martedì 19 maggio 2026

#Libri: L'internato

Fino a che punto sei disposto a spingerti per scoprire la verità? Till Berkhoff è disposto a tutto pur di scoprire che fine abbia fatto suo figlio Max, scomparso da un anno.

Dopo Portami a casa e Mimica, l’ultimo atteso romanzo di Sebastian Fitzek, L’Internato, aspetta tutti in libreria e negli store online dal 13 maggio 2026, per la collana Darkside di Fazi Editore

L’assassino di bambini Guido Tramniz è stato arrestato e rinchiuso in una clinica psichiatrica, in attesa del processo a suo carico. Il soggetto ha già ucciso ed è un pericoloso sadico, e da quando è stato catturato si è chiuso in un silenzio che non lascia pace a Till Berkhoff. Suo figlio Max, infatti, è scomparso in circostanze misteriose, e Till è convinto che Tramniz sia dietro la sparizione del piccolo.

L’unico modo per saperlo è infiltrarsi nella clinica dov’è custodito il sadico e mettere le mani sul suo diario, in cui Till è convinto troverà tutte le risposte di cui ha bisogno, fosse anche solo conoscere il luogo della sepoltura del bimbo.

Questo autore mi è stato consigliato da un caro amico che ha già avuto occasione di leggere altri romanzi di Fitzek, e il suo parere mi ha convinta a dargli una possibilità. Così quando è arrivata la lista delle anteprime di maggio la scelta è naturalmente ricaduta su Fitzek; d’altro canto, i thriller psicologici sono un genere che ho sempre letto molto volentieri, e sapevo che avrei, come si suol dire, trovato pane per i miei denti.
Lo stile dell’autore tedesco è fluido e godibile, rendendolo perfetto per un primo approccio a thriller e gialli psicologici, con il giusto equilibrio tra tensione e voglia di scoprire la verità.
Giunta alla fine della lettura, ho tirato le somme e, in qualche modo, ho un po’ ritrovato Shutter Island di Dennis Lehane, che per me è una lettura portata a termine esattamente tre anni fa e che mi è piaciuta moltissimo, pur avendo visto il film prima di leggere il romanzo da cui è stato tratto.
Nonostante le somiglianze con quest’altro romanzo, che anticipa di quindici anni il tedesco Der Insasse (titolo in lingua originale de L’internato), la lettura è stata comunque veloce, perché un altro ritmo non era possibile: la trama stessa e i continui colpi di scena sono ciò che tiene il lettore incollato alle pagine.
Pur avendo una vita e un lavoro oltre il Kindle – purtroppo – sono comunque riuscita a portare a termine la lettura in quattro giorni, e questo a riprova di quanto la penna di Fitzek scorra piacevolmente e la voglia di scoprire la verità sul caso tenga la tensione e la voglia di proseguire la lettura alte.

Il viaggio che Fitzek ci propone è nei più profondi abissi della mente umana. Oltre agli interrogativi che già ho menzionato nell’incipit, un altro, più profondo e inquietante, si fa strada nel romanzo, nero su bianco, pagina dopo pagina: quanto a fondo la mente può ingannarci per proteggerci?
Per dirla con una citazione del libro:

“Quanto dev’essere orribile fuggire in continuazione da se stessi? Solo per scoprire ancora e ancora che non si può scappare dalla propria anima?”

Se siete pronti per trovare risposte inquietanti e da pelle d’oca a questi interrogativi, il romanzo di Fitzek vi aspetta – con un finale inaspettato e dei ringraziamenti che, se possibile, intrattengono tanto quanto il libro per intero!

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