giovedì 5 marzo 2026

#Intervista: Rossana Longo e Gemma Costa

Settimana scorsa abbiamo parlato di Cyrano de Bergerac, il musical diretto da Rossana Longo e Gemma Costa che andrà in scena il 10 marzo 2026 alle 20:30 al Teatro Ghione, Roma.
Questo adattamento del Cyrano de Bergerac di Rostand nasce dal desiderio di restituire al pubblico di oggi il carattere vivo e pulsante del testo originale così da avvicinare gli spettatori alla grandezza di un classico, trasformando la sua poesia in un’esperienza emotiva condivisa e profondamente attuale.

La struttura e la vicenda restano intatte, ma il linguaggio viene modernizzato, pur mantenendo la tensione lirica dell’opera. La parola rimane centrale ma si intreccia con un immaginario musicale pop, così lo spettacolo assume la forma del musical, costruito su brani famosi, capaci di creare un ponte immediato con le nuove generazioni.
La scena è essenziale. I corpi degli attori-cantanti e dei ballerini disegnano lo spazio in un equilibrio tra parola, canto e danza. I costumi richiamano l’epoca ma introducono tessuti e dettagli contemporanei, creando una dimensione sospesa in cui passato e presente convivono.

Oggi vi offriamo l’intervista proprio alle due registe, così da entrare meglio nel cuore dello spettacolo.
  
Rossana Longo
Rossana Longo
si laurea in Lettere Moderne con indirizzo discipline dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha anche una laurea di primo livello in discipline coreutiche indirizzo danza contemporanea presso l’AND e un diploma per l’insegnamento della tecnica Horton livello intermedio-avanzato presso L’A.A.A.D.T
Insegna la tecnica Horton dal 1997 insieme al modern jazz e repertorio moderno.

Nel 2001 fonda la Compagnia di danza moderna “Il Cerchio e il Centro” e cura la regia e le coreografie di 13 spettacoli in Italia, Spagna e Slovenia festeggiando nel 2020 le 200 repliche e nel 2026 i 25 anni di compagnia.
Nel 2010 ottiene il Premio Leone d’oro per il film di Daniele LucchettiLa nostra Vita” di cui cura la coreografia. Ma non è il solo: viene premiate e riconosciuta come migliore coreografa (Gran premio della danza, Roma dance contest, Ballett-ex, Danzammore, Festival delle Ville Tuscolane, Concorso città di Rieti).
Dal 2019 è direttrice artistica dello Spring Dance Festival (stage e concorso) presso il teatro Vascello di Roma.
A Gennaio 2026 ottiene il premio Energie per Roma, consegnato in Campidoglio, per il contributo alla crescita culturale per la città di Roma Capitale.

Gemma Costa, attrice, drammaturga, regista. 
Si è diplomata all’Accademia STAP Brancaccio di Roma nel 2019. Si è specializzata in maschera espressiva con la compagnia tedesca i Familie Floez, in clown con Rosa Masciopinto e in movimento scenico con Alberto Bellandi.

Ha collaborato come attrice con Fandango Podcast, il Teatro di Roma, il Teatro Vittoria, l’Accademia dell’Arcadia e il Centro Studi G.G. Belli.
Nel 2019 è attrice in “Biografia dell’inquietudine” scritto da Marco Morana e diretto da Marzia Meddi, finalista al Festival Dante Cappelletti al Teatro India.
La sua prima drammaturgia “Fiamma” debutta nel 2019 e il testo viene pubblicato da Rapsodia Edizioni nel 2021.
Dal 2020 va in scena come attrice e drammaturga con gli spettacoli “Rossini… Rossini!”, “Reggina der cielo” (finalista al “Premio Giulietta Masina 2021”), “Il comandante Yoyò”, “L’isolachenoncè” (scritto a quattro mani con Blu Yoshimi), “Cecilia, ovvero pure questa qua è Roma”, “Enea”.
Nel 2023 è attrice nello spettacolo “Declinazioni d’amore” scritto da Franca De Angelis.
Nel 2024 è aiuto regia di Lorenzo Gioielli per lo spettacolo “Jannacci e Dintorni” che ha debuttato al Teatro Sala Umberto e attrice nello spettacolo “Benedetta voglia” scritto da Benedetta Nicoletti con la regia di Miranda Angeli.
Nel 2025 è attrice nel musical “Pioggia” scritto da Franca De Angelis, con la regia di Christian Angeli e regista dello spettacolo “Lungs” di Duncan Macmillan con Blu Yoshimi e Alex Lorenzin. Sempre nel 2025 vince il “Premio Miglior Regia” al Festival InDivenire per lo spettacolo “Delizia”, scritto da Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda, e il “Premio Luce Sul Proscenio per autori under35” per il testo “Mad Club”, che ha debuttato al Teatro Tordinona a gennaio 2026.

