giovedì 4 giugno 2026

#Intervista: Area765

Venerdì 8 maggio è uscito in rotazione radiofonica, sulle piattaforme digitali e in tutti i digital stores “La Rivoluzione”, il nuovo singolo della band romana Area765, progetto nato in seguito allo scioglimento dell’iconica band “I Ratti della Sabina”.


Il brano affronta il tema del cambiamento lontano da ogni retorica convenzionale, trasformandolo in un’esperienza intima e profondamente umana. In “La Rivoluzione” non c’è spazio per slogan o letture puramente politiche: la rivoluzione diventa uno scarto laterale, una forma di disobbedienza silenziosa rispetto alle aspettative, un movimento interiore fatto di slanci, fragilità e possibilità. È proprio attraverso questa prospettiva inversa che il brano rivela, forse, la sua natura più autenticamente politica.

Caratterizzato da un sound marcatamente rock, il pezzo sostiene e amplifica un testo fortemente evocativo, capace di coinvolgere l’ascoltatore in un percorso emotivo e riflessivo.
Con questo nuovo singolo, gli Area765 confermano la loro identità artistica, proponendo una visione musicale e narrativa che unisce energia sonora e profondità concettuale.
  
‘La Rivoluzione’ nasce dall’urgenza di confrontarsi con una parola complessa, potente e spesso abusata. Da qui si parte: dalla presunzione di ridefinire questa parola, è stato un bell’esercizio semantico e neanche troppo facile. È già da qualche tempo che questa canzone suona nei nostri live, al punto che il pubblico più affezionato già la conosce. Ora siamo felici, ma soprattutto curiosi di vedere cosa succede facendole fare un giro più ampio.

- Area765

Area765 nasce nel 2011 in seguito allo scioglimento dei Ratti della Sabina, band iconica del panorama folk-rock italiano che dal 1996 al 2010, partendo dalla provincia di Rieti, si è imposta sulla scena musicale con 5 album in studio, 1 album live e oltre 700 concerti nelle piazze e club di tutta Italia.

Gli Area765 sono: Stefano Fiori (voce e principale autore), Paolo Masci (chitarra), Alessandro Monzi (violino), Valerio Manelfi (basso) e Mauro Cola (batteria).
La band si presenta al pubblico per la prima volta nel maggio 2011 con un doppio live sold out al Jailbreak di Roma: sarà il primo di una lunga serie di concerti (oltre 250 a oggi) nel quale, oltre ai brani storici dei Ratti, vengono proposti i primi inediti del nuovo progetto musicale, pubblicati poi nel 2012 all’interno di “Volume Uno”, da cui vengono estratti i singoli “Galleggiare” e “Kant Vs Dylan Dog”.

Segue nel 2014 un nuovo disco “Altro da Fare”, composto da 18 canzoni (tra cui due inediti) e molti brani estratti sia dal repertorio degli Area765 che dei Ratti della Sabina, tutti arrangiati in chiave acustica. Gli inediti “Altro da Fare” e “L’Ultimo Tango” vedono la produzione artistica di Emanuele Colandrea.

Dopo la pausa imposta dalla pandemia, gli Area765 pubblicano nel 2023 il nuovo singolo “Svincoli”, mentre il 14 Febbraio del 2024 esce il singolo “Virgole”, accompagnato da un video in animazione curato dalla disegnatrice Anna Paola Bassi della Scuola Internazionale Comics di Firenze.

Nel 2026 infine la band pubblica un nuovo singolo, “La Rivoluzione”, che accompagnerà i concerti della stagione estiva, nel corso dei quali vivono momenti di forte coinvolgimento sonoro alternati a momenti più intimi e delicati, senza dimenticare il passato folk-rock della band.

Ciao ragazzi, grazie davvero per la disponibilità. Per iniziare, volevo chiedervi: come vi siete conosciuti e quando avete capito che volevate fare musica insieme?
Ci siamo conosciuti alla fine degli anni ’90 cercandoci. L’obiettivo era di mettere su una band. Non ci conoscevamo, non eravamo amici. Servivano degli strumenti specifici e ce li siamo andati a cercare.

