lunedì 30 marzo 2026

#StorieRomane: Villa Doria Pamphilj

Tra le frasi che più mi fanno ridere perché poco veritiere ci sta: “Roma non ha il verde”. Eccomi quindi a parlare del terzo parco pubblico più grande di Roma: Villa Doria Pamphilj che vanta uno spazietto, giusto centottantaquattro ettari di terreno.

Situato tra la via Aurelia Antica, via della Nocetta e via Vitellia, Villa Doria Pamphilj fa parte del quartiere Gianicolense, a pochi passi dal Gianicolo.
La sua storia parte dalla prima metà del Seicento, quindi camminare per i suoi viali ombrosi, vedere la sua architettura e assaporare i lunghi silenzi interrotti solo dal canto degli uccelli, ci rende come viaggiatori del tempo che dalla nobiltà barocca si ritrovano a vivere nella Roma contemporanea.
  
Una semplice villa circondata dalla campagna romana: è così che l’origine della struttura si mostra agli occhi del nobil Panfilo Pamphilj quando il 23 ottobre 1630 decide di acquistare il terreno
Rimane rurale ancora per un decennio, fino al pontificato di Papa Innocenzo X (1655-
1664) – in origine Giovanni Battista Pamphilj – che ora può dare maggiore lustro e prestigio all’intera famiglia. Iniziano così i lavori dello scultore Alessandro Algardi e del pittore Giovan Francesco Grimaldi che tra il 1644 e il 1652 progettano il Casino del Bel Respiro dandogli quell’aura barocca che possiamo percepire ancora adesso. Nello stesso periodo il botanico Tobia Aldini si occupa di progettare e sistemare i giardini e boschi limitrofi.
La villa, diventata così Palazzo, con i suoi giardini fa parte della pars urbana del complesso. Il pineto circostante è la pars fructuaria, mentre quella tenuta agricola è la pars rustica.

Agli inizi dell’Ottocento viene realizzato l’Orto Agronomico da parte di Francesco Bettini, mentre nel 1840 il Principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj fa nascere l’azienda agricola, annettendo le vigne e ville circostanti, tra cui anche Villa Corsini
.


La storia è fatta anche di battaglie e guerre, come quella del 3 giugno 1849 dove, a seguito dell’occupazione delle truppe francesi, i garibaldini cercarono di recuperare il luogo, ma questo portò alla morte del colonnello Angelo Masina e Goffedo Mameli.

La suggestiva Cappella di famiglia viene finita di costruire nel 1902, ma pochi anni dopo – precisamente nel 1939 – il Comune di Roma dà il via per rendere Villa Doria Pamphilj luogo di interesse pubblico, aprendo ufficialmente il parco nel 1972.

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