Quando non si ha uno stipendio fisso, quando le entrate e le opportunità dipendono dal proprio saper fare e come fare, può essere normale e spontaneo pensare che dire sì a tutto sia l’unico modo per assicurarsi stabilità e rendersi professionali agli occhi degli altri.
Questo modo di pensare mi ha portata a lungo a non avere giorni liberi e ad andare in attacchi di panico ogni volta che, anche se a causa della febbre, non lavoravo.
Solo negli ultimi due anni ho capito che rifiutare richieste, alcuni eventi, evitare di intrattenere ogni rapporto a forza non equivaleva a immettersi nella via del fallimento, ma al contrario, questo ha dato spazio all’aumento della mia abilità creativa. Per esempio, non riesco a scrivere un racconto o un capitolo del libro se so che dopo dure ore dovrò interrompermi. Per mettermi al lavoro devo avere la certezza che per le prossime otto ore non verrò interrotta da nulla.
Indipendentemente dal lavoro o dallo stile di vita che si conduce, se si ha una mentalità creativa bisogna imparare a dire no.
Questo modo di pensare mi ha portata a lungo a non avere giorni liberi e ad andare in attacchi di panico ogni volta che, anche se a causa della febbre, non lavoravo.
Solo negli ultimi due anni ho capito che rifiutare richieste, alcuni eventi, evitare di intrattenere ogni rapporto a forza non equivaleva a immettersi nella via del fallimento, ma al contrario, questo ha dato spazio all’aumento della mia abilità creativa. Per esempio, non riesco a scrivere un racconto o un capitolo del libro se so che dopo dure ore dovrò interrompermi. Per mettermi al lavoro devo avere la certezza che per le prossime otto ore non verrò interrotta da nulla.
Indipendentemente dal lavoro o dallo stile di vita che si conduce, se si ha una mentalità creativa bisogna imparare a dire no.
Partiamo da una verità che forse non vogliamo sentire: ogni “sì” che diciamo implica una rinuncia.
Accettare continuamente impegni, stimoli e pressioni interne riduce il tempo mentale necessario alla riflessione, all’elaborazione e all’immaginazione. Come possiamo capire cosa va, cosa non va se siamo continuamente sotto processo mentale del fare quello o fare questo? Come possiamo trovare una soluzione a un qualche problema se non abbiamo neanche il tempo per osservare quel problema?
Chi ha la mente creativa ha sicuramente la dote del multitasking, ma questa non può essere utilizzata per un lungo periodo, proprio perché si ha più bisogno di periodi di concentrazione profonda, che sia anche non fare nulla, almeno in apparenza.
Uno degli errori più gravi che può compiere una persona con la mentalità creativa è evitare il silenzio. Rispondere a troppe richieste, avere troppi pensieri che frullano nello stesso momento, generano solo un sovraccarico decisionale che porta inevitabilmente a prendere (o peggio a ricercare) le soluzioni più banali e ripetitive.
La psicologia cognitiva ci dice che più decisioni siamo costretti a prendere, peggiore diventa la qualità delle scelte successive. Avere meno impegni porta quindi a prendere meno decisioni, ma questo porta alla profondità di quello che si fa, con risultati che incrementano i nostri lavori.
Se si vuole lavorare con la propria creatività, o se si vuole mettere questa alla base del proprio valore, si deve allora avere il coraggio di accettare i propri confini, rendendoli chiari, netti. Non possiamo permetterci il lusso di adattarci alle aspettative degli altri, perché di questo ne risentirà la nostra coerenza espressiva. Sapere cosa non si vuole è fondamentale per comprendere cosa si vuole esprimere e dove si vuole andare.
Pensiamo ai più grandi artisti del passato: hanno agito per scelta e quasi mai sotto pressioni esterne. Posso accettare ogni lavoro, anche scrivere come ghost writer una storia che non è il mio genere, ma per poterlo fare non posso avere tempi stretti, né pressioni che mi impongono velocità o orari assurdi.
Come accennato prima, si teme che dire di no significhi perdere opportunità. In realtà – e l’ho provato sulla mia pelle – il rifiuto selettivo aumenta il valore del sì. È stato un noto scrittore a insegnarmi che proteggere il proprio tempo porta alla produzione di lavori più coerenti e riconoscibili, aumentando così il valore del mio stesso lavoro e talento.
Parliamoci chiaro: oggigiorno qualsiasi cosa può essere fatta da un’intelligenza artificiale, e già sono nati libri, canzoni, quadri… creati da questa. Tutti, quindi, possono fare questi tipi di lavori, ma è proprio l’originalità e il proprio stile che renderanno uniche, inimitabili e quindi degne di essere comprate anche a caro prezzo, le nostre opere.
Lo sappiamo bene noi artisti: la creatività non è una risorsa infinita: possiamo produrre tanto in sei mesi e avere altri mesi di silenzio e di mancanza di stimoli. Solo equilibrando lavoro e riposo, apertura e difesa, possiamo avere il giusto spazio mentale per far maturare le nostre idee senza rischiare le interferenze continue legate alla fretta o ai troppi impegni.

Nessun commento:
Posta un commento