martedì 9 giugno 2026

#Libri: Clementina

Mi ripeto qui sul blog dicendo che le saghe famigliari, soprattutto se ambientate nel ventesimo secolo, sono il mio genere preferito insieme ai thriller
. Quando, poi, i personaggi sono realmente esistiti, ecco che la lettura si fa per me più appassionante, divoro ogni pagina, per immedesimarmi completamente nella vicenda ed entrare a far parte di quella famiglia che altrimenti non avrei mai avuto modo di conoscere.


È quanto mi è accaduto con “Clementina”, l’esordio letterario di Giuliana Salvi, che racconta la vita della sua bisnonna in un libro che emoziona proprio perché reale, seppur con qualche giusto accorgimento a favore della trama.  
 
Clementina è una giovane donna che durante la Prima Guerra Mondiale si ritrova vedova con tre figli piccoli a carico: Filippo, Elmira e il neonato Francesco. Lascia Roma, la città che le ha dato tanto ma le ha anche tolto tutto, per tornare nella sua terra natale: Lecce, anche se non si sente completamente parte integrante di quella realtà. Si ricongiunge alle sue due sorelle, Anna e Maria, e più serena avendole accanto, si dedica notte e giorno a portare a termine la promessa fatta al marito in punto di morte: provvedere ai figli aiutandoli nella piena realizzazione, come avrebbe fatto lui se fosse rimasto ancora in vita.
Quando il primogenito inizia la scuola, il professore del ragazzo rimane colpito dal livello di istruzione e suggerisce a Clementina di aiutare anche altri ragazzi. Lei, che non ha titoli né esperienza, all’inizio tentenna, ma accetta, perché dopotutto in tempi di guerra i soldi in più fanno sempre comodo. In poco tempo la mescia Clementina riesce a portare alla maturità moltissimi ragazzi e ragazze, alcuni dei quali decidono anche di iscriversi all’Università, rendendo la sua scuola casalinga un punto di riferimento della Lecce della prima metà del Novecento.

Non vado oltre per evitare spoiler.

Uno spirito attento, combattivo, risoluto e umile che in ogni caduta ha trovato la forza di rialzarsi attraverso la grandissima fede in Dio. La Clementina Martello del libro è una donna di altri tempi con una mentalità molto vicina a quella dei nostri giorni: si è battuta per l’indipendenza delle donne, senza mai sottostare a un parere maschile per la sua famosa tigna che le ha permesso di realizzare ogni sua idea.
Una donna che ha fatto degli impedimenti un motivo di crescita, anche se forse ha peccato troppo di orgoglio per non ammettere le sue fragilità, ma era tipico delle donne che all’epoca risultavano forti.
Considerando che è nata nel 1882 e morta nel 1964, Clementina è stata abbastanza avanti per i tempi, dando la stessa identica istruzione ed educazione sia che avesse davanti maschi che femmine.
Senza laurea, con gli studi terminati presto per volere del padre, ha insegnato non solo meglio di molti altri professori, ma ha dato modo a ragazzi cresciuti nella piccola realtà pugliese di scoprire il loro valore.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerla sicuramente non l’ha mai dimenticata, e lo stesso vale per tutti quelli che decideranno di leggere il libro, scritto in maniera delicata quanto profonda dalla sua bisnipote, Giuliana Salvi.

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