Vi sfido a cercare un qualsiasi video inerente a Re Carlo III e alla Regina consorte Camilla e di leggere i commenti. Quanti ne trovate in favore di quest’ultima? Ma soprattutto: quanti ne trovate di stampo complottista che la accusano di aver quasi usurpato il posto di Diana arrivando perfino a ucciderla? Ebbene, io fin troppi e se prima rispondevo di dovere, ora lascio andare e mi sfogo qui sul blog.
Sono stufa di ripetere la solfa che non basta essere belle, brave e buone – o almeno farlo credere ai media – per avere una Corona in testa. Ci vogliono anche dedizione, infinite ore di studio, pazienza e in questo caso volere non è tanto potere. Lo dimostra proprio Diana, che voleva ma non ha potuto e lo dimostra di più Camilla che non voleva e ha potuto.
Sono stufa di ripetere la solfa che non basta essere belle, brave e buone – o almeno farlo credere ai media – per avere una Corona in testa. Ci vogliono anche dedizione, infinite ore di studio, pazienza e in questo caso volere non è tanto potere. Lo dimostra proprio Diana, che voleva ma non ha potuto e lo dimostra di più Camilla che non voleva e ha potuto.
Nata a Londra il 17 luglio 1947 da una famiglia dell’alta borghesia britannica, Camilla nutre fin da giovanissima una passione per i cavalli e l’aria aperta.
Anche se cresciuta fin da piccola nella tradizione e nelle attività sociali che l’hanno sempre più avvicinata all’alta classe inglese, Camilla in realtà ha sempre desiderato una vita tranquilla fatta di famiglia, campagna inglese e ovviamente gli immancabili cavalli.
Quando incontra l’allora erede al trono Carlo, negli anni ’70, fu amore a prima vista: i due condividevano numerosi interessi, entrambi molto colti e intelligenti, e dotati della stessa ironia, era facile pensare che sarebbero facilmente finiti insieme. Invece no: la Corona cercava un’altra tipologia di futura regina e soprattutto a Camilla proprio non andava l’idea di avvicinarsi così tanto al Palazzo.
Così i due si allontanano: lei nel 1973 sposa l’ufficiale Andrew Parker Bowles, con cui avrà due figli – Carlo è il padrino di battesimo del primogenito – e lui nel 1981 sposa Lady Diana Spencer.
La relazione riprende pochi anni dopo il matrimonio reale senza concludersi più.
Alla morte di Diana nel 1997, Carlo ha dato la priorità al rapporto con i figli. Camilla era già divorziata da due anni così era facile pensare che i due si sarebbero visti fin da subito insieme, invece dobbiamo attendere altri due anni.
Facciamo una piccola premessa: seppur separati, nessuno avrebbe messo in discussione il ruolo di Diana come Regina Madre una volta che William sarebbe salito al trono. E probabilmente Carlo avrebbe potuto regnare come monarca solitario, comunque affiancato da Diana almeno per mantenere un rapporto civile tra i due. Ma dato che con i se e con i ma la Storia non si fa, le carte in tavola sono ora diverse.
Carlo non vuole più essere una figura solitaria, meno che mai accetterebbe di nuovo di fidanzarsi con chi va bene alla madre. Ora l’argomento Camilla non è più negoziabile, neanche per la stessa: se vuole continuare la relazione, dovrà accettare anche il ruolo di Regina.
Così è e i due cominciano progressivamente a farsi vedere, anche se lei rimane ancora molto nell’ombra perché consapevole che mai potrà prendere il posto di Diana nel cuore degli inglesi.
Questo processo volto alla piena accettazione è graduale, lento, ma sempre costante fino ad arrivare al 2022 quando la stessa regina Elisabetta II esprime il desiderio di far ricevere a Camilla, una volta Carlo fosse divenuto re, il titolo di Regina Consorte, sancendo così la piena inclusione all’interno della famiglia reale.
Ma non finisce qui. Se istituzionalmente il suo ruolo viene riconosciuto proprio come quello di Regina Consorte, sempre sotto espresso volere di Elisabetta II, ci si può riferire a Camilla anche solo con il titolo di Regina. Questo vale molto di più, perché consolida il suo ruolo al fianco del marito.
Oggi i paragoni con Diana continuano a esserci, seppur sempre più inconsistenti e inutili, ma quello che mi stranisce maggiormente è che arrivano quasi sempre da fuori il Regno Unito. È come se gli inglesi avessero accettato di buon grado qualcosa che noi stranieri – dal loro punto di vista – non vogliamo neanche sfiorare, eppure con la Corona britannica non c’entriamo proprio nulla.
Ad accrescere questa sorta di isteria di massa, ci si aggiunge anche il favore del popolo che non perde tempo a voler sminuire Camilla per esaltare Catherine come se, ancora una volta, la bellezza sia il solo metro di giudizio per decidere se una donna è degna o no di essere Regina.
Con buona pace di tutti, è bene ricordare che Camilla ha il ruolo che le è stato dato dalla sua stessa ex suocera, la Regina Elisabetta II che con settant’anni e duecentoquattordici giorni di regno, ne sapeva sicuramente molto più di tutti noi messi insieme di cosa voglia dire essere Regina.

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