Quando ho affrontato il tema di Ulisse nella Divina Commedia mi sono chiesta come possiamo vederci eroi di tutti i giorni, quanto abbiamo in comune con i grandi personaggi della mitologia o della narrativa in generale che sfidano i loro limiti e riescono a riscrivere il destino – o a metterlo in atto, dipende dai punti di vista – della propria vita.
Da scrittrice ho un punto fisso: il viaggio dell’eroe. Il modello unico in cui è spiegato il perché e il come il protagonista riesce a vincere la sua sfida personale. Si parte in una condizione in cui l’eroe, il protagonista, deve iniziare un’avventura, il suo momento di crisi e la vittoria finale che lo riporta al punto di partenza cambiato o in alcuni casi trasformato.
A questo ha lavorato a lungo il saggista e storico Joseph Campbell che, riunendo tutti i modelli di miti e di eroi nel corso della letteratura antica e moderna, ha osservato esserci un modello narrativo comune, che lui per primo ha descritto come “monomito”, o come è più comunemente conosciuto: “il viaggio dell’eroe”.
Da scrittrice ho un punto fisso: il viaggio dell’eroe. Il modello unico in cui è spiegato il perché e il come il protagonista riesce a vincere la sua sfida personale. Si parte in una condizione in cui l’eroe, il protagonista, deve iniziare un’avventura, il suo momento di crisi e la vittoria finale che lo riporta al punto di partenza cambiato o in alcuni casi trasformato.
A questo ha lavorato a lungo il saggista e storico Joseph Campbell che, riunendo tutti i modelli di miti e di eroi nel corso della letteratura antica e moderna, ha osservato esserci un modello narrativo comune, che lui per primo ha descritto come “monomito”, o come è più comunemente conosciuto: “il viaggio dell’eroe”.



















