martedì 2 giugno 2026

#Anime: Il viaggio dell’eroe nei mondi dello Studio Ghibli - Dalla fuga al ritorno a sé

Tempo fa abbiamo parlato delle eroine negli Anime, dei loro aspetti e dell’evoluzione che intraprendono nel corso della storia. Oggi parliamo del viaggio dell’eroe, focalizzandoci meglio sulle opere dello studio Ghibli
.

Del viaggio dell’eroe abbiamo parlato a profusione da ogni punto di vista; mentre abbiamo lasciato un po’ meno spazio al famoso studio cinematografico di film d’animazione giapponese.

Fondato a Tokyo nel 1985 dai registi, sceneggiatori e produttori Hayao Miyazaki, Isao Takahata e dai produttori Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma, lo studio Ghibli ha dato via alla più grande produzione a livello internazionale dei prodotti cinematografici giapponesi.  
 
Le produzioni Ghibli si muovono molto bene nel contesto del viaggio dell’eroe, dimostrando che ovunque siamo nel mondo, possiamo rispecchiarci completamente negli archetipi.
I protagonisti sono spesso giovani, in bilico tra infanzia e maturità, in un momento della vita in cui i conflitti interiori (paura, insicurezza, senso/scoperta del sé) si esplicano nelle prove esterne, spesso riflettendosi. In questo modo il protagonista, durante il suo cammino di crescita, acquisisce maggiore consapevolezza che l’esterno è solo uno specchio di quello che vive all’interno.

Come ogni viaggio dell’eroe che si rispetti, i mondi fantastici, onirici e spirituali non sono solo presenti, ma rendono lo sfondo tipico dello studio Ghibli. Foreste sacre, regni magici, realtà sospese sono scenari trasformativi dove una volta incamminatosi in loro, il protagonista non tornerà mai più lo stesso.

A tutto ciò si aggiunge il messaggio universale e morale scaturito dalla lotta, la ribellione, la perdita e il superamento del conflitto. Il pubblico si immedesima nel protagonista e i temi affrontati in modo profondo, tipico dello stile giapponese, aiutano lo spettatore a migliorarsi guardando al mondo con armonia, pace e accrescendo la propria empatia. Tutto questo, a volte, è anche meglio del finale a tarallucci e vino che tanto desideriamo.

Come accennato prima, il viaggio è solo una metafora della crescita, allo stesso modo gli antagonisti che incontriamo sono solo una metafora dei nostri dubbi interiori, degli obblighi sociali, dei conflitti morali. Pensiamo a quanti eroi o eroine hanno combattuto contro l’altra faccia della stessa medaglia; o quante volte, davanti a una sfida, ci si è resi conto che si stava vivendo solo la più grande paura che aveva bisogno di essere affrontata per poter essere superata.

A sfida/battaglia finita si torna a casa, nella metafora di essere tornati in sé, con nuove consapevolezze, come l’empatia, la forza e il rispetto. In un certo senso l’eroe è rinato, e noi con lui.
E proprio come in un effetto domino, sfruttando una delle tante leggi della fisica quantistica, il mondo cambia se cambia chi lo guarda. Chi ha detto che per cambiare qualcosa bisogna davvero fare? A volte basta modificare il proprio punto di vista, l’approccio, il significato personale che diamo a ciò che vediamo.

Ecco quindi che, con uno stile narrativo molto più profondo e attento rispetto a quello occidentale, la struttura delle opere dello studio Ghibli, come quelle di altri studi d’animazione giapponesi, riesce al meglio nel descrivere il viaggio dell’eroe, facendo incantare grandi e piccini anche in Occidente.

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