lunedì 16 febbraio 2026

#Carnevale: Il lato oscuro del Carnevale - Festa, caos e quel sottile gusto per il disordine

Foto di Georgii Eletskikh su Unsplash 
Attenzione: questo articolo è stato scritto sotto febbre. Siate clementi e perdonatemi ogni incongruenza.

Seguendo il caso Garlasco mi risuona in testa la frase del PM Civardi riferito alla parte civile che difende l’indagato: “È un mondo al contrario”.
Allo stesso modo potremmo definire il periodo del Carnevale, almeno per quella che era la sua origine.
Non pensiamo, però, che noi umani siamo tanto cambiati rispetto ai secoli passati, perché la possibilità di rovesciare le regole o il brivido di potere osare senza conseguenze è qualcosa che ancora ci attira. Certo, oggi è un caos più controllato, ma il Carnevale rimane il periodo migliore per sfogarci del tutto.
  
Sono un’abitudinaria doc ma persino io ammetto senza troppi problemi che alimentare la routine senza tenere una mentalità aperta sulla possibilità di sospenderla o modificarla per qualche giorno, aiuta solo ad aumentare la nostra muffa interiore. Più questa cresce, più nascono in noi veri problemi e non possiamo arrivare al punto di non ritorno, quando la stessa muffa diventerà quasi impossibile da togliere.
Così, anche se nelle nostre città non si organizzano più le feste estreme di un tempo, possiamo fare noi, nel nostro quotidiano, qualcosa di davvero folle. Sono una maniaca delle pulizie: tutto deve essere pulito e in ordine prima di mettermi a lavorare o di iniziare sul serio la giornata, ma per il periodo di Carnevale ho deciso di ignorare le pulizie, di non aprire lo sgabuzzino dove riposano moci, secchi, spolverini e detersivi. Il bello è che questo è un modo per evadere e per abbassare naturalmente lo stress.

In qualità di essere umani sappiamo bene che non siamo solo macchine che devono seguire le regole. Siamo anche dotati di impulso, curiosità, sorpresa, follia... Vivere appena una settimana di disordine rompe lo schema della previsione, creando emozioni pure, sincere e liberando l’energia repressa durante tutto l’anno.
A seconda dei nostri gusti e del nostro carattere, possiamo andare a feste dove si balla o canta fino allo sfinimento (se si è più poltronari), possiamo uscire da soli e incontrare gente a caso (se siamo più solitari) o chiuderci nel silenzio (se siamo più animali da festa).
L’importante è che non decidiamo di fare il cambiamento di marcia solo come una cosa tanto per, ma dovremmo metterci nella possibilità di provare a fare qualcosa che normalmente non ci consentiremmo di fare per esplorare nuove parti di noi; purché il tutto rimanga nell’ambito legale, mi raccomando.

Che scegliamo di farlo solo per un giorno (martedì o giovedì grasso), o che scegliamo di farlo per tutta la durata del Carnevale, poco conta: giocare all’essere ciò che mai penseremmo di essere ci può aiutare più di quanto non pensavamo.

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