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| Immagine creata con l'IA |
All’interno del percorso museale ci si incammina nella Storia di Roma, partendo per quella antica, attraversando la medievale e arrivando a quella più moderna. Con sette sale a disposizione e la Terrazza con il camminamento, il Museo delle Mura ci permette di camminare lungo un tratto delle mura difensive costituite dall’Imperatore Aureliano (III secolo d.C.). La vista pazzesca che si ha sulla città, poi, lascia senza fiato.
Il tutto è a ingresso gratuito, quindi nessuno ha scuse per saltare la visita di questo luogo ricco di storia.
Le Mura vengono costruite tra il 270 e il 275 d.C. dall’imperatore Aureliano per difendere la città dall’attacco delle popolazioni.
Anche se ormai Roma vanta d’essere la Capitale dell’Impero, per mantenere la supremazia e il potere non può permettersi di abbassare la guardia e la costruzione delle mura difensive viene presa sul serio: diciannove chilometri, a difesa di più di milleduecento ettari di terreno. La magnificenza dell’opera la possiamo ammirare anche oggi, visto che rimane ancora come la cinta difensiva antica più lunga e meglio conservata al mondo.
Adibito ora come Museo, conserva in alcuni tratti la pavimentazione originaria del periodo Aureliano che si congiunge a quella voluta da Onorio nel V secolo d.C., a seguito di un allargamento.
Su di una lunetta al vano di uscita della terza torre, possiamo vedere una pittura della Madonna con il Bambino, probabilmente di età medievale, a sottolineare come in quel periodo la torre fungesse da luogo di ritiro per eremiti.
Ovviamente lungo il cammino non possono mancare le suggestive feritoie con annesse nicchie con scale visibile che fungevano per salire verso altre camere di manovra, quest’ultime non più esistenti. A un occhio più esperto non passano inosservati i diversi restauri avvenuti nel corso dei secoli a seguito di numerosi crolli, ma anche i meno attenti possono notare un grande cambiamento. Con il progresso, infatti, si affina anche l’arte della guerra e se le feritoie medievali erano a utilizzo per lo più di arcieri, si aggiungono quelle di forma quadrata, per facilitare i fucilieri per la ribellione che portò alla proclamazione della Repubblica Romana con conseguente guerra contro i francesi del 1848.
A inizio Novecento il luogo era aperto al pubblico, ma nel 1939 iniziano dei lavori per rendere la Porta come abitazione e studio privato del segretario di partito fascista Ettore Muti. A nulla servì la negazione da parte della Ripartizione Antichità e Belle Arti, così Muti vi si stabilì dal 1941 al 1943.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Porta venne nuovamente aperta al pubblico, e il Comune fece partire il progetto per la realizzazione del museo, ma come spesso accade il tutto prese così tanto tempo che il luogo rimase a lungo semplicemente come alloggio di servizio per il custode e la famiglia. Beati loro, aggiungo.
Nel 1960 ne ottiene l’uso il Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale alle Antichità e Belle Arti con il fine di renderlo sede di un Ufficio speciale dell’Appia Antica ma, nonostante i vari lavori di manutenzione volti al nuovo utilizzo, questo Ufficio non trovò mai il collocamento.
Così nel 1970 il Comune torna a esserne il proprietario e nel 1971 la Ripartizione Antichità e Belle Arti ne istituisce il Museo, anche se l’apertura inizialmente era prevista solo la domenica. Ma dopo poco tempo, il museo chiude nuovamente, fino al 1984, con l’entrata a Porta San Sebastiano.
Nel 1989 il Consiglio Comunale lo istituisce ufficialmente come il Museo delle Mura di Roma, e l’anno successivo viene inaugurato l’allestimento didattico presente ancora oggi.
In vista del Giubileo del 2000, nel 1999 ci sono stati gli ultimi restauri che hanno riguardato lavori interni ed esterni alla struttura muraria che hanno potuto aprire al pubblico la terrazza della torre ovest, oltre che a mettere in sicurezza le finestre e aggiungere i servizi igienici.
Purtroppo il 15 aprile 2001 un tratto delle Mura di dodici metri (tra le torri 7 e 8,) crolla, provocando per lo più danni alla struttura che venne chiusa al pubblico. I lavori di ricostruzioni sono partiti solo nel 2004, per concludersi due anni più tardi così da riaprire il Museo per intero nell’estate del 2006, con il ritorno alla passeggiata sulle mura.
Le diverse sale ospitano mosaici, importanti sarcofagi, statue, rilievi e frammenti sculturei provenienti dalle catabombe, ritratti dei primi papi e diverse icone e oggetti di devozioni, sempre provenienti dalle catacombe.
Se l’articolo vi ha incuriositi, potete visitare il museo scendendo alla fermata della metro A San Giovanni e fare una breve passeggiata di un chilometro e mezzo.

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