Ciao Rossana e ciao Gemma. Grazie mille per il tempo che dedicate a 4Muses. Come vi siete avvicinate al campo artistico? E quando avete capito che non erano solo passioni, ma la vostra strada?
ROSSANA: Mi sono avvicinata fin da piccola e purtroppo o per fortuna fin da piccola amavo il teatro, scrivere copioni, dirigere i miei poveri amici nella cameretta e organizzare rappresentazioni teatrali per i miei genitori facendo pagare pure il biglietto! Dopo la laurea ho capito che non potevo fare altro che fare qualcosa per il pubblico e danzando da tanti anni… i miei genitori mi hanno spinto alla professione.
GEMMA: Per me è stata una passione fin da bambina, dalle prime recite scolastiche. Sul palcoscenico mi sentivo a casa: mi divertivo, ero a mio agio. Da piccola mi chiedevano che lavoro volessi fare da grande e rispondevo sempre “tutti!”. Mi affascinava l’idea di vivere tante vite diverse. Poi ho capito che scegliendo di fare l’attrice avrei potuto racchiudere tutte quelle vite in una sola. Dopo il liceo mi sono diplomata all’Accademia STAP Brancaccio e da lì quella vocazione è diventata finalmente la mia professione.

Come è nata l’idea di portare Cyrano de Bergerac in versione musical?
ROSSANA: il Cyrano è uno dei testi intoccabili a parer mio, quindi solo una lettura in chiave danzata e cantata, oltre che recitata, poteva essere una formula nuova che potesse avvicinare anche e soprattutto i giovani.
GEMMA: L’idea è partita da Rossana Longo. Quando me l’ha proposta ho pensato subito: perché no? È una storia universale, potente e senza tempo. La scrittura di Rostand è così ritmica che il passaggio al musical è sembrato una conseguenza naturale.
Mi sono messa a scrivere, a immaginare una nuova struttura drammaturgica e a ipotizzare le musiche, cercando un dialogo tra parola e canto che potesse restituire l’intensità emotiva dell’opera in una forma più contemporanea.

L’opera di Edmond Rostand è conosciuta in tutto il mondo, anche da chi non l’ha mai letta o vista a teatro. Qual è la sfumatura nuova che il vostro spettacolo vuole far emergere? E cosa, invece, era fondamentale non tradire?
ROSSANA: L’arduo compito di riscrivere il testo l’ho affidato a Gemma Costa, una giovane ma talentuosa scrittrice e bravissima attrice. L’idea per entrambe era quella di non tradire assolutamente il testo, ma contemporaneamente far emergere questo legame tra Cyrano e Rossana e il suo amore puro per lei; poi c’è l’aspetto psicologico sul quale abbiamo puntato molto: il suo naso quasi mostruoso che lo rende debole e forte, ironico, ma malinconico, triste ma forte.
GEMMA: Il Cyrano è una storia che riguarda tutti. È il simbolo di chi si sente “sbagliato” per essere amato e sceglie di nascondersi. Noi abbiamo voluto avvicinarlo ai giovani e al pubblico di oggi, mettendo in luce temi molto attuali come il bullismo, il body shaming e il bisogno di costruirsi un alter ego perfetto per essere accettati. Il nascondersi di Cyrano dietro le parole e dietro il volto di Cristiano è, in fondo, lo stesso meccanismo di chi oggi si nasconde dietro uno schermo o un’identità digitale idealizzata. Ma il messaggio resta chiaro: non abbiamo bisogno di essere qualcun altro per essere amati. Ognuno di noi è già abbastanza così com’è. Abbiamo scelto di utilizzare cover pop internazionali contemporanee, in un’operazione che ricorda quella fatta in Moulin Rouge: brani noti che, ricontestualizzati, acquistano un nuovo significato drammaturgico. Anche nei costumi abbiamo lavorato su una contaminazione: linee e suggestioni dell’epoca originale, ma con tessuti e dettagli moderni. Quello che era fondamentale non tradire era il cuore dell’opera di Rostand: la poesia, l’ironia, la forza romantica e tragica dei personaggi. La mia riscrittura è rimasta fedele alla struttura e allo spirito originali, con interventi di modernizzazione su linguaggio, atmosfere, contesti e sulla figura di Rossana, che ho voluto rendere più profonda: non solo oggetto del desiderio, ma una giovane donna con i propri sogni e la propria consapevolezza.

