Il 9 gennaio 2026 è uscito su tutte le piattaforme digitali di streaming “Oleandri”, il primo album di Alberto Conti.
Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.
Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici.
Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa.
I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.
Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei.
Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.
Ciao Alberto! Grazie mille per il tempo che ci dedichi a 4Muses. Partiamo dall’inizio: come hai cominciato con la musica e quando hai capito che sarebbe diventata la tua strada?
È da quando sono bambino che sono appassionato di musica, ho avuto la fortuna, infatti, che i miei genitori mi hanno sempre fatto ascoltare tanta musica e io giocavo con le chitarre finte cercando di emulare i miei idoli davanti alla televisione.
La chitarra è al centro della tua musica, tanto quanto la tua voce. Ho un amico che chiama le sue chitarre “fidanzate” – con buona pace della moglie! Tu come vivi il rapporto con questo strumento?
Diciamo che sono sempre circondato dalla musica, canto e suono tutto il giorno praticamente. Il mio rapporto con la chitarra è molto profondo poiché, avendola anche come compagna di studi facendo il conservatorio di chitarra jazz a Parma, sono sempre insieme a lei.
Sei parte di una generazione che ha i social e i nuovi media a disposizione per farsi conoscere. Sei d’accordo con chi sostiene che oggi sia più facile emergere, o pensi il contrario?
Sono d’accordo sul fatto che oggi ci siano molti più strumenti accessibili alla maggior parte delle persone che ti aiutano a crescere in questo campo. Non sono molto d’accordo sul fatto che però sia più facile emergere, poiché molte persone cercano nella musica un lavoro e c’è davvero tanta concorrenza.
Devo dirtelo: sono nata nel ’89, e ascoltando i tuoi brani ho fatto un vero viaggio nel tempo, perché mi hanno riportato ai miei vent’anni. Tu scrivi per lo più per i coetanei, ma hai già notato un pubblico un po’ più “anzianotto”?
Diciamo che io scrivo i miei brani pensando di raccontare storie in cui si possano immedesimare i miei coetanei o, comunque, più persone possibili. Probabilmente le mie influenze si notano nella scrittura dei miei brani e possono andare incontro ai gusti anche di persone più grandi e ne sono molto felice.
“Oleandri” è un album molto eclettico, con suoni e tematiche diverse. So che chiedere a un artista quale brano preferisca è come chiedere a un genitore qual è il figlio preferito… quindi lo chiedo così: quale brano ti ha entusiasmato di più mentre lo creavi, e quale ti ha messo più alla prova?
È molto difficile rispondere a questa domanda poiché sono brani molto diversi tra loro, sicuramente scrivere brani come mantra, cuore dentro, sogni in svendita e oleandri mi ha entusiasmato moltissimo. Nonostante ciò, il brano a cui sono legato maggiormente, forse, è Acrobati.
Infine, quali sono i tuoi progetti per il futuro musicale?
Ora mi sto concentrando a provare questi brani con i musicisti che mi accompagneranno in questo progetto, non vedo l’ora di poter suonare dal vivo questo album.
“Oleandri” è un album che parla di relazioni fragili, di promesse non mantenute e di desideri che resistono nonostante tutto. Le canzoni nascono in momenti di attesa, quando qualcosa sta per cambiare ma non si sa ancora in quale direzione.
L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.
L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l'inevitabilità del cambiamento.
L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.
L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l'inevitabilità del cambiamento.
“In questo album sono presenti nove tracce di carattere molto diverso, ci sono brani più intimi come ad esempio “Acrobati” e “Frammento” che rispecchiano il mio lato più fragile. Altri invece, come “Oleandri” e “Cuore Dentro”, sono sempre emotivi ma sono più potenti dal punto di vista sonoro. Infine “Bazar”, “Mantra”, “Disco Rotto” e “Sogni In Svendita” sono i brani più solari dell’album e rispecchiano la mia volontà di voler raccontare storie, legami, relazioni ma in maniera anche leggera, spensierata, viste dagli occhi di un ventenne. In questo album sarà presente anche una bonus track in versione unplugged: “Notti Senza Stelle”. Questo brano è un brano molto intimo ed emotivo e sarà presente solo una piccola parte di esso in questo album poiché è in programma di fare uscire la sua versione completa in futuro.”
- Alberto Conti
Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.
Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici.
Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa.
I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.
Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei.
Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.
Ciao Alberto! Grazie mille per il tempo che ci dedichi a 4Muses. Partiamo dall’inizio: come hai cominciato con la musica e quando hai capito che sarebbe diventata la tua strada?
È da quando sono bambino che sono appassionato di musica, ho avuto la fortuna, infatti, che i miei genitori mi hanno sempre fatto ascoltare tanta musica e io giocavo con le chitarre finte cercando di emulare i miei idoli davanti alla televisione.
La chitarra è al centro della tua musica, tanto quanto la tua voce. Ho un amico che chiama le sue chitarre “fidanzate” – con buona pace della moglie! Tu come vivi il rapporto con questo strumento?
Diciamo che sono sempre circondato dalla musica, canto e suono tutto il giorno praticamente. Il mio rapporto con la chitarra è molto profondo poiché, avendola anche come compagna di studi facendo il conservatorio di chitarra jazz a Parma, sono sempre insieme a lei.
Sei parte di una generazione che ha i social e i nuovi media a disposizione per farsi conoscere. Sei d’accordo con chi sostiene che oggi sia più facile emergere, o pensi il contrario?
Sono d’accordo sul fatto che oggi ci siano molti più strumenti accessibili alla maggior parte delle persone che ti aiutano a crescere in questo campo. Non sono molto d’accordo sul fatto che però sia più facile emergere, poiché molte persone cercano nella musica un lavoro e c’è davvero tanta concorrenza.
Devo dirtelo: sono nata nel ’89, e ascoltando i tuoi brani ho fatto un vero viaggio nel tempo, perché mi hanno riportato ai miei vent’anni. Tu scrivi per lo più per i coetanei, ma hai già notato un pubblico un po’ più “anzianotto”?
Diciamo che io scrivo i miei brani pensando di raccontare storie in cui si possano immedesimare i miei coetanei o, comunque, più persone possibili. Probabilmente le mie influenze si notano nella scrittura dei miei brani e possono andare incontro ai gusti anche di persone più grandi e ne sono molto felice.
“Oleandri” è un album molto eclettico, con suoni e tematiche diverse. So che chiedere a un artista quale brano preferisca è come chiedere a un genitore qual è il figlio preferito… quindi lo chiedo così: quale brano ti ha entusiasmato di più mentre lo creavi, e quale ti ha messo più alla prova?
È molto difficile rispondere a questa domanda poiché sono brani molto diversi tra loro, sicuramente scrivere brani come mantra, cuore dentro, sogni in svendita e oleandri mi ha entusiasmato moltissimo. Nonostante ciò, il brano a cui sono legato maggiormente, forse, è Acrobati.
Infine, quali sono i tuoi progetti per il futuro musicale?
Ora mi sto concentrando a provare questi brani con i musicisti che mi accompagneranno in questo progetto, non vedo l’ora di poter suonare dal vivo questo album.



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