giovedì 4 maggio 2023

#Racconti: Il temporale irritante

ATTENZIONE
: il contenuto del seguente racconto potrebbe urtare la sensibilità di alcune persone, se nutrite un certo ribrezzo per i racconti cruenti, ne sconsigliamo vivamente la lettura.

Ripensavo a un piccolo incidente che ho avuto nel tardo pomeriggio, e riflettendoci, sto maturando l’idea di avere un problema con la gestione della rabbia. Ora vi racconto tutto.

Stavo semplicemente lavorando e fuori stava piovendo. Per carità, non voglio ora esagerare descrivendo la pioggia più insistente di quanto fosse. Era una semplice pioggia primaverile.

Il problema non era di per sé l’intensità di quella pioggia, ma la sua comparsa: il cielo aveva sfogato il suo pianto in maniera del tutto improvvisa, nessun meteorologo aveva previsto ciò. In mattinata non si vedeva neanche l’ombra di una nuvola.

Tutto questo per dire cosa? Sì, ero senza ombrello, e pure senza un adeguato cappotto.

martedì 2 maggio 2023

#Libri: Gli unici indiani buoni

In arrivo oggi, in tutte le librerie, edito Fazi Editori, troviamo: Gli unici indiani buoni di Stephen Graham Jones. Il romanzo, composto da trecentocinquanta due pagine, ci porta all’interno di una riserva indiana tra tradizioni e antiche leggende.

Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono quattro giovani indiani cresciuti insieme in una riserva ai confini col Canada. Tra il gelo e le battute di caccia, la loro gioventù e passata da un guaio all’altro fin quando il loro legame inizia a spezzarsi. Non si esce illesi dalla riserva e se ci si prova, si finisce col tornare sui propri passi. Ricky, colui che ha cercato di andare più lontano degli altri, ha arrestato la sua corsa quando è stato pestato da un gruppo di ubriachi dopo il turno di lavoro. La versione ufficiale non racconta nulla di nuovo, una rissa tra nativi americani e bianchi. Ma forse la verità non è come sembra, forse c’è qualcosa di più profondo e di nascosto. Una realtà che reclama il sangue con una distanza di circa dieci anni.

sabato 29 aprile 2023

#DivinaCommedia: Canto XXIV


Continua il nostro viaggio alla scoperta della Divina Commedia dal punto di vista esoterico.    

Oggi analizziamo il ventiquattresimo canto dell’Inferno, e ci concentriamo su quanto sia importante non fermarsi, anche quando sembra che non abbiamo più le forze.     
In più incontriamo Vanni Fucci, famoso omicida e sanguinario ma che troviamo quasi inaspettatamente nella bolgia dei ladri. Come mai?

Al solito vi ricordiamo che analizziamo il canto solo ed esclusivamente dal punto di vista esoterico, comparandolo con quello che è stato ed è il nostro cammino spirituale.
Questi articoli, insomma, servono solo come spunti di riflessione su se stessi, dove ogni protagonista che incontriamo è una parte di noi.

Per chi segue assiduamente la rubrica tutto quello che verrà detto può sembrare una ripetizione, ma crediamo che bisogna dare retta ai nostri avi quando dicevano che repetita iuvant. Nel campo spirituale, poi, questo detto vale molto di più.

venerdì 28 aprile 2023

#Racconti: La prigione di nuvole

Ho aperto di nuovo quella finestra, è la stessa di tempo fa e penso che rimarrà così per lungo tempo. Consunta e impolverata, la finestra sfoggia inelegantemente quei vetri opachi sui quali son rimasti i residui dell’acqua.

La vista mi infastidisce non poco, come il litigio di due estranei in casa mia. Per questo l’ho spalancata, non solo per una questione di aria. Sì, lascio che il solito vento fluisca all’interno della mia magione (o tugurio barocco, che dir si voglia).

Sì, sono qui per essere”, ripeto e ripeto. C’è però una forte dissonanza in questo disordine, in quel fastidio pigro e iracondo che nasce dal cuore e che nega e conferma.

Delle volte è come se avessi finito le parole per spiegarlo, per spiegarmi.

È come una voragine che si amplia e che sgretola tutto ciò che si ritrova intorno. Non hanno molto senso queste frasi, non cercatelo, perché in fin dei conti è una cosa che devo vedere io. Una “cosa”, un urlo che non volevo emettere.

Vedo una gabbia di nuvole nel cielo, forse la finestra chiusa non era così male. Ecco, non mi va bene mai niente, magari sono io il problema. Come se ci dovesse essere davvero un problema, come se questa non sia una visione lucida, ma tant’è…

No, non ci penso nemmeno. Tutt’ora non ci sto pensando, sono i pensieri che vengono a me per plasmarsi e per plasmarsi. Alla fine non ha neanche senso che sia così triste, anche se forse non ha senso essere felici… non adesso.

#Pensieri: Ombra e luce

Può sembrare una prigione ed effettivamente lo è. Ma lo stato di prigionia non sta nella forma ma nella sostanza.

È difficile da spiegare ma è semplice da capire, una volta che vi sarà chiaro sarà sempre sotto i vostri occhi.

E le vedrete… eccome se le vedrete le sbarre.

Non si tratta di una stanza grigia da cui è preclusa ogni fuga. O meglio, magari si tratta pure di quello, ma rimane comunque un semplice esempio di una teoria più grande e generale.

La mia prigione, nonché la mia prigionia, è un’ombra. Può trattarsi (e allo stesso tempo non trattarsi) di unombra che manifesta il mio corpo per via della luminosità (naturale o artificiale) che lo investe.

martedì 25 aprile 2023

#Libri: Alzarsi

Ormai c’è questa sorta di connessione tra noi e la Fazi Editore che ci porta a scegliere libri estremamente emotivi e toccanti. Questa è la volta di “Alzarsi”, romanzo pluripremiato di Helga Schubert.

Tra i premi più importanti troviamo l’Ingeborg-Bachmann-Preis, il più prestigioso di quelli presenti alla Giornata della letteratura tedesca. La motivazione riesce già a rendere l’idea dell’impatto sentimentale che ha da offrire il romanzo: “Helga Schubert parla di come sia possibile riconciliarsi con la vita e mostra come si possono trasformare le storie di vita in letteratura”.


Siamo soliti darvi le motivazioni per l’acquisto del libro a fine recensione, ma oggi vogliamo andare subito al sodo: se amate i racconti di vita vissuti, se amate vedere come i cambiamenti storici hanno intaccato la vita dei civili e quali possono essere le loro conseguenze anche decenni dopo, se in più amate commuovervi e cercate sempre il perdono dietro ogni rapporto genitoriale complesso… beh, questo libro fa al caso vostro. 

sabato 22 aprile 2023

#Racconti: La conchiglia sull'asfalto

È primavera in questa meravigliosa città, e proprio in questo momento un lontano ricordo s’affaccia nella mente di Fausto.

Avete presente quando piove per giorni senza che le nuvole lascino mai intravedere il sole? Immaginatevi tutte quelle nuvole dissolversi di colpo, lasciando spazio solo a un cielo terso che non vedevate da anni.

Fausto si sente così ogni qualvolta che un ricordo lo viene a trovare, non perché la sua vita fosse “nuvolosa” ma perché gradisce particolarmente le visite dei suoi momenti passati.

In questo caso si tratta di un tepore indefinito portato dal vento, un brivido piacevole conservato nei meandri della mente.

Fausto pensa che questa sensazione di leggerezza sia dovuta alla giornata particolare: oggi il sole sembra risplendere sull’asfalto, l’inverno pare ormai lontano.