistente.

martedì 11 ottobre 2022

#Eventi: RomicsXXIX conclusioni di questa edizione

Tra cosplay e fumettisti, domenica scorsa, si è conclusa la XXIX edizione del Romics. La fiera romana del fumetto e del cinema ha ospitato interessanti firme del mondo dell’animazione e non solo.

Nel corso di questa edizione, è sicuramente memorabile la master class con il Romics D’oro Yoshiko Watanabe. L’illustratrice ha, infatti, ricordato le basi per la creazione di un personaggio. Con la sua lavagnetta ha evidenziato l’importanza delle proporzioni e le “regole” che si seguono da oriente e occidente. Non importa, infatti, l’altezza delle gambe, purché il corpo del personaggio abbia delle proporzioni coerenti con quelle che troveremmo nella realtà. È stato interessante ricordare quanto si possa comunicare con le sole immagini, un elemento caratteristico di manga e anime dove le parole sono quasi superflue: bastano le singole espressioni facciali, talvolta esasperate, o la posizione del corpo per poter comunicare uno stato d’animo ben preciso.

#Libri: Cinque martedì d'inverno

Quando la Fazi Editore ci ha mandato la lista dei libri che sarebbero usciti a ottobre, “Cinque martedì d’inverno”, di Lily King, titolo e copertina hanno da subito suscitato il nostro interesse.

Non sappiamo bene il perché, ma abbiamo capito che saremmo rimasti affascinati da qualcosa che si cela nell’inconscio, al di sotto della calma apparente, forse proprio per la parola “inverno” e per l’immagine notturna. Immaginavamo storie turbolente, passionali, proprio per il “martedì” e la bottiglia finita di vino rosso rovesciata sul tavolo. Amando il concetto di cosa è nascosto sotto metri di neve, non abbiamo esitato sulla scelta.

Lo trovate in tutte le librerie a partire da oggi, e se proseguite nella lettura dell’articolo, saprete il perché va assolutamente letto! Ovviamente non vi faremo spoiler.

sabato 8 ottobre 2022

#Pensieri: Delirio Narcolettico (Parte 2)

Se vuoi recuperare la prima parte di questo flusso di coscienza, puoi trovarla qui

Dove sono? Non è neanche casa mia, ma ho sonno. Questo posto sembra così lontano ma anche così vicino…

Questo nuovo letto mi sembra un mondo di un altro sistema solare, ma allo stesso tempo un pianeta più vicino di quanto possa pensare. E forse non è neanche una metafora così lontana, ho chiuso gli occhi e sono già sulla Luna.

Come ci sono finito qui? Ma qui posso respirare? Tanto, l’ultima volta, ho respirato sott’acqua, che vuoi che sia.

Ma questa è davvero la Luna? C’è della vegetazione, e un lago di acqua argentea, sembra quasi alluminio liquido.

#Pensieri: Scuola delle arti

Chi sta scrivendo questo articolo, fin da quando frequentava le scuole elementari, giocava a fare finta di essere insegnante e preside di una scuola, che aveva rinominato: “Scuola delle arti”. In questa scuola insegnava – sempre a mo’ di gioco, ovviamente – dizione, recitazione, canto, ballo… aveva un vero e proprio registro, con nomi inventati, e faceva finta di tirare su un vero e proprio spettacolo, che in un modo o nell’altro aveva sempre a che fare con Cristina D’Avena.
Tutto questo non è mai uscito dalla sua camera, ma in un certo modo l’Universo ha ascoltato la sua richiesta, perché anni dopo, proprio la sua insegnante di musica delle medie, ha dato vita a Sperimentiamo, di cui abbiamo già parlato.

Cosa diremo, oggi, in questo articolo, quindi? Beh, Frè e Aida hanno deciso di andare all’open-day della scuola, nella speranza che l’Universo dia loro modo di cominciare qualche corso (davvero, Universo, sappiamo che puoi fare il tuo miracolo temporale per darci giornate da quarantotto ore) e tralasciando il divertimento per aver provato a suonare il sax, il basso e la batteria, hanno proprio sentito dentro una sensazione di completezza