Torniamo a parlare di un altro brano dei Beatles composto da George Harrison: “Love You To” e no, non è un errore, il titolo è proprio questo. Presente nell’album Revolver del 1966, la musica del brano è chiaramente influenzata dallo stile indiano, a cui George era particolarmente vicino. Il sitar e la tabla rendono il brano unico, almeno in quel momento storico.
George Harrison aveva già cominciato ad aggiungere particolari indiani, lo vediamo con “Norwegian Wood”, uscito l’anno prima. Adesso l’inclinazione verso l’India è ancora più netta, tanto che alla registrazione del brano si sono uniti Anil Bhagwat e altri musicisti indiani dell’Asian Music Circle di Londra.
George Harrison aveva già cominciato ad aggiungere particolari indiani, lo vediamo con “Norwegian Wood”, uscito l’anno prima. Adesso l’inclinazione verso l’India è ancora più netta, tanto che alla registrazione del brano si sono uniti Anil Bhagwat e altri musicisti indiani dell’Asian Music Circle di Londra.
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A oggi non sappiamo il perché del titolo, che tradotto in italiano potrebbe essere tipo: “Ti amo fino a…”, rimanendo incompleto; nella grammatica inglese sarebbe stato più sensato scrivere “Love To You”, (trad. “Amore Per Te”) o “Love You Too” (trad. “Ti Amo Anche Io)” è vero, ma nessuno dei Beatles – che io sappia – ha mai risposto a questo dubbio amletico.
Ormai l’argomento brani dedicati al consumo di LSD quando si tratta dei testi dei Beatles è trito e ritrito, tanto da diventare grottesco. Nella più banale delle ipotesi “Love You To” è un semplice brano d’amore, dove il protagonista chiede alla sua amata di amarlo per tutti i giorni della sua vita, nonostante tutto e tutti. Certo, è molto più maturo rispetto ai brani precedenti: in un certo senso possiamo vedere come qui si parli anche della fugacità della vita, del cinismo che diventa sempre più importante a discapito dei sentimenti e di come sia fondamentale trovare una persona accanto che sappia amarti per ciò che sei. Niente di eccezionale, e forse le parole della canzone sono proprio così: banali e semplici. Come accennato nell’introduzione il tutto in questo brano lo fa la composizione musicale.
George lavora al brano in un periodo dove i Beatles stavano in pausa. In contemporanea stava iniziando a immergersi nella cultura indiana, sia dal punto di vista filosofico che musicale. Si avvicina al sitar, che comincia a suonare aiutato da Ravi Shankar, che poi diventerà il suo maestro proprio dopo la registrazione del brano.
Chi conosce George Harrison sa perfettamente quanto riuscisse a immergersi profondamente in qualcosa che lo appassionava, e così fa anche adesso, lavorando al pezzo proprio per poter studiare e perfezionare l’integrazione della musica indiana classica con il rock occidentale.
È da questo momento che George Harrison svilupperà un continuo crescendo verso quel genere di musica che diventerà presto la sua firma inconfondibile. Un vero fan dei Beatles, infatti, riconosce dai primi accordi se un brano è di John, Paul o George. Se i primi due possono confondere, anche perché scrivevano praticamente in simbiosi, lo stile di George appartiene solo a George e a nessun altro.
Aiutato solo da Ringo Starr per l’incisione, possiamo forse cominciare a pensare che è da qui che inizia la carriera solista di George Harrison.
“Love You To” viene registrata l’11 aprile 1966 agli Abbey Road Studios. Sono state registrate sei tracce, con presenti i cori armonici di Paul McCartney, che però vengono cancellati in quella che sarà la registrazione definitiva.
Il brano viene completato il 21 giugno 1966, in extremis per l’uscita di Revolver prevista per il 5 agosto dello stesso anno.
Dalla data di uscita dell’album è divenuto chiaro a critica e fan come George Harrison sia diventato una firma importante del gruppo.

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