Quanto mi è piaciuto “La figlia preferita”, romanzo d’esordio della scrittrice canadese Morgan Dick? Tanto. Tantissimo.
Disponibile in Italia per Fazi Editore dal 5 maggio 2026, la storia mi ha catturata così tanto da non accorgermi minimamente del tempo che passava durante la lettura, tanto che ho spesso fatto tardi a lavoro o a vari appuntamenti.
Un libro che commuove, ci fa consumare fazzoletti, ci fa abbandonare l’arma del giudizio e ci pone davanti a una domanda che riguarda tutti noi: quanto è difficile cambiare?
La traduzione è a cura di Silvia Castoldi.
Disponibile in Italia per Fazi Editore dal 5 maggio 2026, la storia mi ha catturata così tanto da non accorgermi minimamente del tempo che passava durante la lettura, tanto che ho spesso fatto tardi a lavoro o a vari appuntamenti.
Un libro che commuove, ci fa consumare fazzoletti, ci fa abbandonare l’arma del giudizio e ci pone davanti a una domanda che riguarda tutti noi: quanto è difficile cambiare?
La traduzione è a cura di Silvia Castoldi.
Mickey e Arlo sono due sorellastre da parte di padre. Entrambe sanno della loro esistenza, ma non si sono mai parlate né mai viste.
Mickey è la maggiore: nata dal primo matrimonio del padre. Un padre che ha provato a esserci per la figlia, ma che, schiacciato dai suoi stessi demoni, ha preferito andare via senza dare alcuna spiegazione. Questo ha mandato in crisi Mickey e sua madre che hanno provato ad andare avanti nonostante i problemi economici e i traumi che lui ha dato a entrambe. Mickey, però, sembra stare bene: ha solo 181 dollari sul suo conto, beve più di quanto una persona normale faccia, ma tutto sommato sa di potersi autogestire e lo fa solo per il lavoro che ama più di sé stessa: quello di maestra d’asilo.
Arlo, invece, è nata qualche anno più tardi, dal secondo matrimonio di suo padre. Lei gli è stata sempre accanto, è cresciuta nell’agio economico, e ha potuto sviluppare facilmente un carattere positivo, solare, dedito agli altri. Dato che nella sua vita si è messa sempre a disposizione del padre, ha deciso presto di diventare una terapeuta e, nonostante sia molto giovane, è anche molto brava.
Alla morte del padre, però, Mickey e Arlo ricevono una notizia sorprendente: è solo la prima a ricevere l’intera somma dell’eredità, che ammonta a cinque milioni e mezzo di dollari. A una condizione, conosciuta solo dalla stessa Mickey: sottoporsi a un ciclo di psicoterapia, alla fine della quale riceverà il denaro. La psicoterapia è già stata pagata dal padre, nello studio dove lavora Arlo, e dove proprio lei sarà la psicologa designata ad aiutare Mickey.
Le due finalmente si conoscono, anche se non sanno di essere sorelle. Il loro rapporto si intensifica inevitabilmente, tanto che entrambe intraprendono un percorso di consapevolezza che le porterà a fondo, ma solo per poter risalire.
La trama può sembrare dark, oscura, ma la scrittura della Dick è tutt’altro che pesante. I temi centrali sono tanti: il disagio psicologico, la manipolazione mentale, i rapporti abusivi, l’abbandono, la sorellanza, la dipendenza da sostanze ma anche dagli effetti… il tutto descritto in maniera così semplice e diretta da non risultare opprimente, pur mantenendo un’analisi profonda e veritiera degli argomenti trattati.
La scrittura della Dick è veloce, dinamica, nessuna scena risulta tediosa, nulla appare ridondante. Spesso, soprattutto nei romanzi d’esordio, sul finale si tende a ripetere un po’ le stesse dinamiche descritte nelle duecento pagine precedenti, qui non vi è mai un accenno a qualcosa di avvenuto in precedenza, il che porta il lettore a sfogliare avidamente le pagine perché non ne può fare a meno.
Mickey e Arlo non si perdono nei cliché di altri protagonisti già visti in libri, film o serie tv. Hanno i loro pregi e i loro difetti, anche così gravi che vorremmo lanciare il libro – o il Kindle, come nel mio caso – per aria, eppure il tutto rimane coerente con la loro psiche e la vita che hanno vissuto.
È un romanzo che promuovo a pieni voti, quello di Morgan Dick e che consiglio a chiunque voglia assaporare una storia di crescita e scoperta personale. Adatto anche a chi sta vivendo un periodo no nella propria vita e chi pensa di non avere il coraggio di rialzarsi.

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