martedì 10 febbraio 2026

#Moda: La moda come rituale - Perché ci vestiamo bene anche quando nessuno ci guarda

Se avete i social vi sarà di certo capitato un reel o un video di una persona straniera in Italia che si sorprende di vedere come ci vestiamo bene anche semplicemente per andare a fare la spesa. Personalmente non credo di far parte di quella schiera di italiani, però mi sono resa conto che il nostro “mi vesto come capita” ha comunque più stile rispetto allo stesso mood pensato e poi portato a termine da un americano, per esempio.


Così mi sono chiesta: da dove nasce questa voglia di vestirsi bene anche per scendere a buttare la spazzatura? È solo un nostro modo di essere, perpetrato da ogni generazione o ha a che fare con un principio tutto Mediterraneo? Visto che volenti o dolenti, sono così anche i nostri cugini che affacciano sullo stesso mare?

Vediamolo insieme…
  
Facendo le mie ricerche per tentare di rispondere alle domande mi sono imbattuta nel “enclothed cognition”, quel fenomeno che ha spiegato come la scelta dei vestiti da indossare influisce sugli effetti della mente e sul comportamento della persona.
Ho scritto abbastanza articoli sull’importanza di vestirsi bene e di come questo influisce sull’umore, ma secondo lo studio di questo fenomeno psicologico, la scelta dei vestiti ha a che fare anche con i pensieri e lo stato mentale, di conseguenza anche sul come tendiamo a vedere poi la realtà che ci circonda.
È proprio il motivo per il quale persone di spicco si avvalgono di consulenti di moda, perché la loro immagine deve lanciare un messaggio anche quando non lo fanno le parole o il linguaggio del corpo.

Così, se pensiamo all’outfit da supermercato – senza considerare chi fa la spesa dopo il lavoro – quando scegliamo un blazer ben tagliato vogliamo sentirci più sicuri; mentre se vogliamo una stoffa dal taglio più morbido ricerchiamo calma e protezione.
Allo stesso modo anche i colori influenzano il nostro stato d’animo e la scelta che facciamo di questi, si allinea con lo stato umorale del momento. Pensiamo a quelle grandi felpone grigie, che ci vogliono dare relax ma anche comfort nel non catturare l’attenzione. O, al contrario, un vestito colorato e appariscente, soprattutto nei pomeriggi grigi d’autunno, può voler significare la voglia di aprirsi al mondo.

Così, se è vero che in un certo senso diventiamo quello che indossiamo, che lo facciamo con consapevolezza o no, la scelta dell’abito in un certo senso prende il controllo sia della nostra giornata, sia diventa una sorta di carta d’identità per chi ci incontra.

Ma allora, per rispondere alla domanda, come mai agli occhi degli anglofoni – per lo più – noi popoli mediterranei abbiamo stile anche quando andiamo a fare la spesa?

Credo dipenda molto da quanto viviamo a contatto con le nostre emozioni. Siamo molto espansivi, solari, o comunque lo siamo più rispetto ai popoli nordici e come in un gesto meccanico tendiamo a voler dire al mondo chi siamo e come ci sentiamo, per questo all’apparenza possiamo sembrare come persone che portano sempre lo stile al primo posto. Per noi è un motivo di unicità, di identità e in effetti, per quanto il fast fashion sia purtroppo una realtà anche in Italia, è raro trovare persone – soprattutto tra gli adulti – che si vestono con lo stampino. Ovviamente questo non conta per gli adolescenti, ma lì è una questione d’età: per loro è quasi fondamentale l’omologazione al gruppo di appartenenza.

Spero di essere stata esaustiva spiegando il mio modesto parere. E tu? Ti trovi d’accordo con me?

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