lunedì 28 settembre 2020

#StorieRomane: Quartiere Eur



 L’Eur è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini

-Federico Fellini

Tra il fiume Tevere e la via Laurentina sorge l’Eur, acronimo di Esposizione Universale Roma. Un quartiere immenso, se si pensa che è più grande della città di Milano. Il progetto infatti, nasce proprio per questo: donare alla città di Roma una città al suo interno. Piena di verde, di natura, ma anche di monumenti, uffici e zone residenziali. Una città nella città, come viene sempre descritto.

venerdì 25 settembre 2020

#StorieRomane: La Casina delle Civette


Noi di 4Muses siamo fan accanite dei musei gratis della prima domenica del mese, un'iniziativa che ha luogo in numerose città, tra cui ovviamente Roma. Da anni riscuote un significativo successo, tra giovani e non, il che ci fa sempre un po’ sperare per il meglio. Noi italiani siamo famosi per la nostra cultura, fa sempre bene scoprire gli angoli meno conosciuti della nostra città e le iniziative del genere sono perfetti per chi vuole passare un pomeriggio diverso o per chi non perde occasione di entrare in un museo quando è gratis. I luoghi di cultura che abbiamo visitato il 6 settembre sono stati Villa Torlonia e la Casina delle Civette. Oggi parleremo di quest'ultima. 

mercoledì 23 settembre 2020

#Libri: Omicidio in rete

Il web sta prendendo sempre più piede nella vita di tutti i giorni, tanto che secondo alcuni studi sociologici, sarà sempre di più il fulcro della nostra vita. Noi di 4Muses lo sappiamo molto bene. Spesso, nei nostri articoli, vi parliamo della potenza che hanno i social, di quello che possono fare di buono, ma anche del danno che possono provocare negli altri.

Così come qualsiasi cosa faccia parte della società, anche il web nasconde mille insidie. Non potremmo mai immaginare che il nostro vicino possa essere uno spietato serial killer, e a maggior ragione non riusciamo ancora a comprendere del tutto, o forse non vogliamo sapere, che il dark web è un luogo oscuro, dove si nascondono video pedopornografici, ma anche video di omicidi.

lunedì 21 settembre 2020

#Libri: Jahrhundert - La trilogia

Figlie di una nuova era”, “È tempo di ricominciare”, “Aria di novità”. La trilogia di Carmen Korn si divide in questi romanzi e descrive la vita di quattro donne per tutto il Novecento.

Si intrecciano relazioni, amicizie, passioni, facendo capire al lettore che la famiglia non è solo una questione di sangue e DNA, ma di affetti e condivisioni.

La Korn trasporta il lettore in un altro mondo. La scrittura è semplice e diretta, non si perde in descrizioni o scene inutili, tanto che sembra di vedere una serie tv. Non viene tralasciata la storia di nessuno dei tanti protagonisti, abbiamo così simpatie e antipatie profonde; ogni avvenimento sembra essersi imbattuto su di noi.

venerdì 18 settembre 2020

#StorieRomane: La Porta Alchemica

 


Nei giardini di Piazza Vittorio, sul colle Esquilino, è presente un monumento che prende il nome di “Porta Alchemica” o “Porta Magica”. Non si trova nella sua posizione originaria: la Porta fu smontata nel 1873 e ricostruita nel 1888, con l'aggiunta di due statue del dio Bes, precedentemente situate nei giardini del Palazzo del Quirinale.

Non si sa bene quando venne edificata la Porta, si presuppone tra il 1655 e il 1680, ma si sa chi ne fu il proprietario: il marchese di Pietraforte Massimiliano Savelli Palombala nella sua residenza a Villa Palombala.

Abbiamo già parlato di Cristina di Svezia, se vi siete persi l’articolo potete ritrovarlo cliccando qui.           

La passione del Marchese per l’alchimia nasce nel 1656 circa, grazie all’amicizia con Cristina, la quale era appassionata di scienza e alchimia. Fu istruita da Cartesio stesso e nella sua dimora possedeva un laboratorio gestito dall’alchimista Pietro Antonio Bandiera. 

Nel Seicento a Palazzo Riario, sede di un’accademia, si riunivano i personaggi più illustri del tempo, quali: il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, l’astronomo Giovanni Cassini, l’alchimista Francesco Maria Santinelli, e molti altri…

Borri fu accusato dalla Chiesa di eresia, e rinchiuso a Castel Sant’Angelo. Una volta scarcerato venne ospitato dal Marchese il quale voleva apprendere i segreti dell’alchimia.

