sabato 27 maggio 2023
#Racconti: La sfida di Matilde
#DivinaCommedia: Canto XXV
Oggi analizziamo il venticinquesimo canto dell’Inferno e ci concentriamo maggiormente sulle immagini che Dante ha saputo rendere veritiere con immensa maestria. Arrivati a questo punto, infatti, per noi è fondamentale vedere il più possibile con gli occhi della mente, facendo in modo che le terzine del Poeta inebrino tutti i nostri cinque sensi.
Al solito vi ricordiamo che analizziamo il canto solo ed esclusivamente dal punto di vista esoterico, comparandolo con quello che è stato ed è il nostro cammino spirituale.
Questi articoli, insomma, servono solo come spunti di riflessione su se stessi, dove ogni protagonista che incontriamo è una parte di noi.
Per chi segue assiduamente la rubrica tutto quello che verrà detto può sembrare una ripetizione, ma crediamo che bisogna dare retta ai nostri avi quando dicevano che repetita iuvant; nel campo spirituale, poi, questo detto vale molto di più.
venerdì 26 maggio 2023
#Racconti: Non sento più la musica
#Pensieri: !!!
giovedì 25 maggio 2023
#Pensieri: L'articolo che ancora deve essere scritto
martedì 23 maggio 2023
#Libri: La bottega dei giocattoli
A essere difficile non è la comprensione o la sua scrittura, ma proprio le immagini che il libro evoca, così reali – e questo è un talento davvero raro negli scrittori – che il lettore non fa fatica a entrare dentro la vita di Melanie, ed è proprio questo il problema: siamo a nostro agio con la protagonista, vestiamo i suoi panni, viviamo i suoi dolori.
Prima di procedere con la trama, vi diciamo che “La bottega dei giocattoli” ha vinto il John Llewellyn Rhys Prize.
sabato 20 maggio 2023
#Racconti: La stagione perduta
è l'atto di ritrovarsi in un attimo mai esistito,
è la scoperta di un nuovo sentimento
che contiene il seme dell’infinito”.
- Gianluca Boncaldo, L’articolo che ancora deve essere scritto
Tra i tanti ricordi che mi attanagliano la mente, ne esistono alcuni che non riesco a decifrare. Si tratta di esperienze già presenti e già codificate in un aroma indeterminato.
Eppure, queste mancano all’appello, come se fossero sigillate all’interno di un antico scrigno la cui chiave è perduta.
Penso sia qualcosa di trascendentale, qualcosa che vada oltre la vita concepibile da uno sguardo umano.
È un indovinello forse indecifrabile, ma al quale si può tendere con sforzo cognitivo e irrazionale.
È la quinta stagione, quella che non mi sapreste descrivere ma che ho già vissuto. Una veglia durante un sonno diverso, un grappolo di ricordi che messi insieme formano una struttura coerente che mi è appartenuta e che attualmente non mi appartiene più.





