martedì 17 marzo 2026

#Cinema&SerieTv: Irish Wish – Solo un desiderio

Immagine creata con l'IA
Mentre leggevo “Portami a casa” di Sebastian Fitzek ho sentito il bisogno di chiudermi con film leggeri, quelli che non fanno pensare e che se possibile ti riportano all’infanzia, con la magia e la classica morale del: tutto è possibile, credi nell’amore e vivrai felice e contenta.


Così eccomi imbattuta in Irish Wish (che in Italia è stato tradotto con “Solo un desiderio”, perché “Desiderio irlandese” forse era fin troppo bello) film del 2024 diretto da Janeen Damian, soggetto di Jeff Bonnett e sceneggiatura di Kirsten Hansen. La pellicola ha tutte le caratteristiche espresse in precedenza, confermando che la leggerezza va anche bene, quando si è alle prese con un libro meraviglioso ma dai toni decisamente più dark del dark.
  
Maddie Kelly (Lindsay Lohan) è una ghost writer e lavora per lo scrittore irlandese Paul Kennedy (Alexander Vlahos), del quale si innamora. Lui, superficiale e un po’ tonto, ricorda l’archetipo del ragazzo tutto muscoli e poco cervello che tanto piace alle commedie americane.
Alla presentazione dell’ultimo libro, scritto più da Maddie, ma che ha portato un immenso successo a Paul, questo conosce una delle migliori amiche di lei, Emma (Elizabeth Tan), e boom: colpo di fulmine.
Passa appena un anno, Paul ed Emma decidono di sposarsi e invitano amici e parenti in Irlanda, a casa della ricca e prestigiosa famiglia Kennedy.
Arrivata con non pochi problemi, Maddie si sente rodere dentro ma con il politicamente corretto e il girl power di oggi, non può di certo ostacolare la migliore amica, così chiede lintercessione a Santa Brigida desiderando di sposarsi con Paul. Ma, attenzione a cosa desideriamo, perché potrebbe avverarsi… e infatti stiamo in Irlanda, terra di magia che diventa realtà, e Maddie si ritrova a essere la promessa sposa, con non pochi problemi. Problemi che sembrano dissolversi quando è accanto al fotografo irlandese James Thomas (Ed Speleers), anche se il loro rapporto all’inizio è molto conflittuale. Manco a dirlo, ve?

Abbiamo tutti amato la Lohan proprio per i suoi tipi di film, chi di noi non ha sognato almeno una volta di scambiarsi la vita con la propria madre, o di incontrare la propria gemella della quale non si sapeva nulla? Quelle trame un po’ mistiche e divertenti che, appunto, vanno bene quando si è bambini o preadolescenti.
La Lohan sembra non volersi staccare da questo tipo di pubblico e per carità, va anche bene, ognuno fa ciò che vuole, questo film quindi di sicuro non è indirizzato a un pubblico adulto e mai l’avrei continuato dopo i primi cinque minuti se non fossi stata alle prese con il libro più oscuro che io abbia mai letto.

È una trama che abbiamo già visto, con dialoghi già ascoltati mille volte, con un’Irlanda che più che protagonista sembra una comparsata, tanto che dubito sia stato davvero girato lì e non abbiano ricordo a green screen o cose del genere. Insomma, non c’è nulla in questa pellicola che sia davvero imperdibile, nuova o che abbia per lo meno avuto lo sforzo minimo di andare incontro alla cultura irlandese. Così a dieci minuti mi sono detta: “Vabbè, mettiamolo in originale, per lo meno mi ascolto un po’ di accento Irish”. Nada, i due attori “irlandesi” sono un inglese e un gallese, senza neanche troppo impegno per nasconderlo.

Se siete un millennial con figli dell’età giusta per apprezzare questo tipo di trama, è sicuramente un buon modo per iniziarli alla Lohan.
Altrimenti passate oltre senza troppi sensi di colpa. Non serve rimanere aggiornati con la sua filmografia.

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