Entrambe siete in regia, Gemma ha riadattato i testi dell’opera pensando alla sceneggiatura e Rossana le coreografie. Come nasce il vostro processo creativo?
ROSSANA: Il testo è stata la prima cosa, poi la visione registica: la danza è al completo servizio della regia. Attori e danzatori sono diventati danzattori.
GEMMA: Siamo partite dal testo. Ho lavorato alla drammaturgia immaginando già le musiche. Una volta definita la struttura, Rossana ha dato vita alle coreografie. Il movimento nasce sempre in dialogo con il testo e con la regia: lavoriamo molto insieme per mantenere coerenza e unità. L’obiettivo è che parola, musica e corpo parlino la stessa lingua.

Gemma Costa
Condividete la regia: come è nato il vostro sodalizio artistico?

ROSSANA: Avevamo già lavorato insieme e ho sempre nutrito una grande stima nel talento di Gemma. Ogni volta che sono in prova, imparo sempre qualcosa di nuovo da lei.
GEMMA: Rossana è stata la mia insegnante di danza. Quando ero adolescente è stata tra le prime a dirmi: “Fai recitazione, fai musical”. Mi ha incoraggiata a credere che quella potesse essere davvero la mia strada. Ci siamo poi ritrovate professionalmente anni dopo, lavorando insieme a Rossini… Rossini!, uno spettacolo pensato per avvicinare le scuole alla musica di Gioachino Rossini, con i miei testi e le sue coreografie, portato in scena per diversi anni al Teatro Vascello. Il nostro sodalizio nasce da una stima reciproca e da un linguaggio artistico condiviso. Lavorare insieme ci arricchisce perché uniamo sensibilità diverse: io parto molto dalla parola e dalla struttura drammaturgica, lei dal corpo e dal ritmo. È proprio dall’incontro di queste due visioni che nasce l’equilibrio del nostro lavoro.

C’è qualcosa di Cyrano che sentite particolarmente vicino? E qual è l’aspetto del personaggio che vorreste portare nel vostro percorso personale e professionale?
ROSSANA: Cyrano riesce a essere sempre fedele al suo amore e decide di “nascondersi” dietro la figura di Cristiano pur di sentirsi amato da lei… Probabilmente è questo l’aspetto che più sento vicino e in cui riesco a immedesimarmi. Ognuno di noi dovrebbe avere un Cyrano nella propria vita, probabilmente sarebbe una persona migliore. 
GEMMA: Mi sento vicina a Cyrano per il suo sentirsi diverso e inadatto, un’esperienza che ho vissuto molto nell’adolescenza. Spesso le nostre “differenze” ci sembrano ostacoli che ci impediscono di essere accettati dagli altri, ma col tempo ho capito che sono proprio queste qualità a renderci unici e preziosi. Mi rivedo anche nel personaggio di Rossana che immagina l’amore solo attraverso le parole su carta: il suo percorso ci ricorda quanto sia importante vivere l’amore davvero, con tutte le sue imperfezioni che lo rendono umano. Quello che vorrei portare nel mio percorso personale e professionale è proprio questo: essere fedeli a sé stessi e avere il coraggio di seguire la propria strada, soprattutto quando va controcorrente.

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