La leggenda narra che una notte Borri si mise alla ricerca di una misteriosa erba, in grado di trasformarsi in oro. Al mattino l’uomo sparì, ma nei pressi della Porta erano state trovate delle pagliuzze dorate, segno che l’esperimento di trasmutazione alchemica era riuscito.

Nessuno sa ancora il significato reale dei simboli incisi sugli stipiti, l'architrave e il basamento. Si dice che siano stati lasciati dal Borri e che il Marchese li abbia resi pubblici nella speranza che qualcuno, un giorno, li comprendesse. Altri sostengono che siano stati fatti da Palombala stesso, per tenere lontani i curiosi da quello che era l’ingresso del suo laboratorio di alchimia.




I simboli incisi sulla porta si ritrovano in molti libri di alchimia e filosofia esoterica dello stesso periodo storico. Sugli stipiti della porta è rappresentata la sequenza dei pianeti associati ai rispettivi metalli: Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio.

 A ogni pianeta viene associato un motto ermetico, seguendo la lettura dal basso in alto a destra, per scendere dall’alto in basso a sinistra.

Ancora adesso la Porta possiede molta energia esoterica, tanto che è presente nel film “L’anno mille” (2008), diretto da Diego Febbraro, dove viene utilizzata come portale tra Medioevo e la Roma contemporanea.

Nei primi livelli del videogioco “Tomb Raider: Chronicles-La leggenda di Lara Croft” (2000), la protagonista per trovare la pietra filosofale deve cercare di aprire la Porta Magica.

Nel film “Sono tornato” (2018) Mussolini viene fatto cadere dall’alto proprio davanti a questa Porta.

martedì 15 settembre 2020

#StorieRomane: Beatrice Cenci, il fantasma più famoso di Roma



Roma è la culla della storia, ciò che rimane di un impero che era sempre pronto all'accoglienza, ad integrare e ad abbracciare il nuovo. È stata la madre da cui sono nati papi, artisti, eroi e non solo. Sarà per questo che le leggende in questa città sono tante e le più disparate. Oggi noi di 4Muses vi parleremo del fantasma più famoso della città: Beatrice Cenci.

venerdì 11 settembre 2020

#StorieRomane: Il segno di Durlindana, la spada dell'Orlando Furioso



La leggenda romana di cui tratteremo oggi trae origine da un poema cavalleresco che tutti conoscono (o dovrebbero conoscere): L’”Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto. Quest’opera italiana deve le sue origini da un altro poema epico, a cui si allaccia, L’”Orlando Innamorato” di  Boiardo. Ma come si legano questi poemi a Roma?

Partiamo da una piccola introduzione sulle due opere: l’”Orlando innamorato” parte con Angelica, bellissima principessa del Catai, che si presenta alla corte di Carlo Magno per chiedere aiuto contro i suoi nemici.

martedì 8 settembre 2020

#SullaStrada: Reggia di Caserta



Situata nella città di Caserta, la reggia di Caserta è il palazzo reale più grande al mondo per volume. I suoi proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli. L’inaugurazione avvenne nel 1774, anche se i lavori sono durati quasi un secolo: dal 1752 al 1845. L’architetto iniziale fu Luigi Vanvitelli al quale nel 1773 successe il figlio Carlo.

Si rimane a bocca aperta davanti alla maestosità del palazzo, in stile barocco e neoclassico. Non è un caso che la Reggia abbia questo aspetto imponente: voluta dal Re di Napoli Carlo di Borbone per un desiderio di competizione contro i reali francesi, la reggia aveva come obiettivo quello di superare in magnificenza e splendore Versailles.

 “La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v’induce a un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è solo un giardino.”Goethe, 1787

Dopo l’eruzione del Vesuvio, nel 1767, re Ferdinando IV di Napoli si convisse a fare della reggia di Caserta la propria residenza di caccia, abbandonando Palazzo Reale di Portici. Con le sue milleduecento stanze, il costo complessivo per la sua costruzione e arredi ammontava intorno agli 8.711.000 ducati. 

All’interno si trova il superbo scalone reale a doppia rampa, di architettura tardo barocca. Ai margini della scalinata si trovano due leoni di marco di Pietro Solari e Paolo Persico. Il soffitto fu affrescato da Girolamo Storace-Franchis con Le quattro Stagioni e La reggia di Apollo. L’interno della Reggia meriterebbe un articolo tutto a parte, quindi è meglio fermarsi qui, per ora.
Il parco si estende per tre chilometri di lunghezza, su centoventi ettari di superficie, dividendosi in due aree: il giardino all’italiana e il giardino all’inglese. Ma anche di ciò parleremo in un altro articolo.

