Torniamo a parlare di un thriller di Franck Thilliez, “Lutto di miele – Le indagini di Franck Sharko”, disponibile in Italia dal 14 luglio per Fazi Editore.
Di lui abbiamo già parlato dopo aver letto i thriller: “Labirinti”, “Norferville”, “1991”, “Treno infernale per l’Angelo rosso”; ed esserci entusiasmati per il tuo quaderno di enigmi “Sulla scena del crimine con Franck Thilliez”, quindi direi che è uno degli autori che promuoviamo sempre con il massimo dei voti.
Questo ultimo thriller non delude le aspettative: nudo, crudo, oscuro ma anche molto commovente.
La traduzione di “Lutto di miele” è a cura di Daniela De Lorenzo.
Di lui abbiamo già parlato dopo aver letto i thriller: “Labirinti”, “Norferville”, “1991”, “Treno infernale per l’Angelo rosso”; ed esserci entusiasmati per il tuo quaderno di enigmi “Sulla scena del crimine con Franck Thilliez”, quindi direi che è uno degli autori che promuoviamo sempre con il massimo dei voti.
Questo ultimo thriller non delude le aspettative: nudo, crudo, oscuro ma anche molto commovente.
La traduzione di “Lutto di miele” è a cura di Daniela De Lorenzo.
“Avevo l’impressione di aver già vissuto quella fine. Non era un’impressione. L’avevo vissuta davvero. Tanti anni prima. Quei luoghi resi irreali dalla furia degli elementi. Quella ricerca del Male assoluto. La sofferenza degli esseri umani, oltre ogni comprensione. Sarebbe finito tutto quanto nello stesso bagno di terrore?”
Il commissario Franck Sharko non è fatto per i casi semplici e lo dimostra il lavoro che fa sul campo. La scena del nuovo crimine è alquanto macabra quanto inquietante: il corpo di una donna viene ritrovato all’interno di una chiesa, e più precisamente di un confessionale. La vittima è inginocchiata, nuda, completamente rasata e con degli esemplari di falena “sfinge testa di morto” attaccate sul capo. Tanto basta, personalmente, per trovare il tutto difficile da digerire. Ma questo è solo l’inizio, credetemi.
L’autopsia rivela che la causa della morte è una rarissima forma di malaria, trasmessa da zanzare che non si possono trovare in Francia. Sharko deve quindi iniziare a pensare fuori dagli schemi: cosa c’entrano gli insetti, perché mai una donna dovrebbe morire di malaria? Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con i messaggi che l’assassino ha lasciato come indizi e che riguardano i peccati capitali, così come le profezie dell’Apocalisse?
Se poi consideriamo che Sharko ricomincia a lavorare dopo un tragico incidente che li ha fatto perdere nello stesso giorno moglie e figlia, capiamo che il suo volersi buttare sul lavoro per non pensare è il preludio di un’ossessione che potrebbe portarlo alla follia.
Come già detto nell’introduzione, Thilliez non delude e la sua scrittura anche in questo caso cattura il lettore, nonostante le scene macabre e gli argomenti non proprio leggeri che tocca il thriller. La violenza si annida in ogni angolo di Parigi, della Francia, del mondo intero.
Come cunicoli di radici che si collegano nel sottosuolo, ogni nostra azione ha delle conseguenze sugli altri, anche dopo generazioni, anche quando sembra che tutto sia passato o risolto da sé.
L’essere umano non è mai o bianco o nero, è ricco delle infinite sfumature della vita ed è per questo che è importante iniziare ad agire con coscienza, con amore e per il bene di tutti.
Certo, è un discorso utopistico, ma vi assicuro che la lettura del thriller vi porterà alle mie stesse conclusioni: è necessario che tutti ci comportiamo con amore, gentilezza e cordialità con chi abbiamo davanti, soprattutto se è diverso da noi e se è una persona non proprio facile.
Un thriller non rilassante, ma che è adatto alla stagione estiva almeno se, proprio come me, preferite immergervi nel dark in riva al mare.

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