Un anno fa tornavamo da Parigi e, sarà stata l’atmosfera irreale causata dalla quasi mancanza di persone per strada, il coprifuoco alle sette di sera e tutti i musei chiusi, ma abbiamo dei ricordi un po’ distorti della capitale francese e ancora oggi non sappiamo dire con certezza se ci sia piaciuta o meno. È per questo che delle numerose cose che in realtà siamo riuscite a vedere nonostante le chiusure, per un anno non abbiamo scritto nulla.
Poi però sabato 30 Aprile facendo zapping tra i canali (il che è già strano perché non guardiamo quasi mai la tivù per mancanza di tempo) ci siamo trovate su Rai 1 a guardare quasi incantate una puntata di “Ulisse – Il piacere della scoperta” chiamata “Parigi: Sognando la Belle Époque”, e ammettiamo che un po’ (un bel po’) di nostalgia ci è tornata.
Abbiamo pensato per tutta la notte e per buona parte della giornata seguente che articolo scrivere e, anche se sono numerose le cose che ci sono saltate in mente, ce n’è una che tornava sempre: la Basilique du Sacré-Cœur.
Poi però sabato 30 Aprile facendo zapping tra i canali (il che è già strano perché non guardiamo quasi mai la tivù per mancanza di tempo) ci siamo trovate su Rai 1 a guardare quasi incantate una puntata di “Ulisse – Il piacere della scoperta” chiamata “Parigi: Sognando la Belle Époque”, e ammettiamo che un po’ (un bel po’) di nostalgia ci è tornata.
Abbiamo pensato per tutta la notte e per buona parte della giornata seguente che articolo scrivere e, anche se sono numerose le cose che ci sono saltate in mente, ce n’è una che tornava sempre: la Basilique du Sacré-Cœur.





