lunedì 9 febbraio 2026

#Libri: L'amore malfatto

Il 27 gennaio 2026 è uscito in tutte le librerie d’Italia “L’amore malfatto”, romanzo d’esordio di Giusy Sardello edito Fazi Editore.

Un libro che cela in appena duecentoventotto pagine una storia profonda, vera, umana che sa vedere anche nel brutto l’amore più puro e nella bellezza l’animo oscuro della vita.

L’amore non ha limiti, barriere e meno che mai regole. Giudizi a parte, anche da un incontro violento può nascere in noi una forte attrazione, così come dalla purezza può affacciarci il dubbio che ci fa rovinare tutto, o addirittura la curiosità che ci porta alla morte.

Siamo a Petrara, un paesino abruzzese posto alle pendici del Gran Sasso e sebbene il 1943 per l’Italia intera segna il momento più cruento della Seconda Guerra Mondiale, qui i giorni si susseguono uno uguale all’altro, lontani dalla tremenda realtà che sta sconvolgendo l’Europa.

La quotidianità della famiglia Marchiselli è tale e quale a quella di una qualsiasi famiglia di Petrara: i giorni vengono scanditi dal lavoro nei campi o in casa, e le sere sono dedicate al riposo. Ma se prendiamo la lente di ingrandimento e vediamo con più attenzione dentro ognuno di loro, le anime nascondono un intero universo.
Angela vive a palazzo Marchiselli da sempre, insieme alla sorella e alla famiglia di lei composta dal marito e dai due figli Alfonso e Nino. Lei e l’ultimo nipote sono costretti dentro le mura domestiche accomunati da una cattiva sorte dal punto di vista della salute: Angela è rimasta storpia a seguito della poliomielite contratta da bambina, e il piccolo Nino da una strana malattia che lo vuole nascosto agli occhi del mondo.
Il rimanere a casa non nega ad Angela il sentimento dell’amore e lo fa quando dal balcone nota Gaetano. Quello che nella sua mente è stato visto come un sentimento candido e puro si rivela l’esatto opposto fatto di ferocia, velocità e brutalità. Eppure quell’unico contatto fisico cambia la vita di entrambi che passeranno il resto dei mesi nella dualità tra vergogna e pudore, colpa e desiderio, voglia e ribrezzo.
Quando, però, la guerra si insinua persino in quel paese composto da una manciata di abitanti, tutti i protagonisti del romanzo dovranno fare i conti con il proprio interno e con la domanda che tutti cercano di non porsi troppo spesso: sto davvero vivendo la vita?

Sono rimasta basita quando ho scoperto che questo è il primo romanzo della Sardella, perché è raro trovare in un autore così tanta crudezza e verità al proprio esordio.
La scrittura è nuda e cruda, con molti dialoghi dialettali che riescono a farci entrare perfettamente non solo nella realtà dell’epoca, ma anche nella mentalità. Mi batto sempre sull’importanza che ha saper portare quest’ultima quando si vuole ambientare un romanzo o un racconto nel passato e la Sardella lo ha saputo fare egregiamente. Ha saputo caratterizzare senza problemi i personaggi che si possono riconoscere veritieri quando li vediamo agire nell’ignoranza paesana di inizio Novecento ma che sanno anche affascinare per la saggezza popolare scaturita dallo stretto contatto con la natura e dalle alte forme di rispetto verso il prossimo.
Molto interessante la scelta dell’autrice di soffermarsi spesso sulla descrizione dei corpi degli stessi personaggi, sapendo legarli anche ai tratti dei loro caratteri: la delicatezza dei lineamenti si rispecchia nella bontà d’animo, così come un difetto fisico riesce a impersonificare anche un carattere più insicuro.

Se posso azzardare una critica, avrei integrato con un dizionario o delle note di traduzione i dialoghi dialettali. C’è da dire che da romana il dialetto abruzzese non è così lontano da comprendere se scritto, e in più ho avuto la fortuna di trascorrere tutta la mia infanzia proprio in Abruzzo (sia al mare che in montagna, e proprio in uno dei tanti paesini limitrofi al Gran Sasso) e in effetti mi è stato facile catturare le sfumature dei personaggi proprio dalle parole che scelgono di utilizzare. Questo piccolo dettaglio, che comunque è solo la ciliegina sulla torta di un romanzo che vale davvero tanto, potrebbe perdersi per un lettore del nord o del sud Italia. 

“L’amore malfatto” non è da perdere se amate vivere la Storia del nostro paese, ma soprattutto se amate le storie d’amore intense e i personaggi tormentati.

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