Amo fare i salti temporali quando si parla di Beatles.
Questa volta andiamo nel 1964, quando nel loro Beatles for Sale, i quattro di Liverpool fanno uscire il brano – accreditato Lennon/McCartney – “No Reply” messo come prima traccia.
Per il testo completo potete cliccare qui.
I Beatles avevano davvero poco tempo libero, e che pensiamo facessero quando finalmente potevano ritagliarsi del tempo per sé? Beh, scrivevano brani, che domande. È così che nasce “No Reply”: durante una vacanza di John Lennon. Primo brano scritto interamente da lui, prende ispirazione da “Silhouettes” (1957) dei The Rays e “From a Window” (1964) che proprio Paul McCartney aveva scritto per Billy J. Kramer.
In “No Reply” c’è la situazione struggente di un amore ormai giunto al termine senza che l’altra parte abbia messo davvero la parola fine.
Consideriamo sempre i tempi: gli inizi degli anni Sessanta. Niente social, niente cellulari, per sentirti con qualcuno dovevi chiamare per forza a casa, rischiando potesse risponderti qualcun altro e l’unico modo per non incappare in ciò era recarsi proprio davanti l’abitazione. Non c’era spazio per pensare a questo come una tattica di stalkeraggio, perché era la norma, così il ragazzo in questione prova in tutti i modi a mettersi in contatto con la donna amata, ma ottiene sempre la stessa non risposta. Che poi, ora siamo che è effettivamente una risposta, ma non prendiamoci in giro: in pochi accettiamo fin da subito di essere ignorati del tutto, e vogliamo scavare sempre più a fondo finché non ci viene esplicato in ogni dettaglio perché l’altra parte ha deciso di far finire una relazione.
L’indifferenza è l’arma peggiore da utilizzare contro qualcuno, perché mette l’altro in una situazione di estrema vulnerabilità, al punto, infatti, che lo stesso protagonista del brano può solo aggrapparsi alla vendetta per andare avanti: “Prima o poi capirai che nessuno ti amerà come ti amo io” e ancora, “Perdonerei le bugie che ho sentito prima, quando non mi davi risposta” acquisendo così una sorta di controllo emotivo: prendiamo il coltello dalla parte del manico dicendoci che prima o poi l’altro (parlo al neutro) capirà il male che ci ha fatto e tornerà, allora saremo noi, avremo quindi il potere, di decidere se ricominciare tutto oppure no.
È, insomma, un testo all’apparenza semplice, ma che sa essere molto più profondo di quanto si pensi e questo è tipico nei testi di Lennon, mi chiedo infatti spesso se lui sapesse fino a che punto osava spingersi all’interno della sua psiche quando scriveva.
Proprio per questa semplicità, il testo venne registrato il 30 settembre sera, con sole sei registrazione necessarie per poter andare poi al mixaggio.
Questa volta andiamo nel 1964, quando nel loro Beatles for Sale, i quattro di Liverpool fanno uscire il brano – accreditato Lennon/McCartney – “No Reply” messo come prima traccia.
Se può interessare, questo è uno dei brani che mi hanno ispirato la fan fiction “Penny Lane”, che chissà se rimetterò online, prima o poi…
Per il testo completo potete cliccare qui.
I Beatles avevano davvero poco tempo libero, e che pensiamo facessero quando finalmente potevano ritagliarsi del tempo per sé? Beh, scrivevano brani, che domande. È così che nasce “No Reply”: durante una vacanza di John Lennon. Primo brano scritto interamente da lui, prende ispirazione da “Silhouettes” (1957) dei The Rays e “From a Window” (1964) che proprio Paul McCartney aveva scritto per Billy J. Kramer.
In “No Reply” c’è la situazione struggente di un amore ormai giunto al termine senza che l’altra parte abbia messo davvero la parola fine.
Consideriamo sempre i tempi: gli inizi degli anni Sessanta. Niente social, niente cellulari, per sentirti con qualcuno dovevi chiamare per forza a casa, rischiando potesse risponderti qualcun altro e l’unico modo per non incappare in ciò era recarsi proprio davanti l’abitazione. Non c’era spazio per pensare a questo come una tattica di stalkeraggio, perché era la norma, così il ragazzo in questione prova in tutti i modi a mettersi in contatto con la donna amata, ma ottiene sempre la stessa non risposta. Che poi, ora siamo che è effettivamente una risposta, ma non prendiamoci in giro: in pochi accettiamo fin da subito di essere ignorati del tutto, e vogliamo scavare sempre più a fondo finché non ci viene esplicato in ogni dettaglio perché l’altra parte ha deciso di far finire una relazione.
L’indifferenza è l’arma peggiore da utilizzare contro qualcuno, perché mette l’altro in una situazione di estrema vulnerabilità, al punto, infatti, che lo stesso protagonista del brano può solo aggrapparsi alla vendetta per andare avanti: “Prima o poi capirai che nessuno ti amerà come ti amo io” e ancora, “Perdonerei le bugie che ho sentito prima, quando non mi davi risposta” acquisendo così una sorta di controllo emotivo: prendiamo il coltello dalla parte del manico dicendoci che prima o poi l’altro (parlo al neutro) capirà il male che ci ha fatto e tornerà, allora saremo noi, avremo quindi il potere, di decidere se ricominciare tutto oppure no.
È, insomma, un testo all’apparenza semplice, ma che sa essere molto più profondo di quanto si pensi e questo è tipico nei testi di Lennon, mi chiedo infatti spesso se lui sapesse fino a che punto osava spingersi all’interno della sua psiche quando scriveva.
Proprio per questa semplicità, il testo venne registrato il 30 settembre sera, con sole sei registrazione necessarie per poter andare poi al mixaggio.

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