Oggi vi lasciamo l’intervista ad Andromeda, all’anagrafe Manuel Zamagni, classe 1993, cantautore e performer nato e cresciuto in Romagna.
Abbiamo parlato con lui in occasione dell’uscita del suo primo album: “Luna sotto Venere”, disponibile nelle piattaforme digitali di streaming e in formato CD dal 5 dicembre 2025.
Il giorno successivo è stato presentato al Teatro degli Amici di Bordonchio a Bellaria-Igea Marina (RN). Sul palco è stato accompagnato da una band composta da Filippo Fabbri (batteria), Giovanni Casadei (basso/synth), Ivan Maioli (chitarra) Elisa Semprini, Elisabetta Forcellini (cori) e da un corpo di ballo composto da Aleksandra Stojic, Valentina Crudeli, Virginia Rossi. Il concerto è diventato così un’esperienza immersiva che ha unito musica, performance scenica ed emozione visiva.
Il suo album d’esordio è un progetto che raccoglie e intreccia le tappe del suo percorso di rinascita personale e artistica, affrontando temi universali come la libertà di esprimersi e la resilienza. Ogni brano è un frammento di questo viaggio, un capitolo che racconta la liberazione dal giudizio esterno, il coraggio di lasciare alle spalle una vita che non sentiva più sua, la caduta e la rinascita, fino alla conquista di una nuova consapevolezza.
Anticipato dai singoli “Ok, Goodbye”, “Non hai bisogno di me”, “Ventiquattro Ore” e “Rumore”, il disco si configura come un vero e proprio diario sonoro: un invito a guardarsi dentro e ad abbracciare la propria autenticità senza paura.
Abbiamo parlato con lui in occasione dell’uscita del suo primo album: “Luna sotto Venere”, disponibile nelle piattaforme digitali di streaming e in formato CD dal 5 dicembre 2025.
Il giorno successivo è stato presentato al Teatro degli Amici di Bordonchio a Bellaria-Igea Marina (RN). Sul palco è stato accompagnato da una band composta da Filippo Fabbri (batteria), Giovanni Casadei (basso/synth), Ivan Maioli (chitarra) Elisa Semprini, Elisabetta Forcellini (cori) e da un corpo di ballo composto da Aleksandra Stojic, Valentina Crudeli, Virginia Rossi. Il concerto è diventato così un’esperienza immersiva che ha unito musica, performance scenica ed emozione visiva.
Il suo album d’esordio è un progetto che raccoglie e intreccia le tappe del suo percorso di rinascita personale e artistica, affrontando temi universali come la libertà di esprimersi e la resilienza. Ogni brano è un frammento di questo viaggio, un capitolo che racconta la liberazione dal giudizio esterno, il coraggio di lasciare alle spalle una vita che non sentiva più sua, la caduta e la rinascita, fino alla conquista di una nuova consapevolezza.
Anticipato dai singoli “Ok, Goodbye”, “Non hai bisogno di me”, “Ventiquattro Ore” e “Rumore”, il disco si configura come un vero e proprio diario sonoro: un invito a guardarsi dentro e ad abbracciare la propria autenticità senza paura.






