lunedì 1 giugno 2026

#StorieRomane: Aventino

Torniamo a parlare delle zone di Roma e oggi lo facciamo nominando uno dei sette colli: l’Aventino
Situato tra il fiume Tevere e il Circo Massimo, fa parte del rione Ripa, compendendo anche l’isola Tiberina.

Insieme all’Eur è uno dei quartieri più eleganti ed esclusivi di Roma, ma con una Storia che ha origini fin dall’antichità.
  
Per la sua forma, l’altezza e le pendici molto più ripide rispetto agli altri, fin da sempre l’Aventino veniva considerato molto difficile per il passaggio di persone, carri e animali.
L’origine del suo nome è incerta, ci sono due possibilità: o deriva da un re di Albalonga, o da alcune locuzioni latine. Nel secondo caso può provenire da “ab advento hominum” (trad. “dall’arrivo degli uomini”), frase presente nel tempio dedicato a Diana lì eretto; o da “ab advectu” (trad. “da trasporto”) perché lì venivano condotte le acque verso le paludi ai suoi confini; o ancora da “ab avibus” perché gli uccelli passavano di lì per andare verso il Tevere. Un’ultima probabile origine – e secondo me la più plausibile – è per l’avena che lì si coltivava e commerciava.
I volatili possono comunque c’entrare, perché è proprio su questo colle che Romolo e Remo fecero la conta degli uccelli per accaparrarsi il titolo di primo Re di Roma.
È però con Anco Marzio che il colle viene inserito nella città per essere popolato dai profughi delle cittadine limitrofe. Anche se con una natura strategica, in quanto è vicino al porto fluviale, l’Aventino rimane fuori dai confini ufficiali di Roma, almeno fino all’età di Claudio.
Diventando sempre più il fulcro per i commerci e i collegamenti tra città e mare, l’Aventino prende sempre più potere.

In epoca repubblicana acquisisce il suo carattere strettamente popolare. Nel 456 a.C., con la Lex Icilia, i suoi terreni vengono assegnati ai cittadini comuni e per questo assume un ruolo importantissimo e centrale nella vita politica, sociale ed economica. È strettamente legato ai commerci dell’Emporium e alle grandi infrastrutture portuali, arrivando anche a essere simbolo di lotta e potere.
I grandi nomi di Ennio e Nevio, poeti dell’epoca, hanno comunque dato lustro a un quartiere pensato per i Plebei, in contrapposizione con i Patrizi del Palatino.
E infatti in breve – almeno per i tempi storici – tempo la zona diventa molto più aristocratica e imperiale: qui vi abitano i futuri imperatori Traiano e Adriano, e alti funzionari; nel mentre chi era rimasto più povero è costretto a spostarsi verso il Tevere, o alle altre rive del fiume.     
Il colle si riempie di terme, domus, santuari, ma tutto viene distrutto durante il sacco di Roma del 410.


Sono tanti i culti a cui il popolo poteva affidarsi nella zona, compresi quelli orientali e mitraici. Possiamo definirla una zona cosmopolita, di grande pluralità religiosa e culturale fin dalle sue origini.
Non manca, ovviamente, neanche il cristianesimo: sotto le chiese di Santa Sabina e Santa Prisca sono state rinvenute delle abitazioni romane: testimonianze cristiane dell’epoca.

Proprio nel Medioevo il colle è caratterizzato da una forte presenza monastica, vi vengono costruite le chiese già citate di Santa Sabina e Santa Prisca, ma anche quelle di San Saba, Santa Balbina e dei Santi Bonifacio e Alessio.
Anche diversi Papi vi hanno soggiornato: innanzitutto papa Silverio che nel 537 scelse il colle come rifugio dopo l’accusa fatta da Giustiniano di tramare con i Goti di Vitige.
All’altezza del Giardino degli Aranci vi era la fortezza della famiglia Savelli, che è stata dimora di papa Onorio IV.

Fu Giovanni Battista Piranesi, il celebre architetto, nel 1765 a progettare Piazza dei Cavalieri di Malta, vicino alla chiesa di Santa Maria del Priorato.
Nel 1924 l’Aventino diventa simbolo della protesta antifascista: i deputati dell’opposizione abbandonarono il Parlamento dopo il rapimento e l’uccisione di Giacomo Matteotti, richiamando la storica secessione plebea dell’antichità romana. Il loro intento era quello di rifiutarsi di entrare in aula fino a quando non fosse caduto il regime fascista. Sappiamo tutti poi come andò.

A oggi la zona è un quartiere residenziale elegante e silenzioso, ricco di architettura e storia. Nonostante la sua vicinanza al Circo Massimo, Colosseo, Campidoglio e Piazza Venezia, riesce a rimanere un luogo tranquillo e sommesso.

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