Come band siete nati nel 2011, ma il vostro percorso musicale affonda le radici già nella metà degli anni ’90. Secondo voi, com’è cambiato il panorama musicale italiano in tutti questi anni?
È cambiato decine di volte. Sono cambiate le mode, le tendenze, le sonorità ed è normale e giusto che sia così. Ma non solo, è cambiato il modo di produrre musica e di consumarla. Considera che il primo disco lo abbiamo registrato in analogico, non per vezzo, ma perché quello era l’unico modo per farlo. Come dicevo è cambiato anche il modo in cui si fruisce della musica. Prima si aspettava l’uscita di un disco e quando usciva si ascoltava per mesi, per intero. Oggi l’ascolto si concentra nella maggior parte dei casi su singoli brani che finiscono nelle playlist delle persone. Questo determina a mio parere un rapporto più superficiale fra il pubblico e il mondo che l’artista prova a raccontare con le sue canzoni.
A questo si aggiunge la gigantesca produzione musicale che quotidianamente viene caricata sulle piattaforme. Questa costante presenza di canzoni sempre nuove distrae e alla fine disorienta il pubblico pregiudicando quel processo di sedimentazione che deriva da un ascolto diluito nel tempo di un brano, non dando così alla canzone la possibilità di arricchire il nostro patrimonio emotivo.

Agli inizi il vostro stile era più vicino al folk-pop. In questi quasi trent’anni, come si è evoluto il vostro modo di scrivere e vivere la musica?
Quando abbiamo iniziato con I Ratti della Sabina eravamo un gruppo essenzialmente folk ma già all’interno dello stesso progetto gradualmente le sonorità rock avevano cominciato a farsi spazio. Con Area765 questa transizione si è ulteriormente affermata. Il tutto è avvenuto in maniera molto spontanea e senza calcolo. Abbiamo sempre avuto un approccio molto istintivo con la produzione dei nostri brani che partono sempre da uno scheletro di chitarra e voce. La parte che invece concerne il confezionamento della canzone è sempre stata influenzata dai suoni e dalle suggestioni che in quel momento della nostra vita sentivamo più affini.
Nel nostro repertorio a oggi si spazia dal folk delle origini fino a sonorità più elaborate passando per brani essenzialmente acustici.

Nel vostro ultimo brano, “La Rivoluzione”, affrontate il concetto di rivoluzione da un punto di vista molto intimo e personale, quasi lontano dall’idea più rumorosa e collettiva che spesso si associa a questa parola. Vi sentite dei rivoluzionari? E se sì, secondo voi, oggi da dove possono partire i veri cambiamenti nella società?
Rivoluzione è una parola enorme. Se ci pensi la rivoluzione ha a che fare sia con la società, attraverso il sovvertimento radicale dell’ordine costituito per mezzo di sollevamenti popolari, che con l’astronomia; il moto di rivoluzione è quello che compie la terra intorno al sole.
Il rischio di cadere nella retorica nel testo di una canzone che porta questo titolo era dietro l’angolo. La volontà, e forse anche un po’ la presunzione, è stata quindi quella di ridisegnare i bordi di questa parola aggiungendo dei significati che apparentemente potrebbero non entrarci, ma che in un’ottica più intima e individuale (non individualista) c’entrano eccome. Oggi viviamo nella società dell’opinione e spesso le opinioni sono scambiate per idee. Ecco, le opinioni non sono nient’altro che opinioni. Le idee invece, se pure, sono figlie di uno sforzo intellettuale, possono assomigliare a qualcosa di rivoluzionario. Come dicevo purtroppo oggi siamo immersi in un coacervo stratificato di opinioni (basta aprire un social a caso), che spesso scambiamo per idee, e in un contesto del genere già partorire un’idea vera può essere una piccola rivoluzione.

Mi sono ritrovata molto nel messaggio del brano, perché anche io, pur essendo una persona apparentemente calma e tranquilla, non riesco a restare indifferente davanti alle cose che non funzionano e sento sempre il bisogno di provare a cambiarle. Pensate che questa canzone possa dare forza anche a chi vorrebbe esporsi di più, ma ha paura di osare o di non essere ascoltato?

In questa canzone la rivoluzione non è uno slogan da gridare nelle piazze ma è un passo di lato, uno scavalco, un deragliamento rispetto a ciò che è convenzionalmente riconosciuto e accettato. Questo non vuol dire che non sia a favore delle piazze piene, anzi. Una piazza che protesta è sempre indice di salute di una democrazia e, se qualcosa non la reputo giusta, in quelle piazze spesso ci sono anche io. Se dall’ascolto di questa canzone, anche nella testa di un solo individuo, prenderanno vita delle piccole riflessioni, delle piccole azioni, delle piccole idee volte al miglioramento della propria persona, e quindi della società, già lo considererei un successo, al di là degli streaming che il brano collezionerà nel corso della sua esistenza.

So che vi aspettano diversi concerti estivi: potete anticiparci qualche data o dirci dove avremo modo di vedervi dal vivo?
Il calendario estivo è in composizione, al momento ci sono diverse date in Abruzzo, Umbria e Lazio al quale se ne stanno aggiungendo altre che ci faranno toccare diverse regioni d’Italia, per rimanere aggiornati basta andare sui nostri profili social.

Nessun commento:

Posta un commento