Nel dicembre 1805 Napoleone conquistò il Regno di Napoli e suo fratello Giuseppe ne divenne il re. La famiglia reale borbonica trovò rifugio in Sicilia, lasciando tutte le proprietà al nuovo sovrano. Con la conquista napoleonica della Spagna nel 1808, sul trono di Napoli si sedette Gioacchino Murat.
Fu dopo il Congresso di Vienna del 1815, dove venne restaurata la monarchia borbonica nel nuovo Regno delle Due Sicilie, che i Borboni tornarono ad appropriarsi della Reggia, anche se entrò in uno stato di decadenza.

Quando nel 1861 il Regno venne incorporato nel Regno d’Italia, il palazzo fu utilizzato occasionalmente da alcuni membri di casa Savoia, fino al 1919, anno in cui Vittorio Emanuele III lo cedette allo stato italiano.

Nel 1861 fu deciso di censire il contenuto nella Reggia e negli appartamenti reali venne trovato un bidet. Il sanitario venne così inventariato: “strano oggetto a forma di chitarra”.

La Reggia si è sempre prestata al cinema italiano e internazionale. Il primo e il secondo episodio di Guerre stellari, rispettivamente: “La minaccia fantasma” e “L’attacco dei cloni”, furono girati all’interno della Reggia di Caserta, spacciando gli interni per la reggia del pianeta Naboo.

Altri film con ambientazioni prese dalla Reggia di Caserta sono: “Donne e briganti”, “Ferdinando I re di Napoli”, “Il pap’occhio”, “Sing Sing”, “Li chiamarono… briganti!”, “Ferdinando e Carolina”, “Mission Impossible III” e “Io speriamo che me la cavo”, “I 3 aquilotti”, "Angeli e Demoni".

Gli interni sono presenti nella fiction RAI Giovanni Paolo II, anche se nella pellicola ricreano gli interni dei Palazzi Vaticani.

sabato 5 settembre 2020

#StorieRomane: Garbatella


Roma è bella tutta e lo sappiamo. Ma come diciamo sempre a chi vuole venirla a visitare: non basta ammirare il centro, bisogna conoscere anche i suoi quartieri.

A differenza di molte altre città italiane, i quartieri di Roma sorgono come inno all’architettura e il primo costruito in chiave moderna è certamente Garbatella.

A piazza Benedetto Brin, il 18 febbraio 1920, Re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra della Borgata Giardino “Concordia”, così venne chiamato  originariamente il quartiere.

venerdì 4 settembre 2020

#Libri: Gente del Sud

Sapete che scelgo i libri in base alle vibrazioni che emanano. Se sono simili alle mie, lo prendo senza leggere la trama.

Non a caso ho comprato “Gente del Sud” di Raffaello Mastrolonardo proprio mentre stavo a Napoli, nel periodo storico della Pandemia di Covid-19.

Noi di 4Muses siamo molto legate alla storia e crediamo fermamente di essere il risultato di ciò che i nostri antenati sono stati. Come accade per gli alberi, i frutti sono più succosi e le chiome più lucenti se le nostre radici sono ben salde e sicure. Non possiamo dare il nostro Essere al mondo se non conosciamo il nostro Passato.
Per questo alla fine del libro possiamo conoscere un po’ anche dell’autore, perché abbiamo letto le sue vicende famigliari, -anche se a volte romanzate o inventate- come se fossimo stati degli spettatori silenziosi in casa Parlante.

mercoledì 2 settembre 2020

#StorieRomane: Il cuore di Nerone


Ci siamo rese conto che, nello scrivere la rubrica #StorieRomane, molto spesso ci troviamo a citare luoghi e leggende che hanno di solito un protagonista in comune: Nerone. Tiranno amato e odiato dai Romani, questo imperatore governò solamente quattordici anni, prima di suicidarsi. 
A lui si attribuisce l’incendio di Roma, le varie mire espansionistiche, la leggenda della sua sepoltura e il suo peregrinare sotto forma di spettro per le zone di Muro Torto. 

Nerone è tristemente noto per essere stato un persecutore dei cristiani, per aver appiccato l’incendio alla sua città suonando uno strumento, ma diverse fonti storiche hanno smentito il fatto, affermando che lui si trovasse ad Anzio il giorno del fatto e che, anzi, avesse aiutato a salvare le persone dalle fiamme.

La leggenda che tratteremo oggi riguarda il suo “cuore”.