lunedì 23 marzo 2026

#Musica: I concerti silenziosi - Abbiamo paura del rumore?

Nel 2005 il Glastonbury Festival azzarda un esperimento a dir poco alternativo: trasmettere un concerto live attraverso cuffie wireless invece che con impianti audio
. Quello che sembrava impossibile da replicare, sta diventando piano piano una vera e propria tendenza culturale.


Con i silent concert si offrono soluzioni pratiche a problemi che impattano sul quieto vivere, soprattutto nelle grandi città: la riduzione dell’inquinamento acustico e il conseguente rispetto per i residenti, sono sicuramente dei maggiori pro rispetto al vivere un’esperienza più personalizzata e forse totalizzante per il pubblico. Ma tutto ciò, se lo andiamo ad analizzare nel profondo, riflette un cambiamento della nostra relazione con il suono e soprattutto con il concetto stesso di esperienza collettiva.

Da dove nasce tutto questo? È il nostro modo di vivere che ha influito su questa tendenza, o al contrario è lei a imporsi sul nostro stile di vita?
  
L’ho scritto più volte: viviamo in una società iperstimolata, dove dal risveglio all’addormentamento il ritmo della giornata è scandito non solo da appuntamenti e attività, ma anche da notifiche, pubblicità sonore e sottofondi costanti. Che si abiti in centro o in periferia, il rumore è diventato onnipresente, al punto che il silenzio comincia a essere percepito come un lusso, un vero e proprio momento della giornata che dobbiamo ritagliarci e che i più vedono anche difficile mantenere.
Il problema è così serio che secondo un report dell’OMS l’inquinamento acustico è una delle principali cause ambientali di problemi di salute in Europa, con effetti nocivi su stress, sonno e benessere mentale.

Il silent concert potrebbe quindi rispondere facilmente all’esigenza di “gestire il suono” e di poterlo vivere secondo i propri ritmi e volumi. Ma non solo. È una vera e propria conquista dell’inclusività se pensiamo che così facendo chi soffre di ipersensibilità sonora o ha altre esigenze specifiche, può godersi allo stesso modo degli altri il concerto del suo artista preferito.

Come tutto, vi sono dei pro e dei contro
I concerti sono sempre stati visti come momenti di gioia, condivisione, e socialità. Il forte rumore della musica dal vivo ha sempre fatto in modo di unire le persone, travolgerle nel ritmo e nel divertimento. Avere sempre più concerti silenziosi, non sarebbe come filtrare questo tipo di esperienze?


Stiamo diventando sempre più una società che vuole tenere tutto al sicuro, tutto sotto controllo e che poco si lascia sfuggire all’impulsività per paura di sbagliare. Non è che i silent concert, quindi, sono l’ennesimo modo che abbiamo trovato per non lasciarci andare in un’esperienza che ci fa stare a stretto contatto con l’altro, spesso che non conosciamo? Un altro modo per evitare le relazioni dal vivo a favore della virtualità?

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