venerdì 28 aprile 2023

#Racconti: La prigione di nuvole

Ho aperto di nuovo quella finestra, è la stessa di tempo fa e penso che rimarrà così per lungo tempo. Consunta e impolverata, la finestra sfoggia inelegantemente quei vetri opachi sui quali son rimasti i residui dell’acqua.

La vista mi infastidisce non poco, come il litigio di due estranei in casa mia. Per questo l’ho spalancata, non solo per una questione di aria. Sì, lascio che il solito vento fluisca all’interno della mia magione (o tugurio barocco, che dir si voglia).

Sì, sono qui per essere”, ripeto e ripeto. C’è però una forte dissonanza in questo disordine, in quel fastidio pigro e iracondo che nasce dal cuore e che nega e conferma.

Delle volte è come se avessi finito le parole per spiegarlo, per spiegarmi.

È come una voragine che si amplia e che sgretola tutto ciò che si ritrova intorno. Non hanno molto senso queste frasi, non cercatelo, perché in fin dei conti è una cosa che devo vedere io. Una “cosa”, un urlo che non volevo emettere.

Vedo una gabbia di nuvole nel cielo, forse la finestra chiusa non era così male. Ecco, non mi va bene mai niente, magari sono io il problema. Come se ci dovesse essere davvero un problema, come se questa non sia una visione lucida, ma tant’è…

No, non ci penso nemmeno. Tutt’ora non ci sto pensando, sono i pensieri che vengono a me per plasmarsi e per plasmarsi. Alla fine non ha neanche senso che sia così triste, anche se forse non ha senso essere felici… non adesso.

#Pensieri: Ombra e luce

Può sembrare una prigione ed effettivamente lo è. Ma lo stato di prigionia non sta nella forma ma nella sostanza.

È difficile da spiegare ma è semplice da capire, una volta che vi sarà chiaro sarà sempre sotto i vostri occhi.

E le vedrete… eccome se le vedrete le sbarre.

Non si tratta di una stanza grigia da cui è preclusa ogni fuga. O meglio, magari si tratta pure di quello, ma rimane comunque un semplice esempio di una teoria più grande e generale.

La mia prigione, nonché la mia prigionia, è un’ombra. Può trattarsi (e allo stesso tempo non trattarsi) di unombra che manifesta il mio corpo per via della luminosità (naturale o artificiale) che lo investe.

martedì 25 aprile 2023

#Libri: Alzarsi

Ormai c’è questa sorta di connessione tra noi e la Fazi Editore che ci porta a scegliere libri estremamente emotivi e toccanti. Questa è la volta di “Alzarsi”, romanzo pluripremiato di Helga Schubert.

Tra i premi più importanti troviamo l’Ingeborg-Bachmann-Preis, il più prestigioso di quelli presenti alla Giornata della letteratura tedesca. La motivazione riesce già a rendere l’idea dell’impatto sentimentale che ha da offrire il romanzo: “Helga Schubert parla di come sia possibile riconciliarsi con la vita e mostra come si possono trasformare le storie di vita in letteratura”.


Siamo soliti darvi le motivazioni per l’acquisto del libro a fine recensione, ma oggi vogliamo andare subito al sodo: se amate i racconti di vita vissuti, se amate vedere come i cambiamenti storici hanno intaccato la vita dei civili e quali possono essere le loro conseguenze anche decenni dopo, se in più amate commuovervi e cercate sempre il perdono dietro ogni rapporto genitoriale complesso… beh, questo libro fa al caso vostro. 

sabato 22 aprile 2023

#Racconti: La conchiglia sull'asfalto

È primavera in questa meravigliosa città, e proprio in questo momento un lontano ricordo s’affaccia nella mente di Fausto.

Avete presente quando piove per giorni senza che le nuvole lascino mai intravedere il sole? Immaginatevi tutte quelle nuvole dissolversi di colpo, lasciando spazio solo a un cielo terso che non vedevate da anni.

Fausto si sente così ogni qualvolta che un ricordo lo viene a trovare, non perché la sua vita fosse “nuvolosa” ma perché gradisce particolarmente le visite dei suoi momenti passati.

In questo caso si tratta di un tepore indefinito portato dal vento, un brivido piacevole conservato nei meandri della mente.

Fausto pensa che questa sensazione di leggerezza sia dovuta alla giornata particolare: oggi il sole sembra risplendere sull’asfalto, l’inverno pare ormai lontano.

#Racconti: La storia inconclusa

“Là dove finisce il fiume comincia il film”
Squallor, 38 Luglio

Tutto è perduto, ogni ricordo e ogni ninnolo che lo legava al passato. Nelle sue memorie ora esistono solo contorni indefiniti che sfumano in un bianco vacuo.

Ho sbagliato, ho sbagliato. Ma cosa ho sbagliato?

Nessuna memoria, solo un lugubre lamento che proviene dalle nebbie dell’inconscio.

E la nebbia densa lo avvolge, barrandogli ogni vista se non quella delle immediate vicinanze.

Ma lui continua, imperterrito in avanti, finché l’estro non gli dice di svoltare a destra. La strada asfaltata è uguale in ogni dove ed è l’unica cosa riconoscibile. Ci devono essere dei muri che la recingono, ma non possono essere visti perché la nebbia copre tutto.

Ho sbagliato strada!

Esclama come se cambiasse qualcosa, come se qualcuno potesse sentirlo.

Da dove vengo, dove vado?

venerdì 21 aprile 2023

#Racconti: L'altro nello specchio

Dillo di nuovo, ripetimelo, dimmelo ancora una volta!

Davide parlava, alzava il tono fino a urlare. Poteva sembrare anche un dialogo normale, ma Davide stava parlando con il suo specchio. O meglio, se dobbiamo essere precisi, Davide parlava con la figura riflessa.

Era semplice e allo stesso tempo complicato. D’altronde elaborare frasi non è difficile, ma farsi comprendere delle volte può risultare complesso. E credetemi, Davide parlava come se avesse davanti un’altra persona, come se dovesse convincersi e convincere che in quello spazio distorto non si trovasse lui.

Che avesse forse ragione? D’altronde cos’è uno specchio e cos’è lo spazio? Ha forse la scienza smentito l’esistenza di universi paralleli nei riflessi? E quanto può risultare inquietante sentire un rumore che sembra venire dall’oltretomba mente si parla con se stessi?

#Comicità: Il tecnico della sicurezza

Quale onore più grande di essere ciò che si è. Vero? Il problema però sorge quando si crede di essere ciò che non si è. Si sente particolarmente speciale quel malato nato e cresciuto in una società distopica. Qui un disturbo mentale è un dono del progresso. E sto parlando di un disturbo particolare.

Parliamo di Giustino, individuo esile e rachitico cresciuto con un disturbo paranoide di personalità. In un posto normale Giustino dovrebbe andare in terapia, ma nel mondo in cui vive viene incoraggiato. D’altronde in molti sono come lui. Sembra che l’esistenza di questo tipo di persone sia solo finalizzata a infastidire gli altri. Un po’ come per l’esistenza dei burocrati.