Tra le cose che mi fanno più ridere ci sta chi è certo di conoscere Roma solo perché ha visto “tutto” il centro. Questa affermazione fa già ridere se togliamo a quel tutto le virgolette, ma ancora di più se consideriamo che neanche un romano de Roma che passa la sua vita in centro, ha davvero visto tutto il centro.
La Crypta Balbi sorge dove una volta vi era il vasto portico annesso al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C.. Sulla destra del portico sorgevano degli edifici, appartamenti della Roma più popolare, alcuni dei quali ancora oggi in parte visitabili.
Questo vuol dire che all’epoca il luogo era abbastanza frequentato, sia dagli abitanti del luogo, sia dagli astanti che lì potevano rilassarsi tra uno spettacolo e l’altro.
Quando il teatro cadde in disuso, il luogo venne cancellato dallo scorrere del tempo, fino a scomparire anche alla vista degli abitanti che nel corso dei secoli hanno continuato a vivere lì attorno.
Le sue tracce si sono perdute, almeno fino agli scavi archeologici avviati tra la fine del Novecento e gli inizi del Duemila quando, sotto una stratificazione impressionante, sono emersi millenni di Storia.
Questi millenni sono ancora lì conservati, in quella che è una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano. I reperti ritrovati e le ricostruzioni possono offrire al visitatore un’immersione unica nella trasformazione di Roma dall’antichità al Medioevo. Ma non solo: il museo è unico nel suo genere in quanto offre l’esposizione dei reperti in situ, cioè vengono mostrati esattamente là dove sono stati rinvenuti.
Il percorso museale si articola all’interno dei diversi edifici succedutisi nell’area nelle varie fasi storiche. La sezione “Archeologia e Storia di un paesaggio urbano” illustra la storia del complesso dall’antichità al XX secolo: dalle costruzioni di Balbo, alla campagna capitolina del V secolo, fino alla costruzione delle chiese e delle case in epoca medievale.
Gli amanti del Medioevo possono approfondire questo periodo nel passaggio dedicato alle trasformazione che la città ha avuto tra l’età tardoantica e l’altomedioevo, guardando al deposito tardoantico e altomedievale dell’esedra che ha rinvenuto numerosi oggetti di vario materiale, e scopo.
È un luogo magico, quindi, per chiunque ami toccare con mano la Storia, perché si cammina nelle strade che furono, si vedono i palazzi del tempo, il tutto avendo come cornice la Roma caotica ma sempre bellissima di adesso.
Allora è forse proprio per questo che Roma è e rimane una città eterna: perché qui lo scorrere del tempo è solo un’illusione, la Capitale d’Italia sa perfettamente come tutto sia solo un eterno presente, con eventi che, come fotogrammi, rimangono impressi nella memoria collettiva.
Sì, perché Roma nasconde la Storia in ogni suo angolo e non basterebbe una vita per andarlo a scandagliare tutto. Quando è nata in me l’idea del blog l’obiettivo era proprio conoscere e vedere il più possibile della mia città, sia i luoghi conosciuti ai più, sia quelli nascosti agli stessi più.
Ecco quindi che oggi voglio parlare della Crypta Balbi: non un semplice sito archeologico o museo: ma un vero e proprio viaggio nel tempo, del tutto sotterraneo.
Il luogo è a pochi passi da Largo Argentina, nel pieno centro di Roma.
Ecco quindi che oggi voglio parlare della Crypta Balbi: non un semplice sito archeologico o museo: ma un vero e proprio viaggio nel tempo, del tutto sotterraneo.
Il luogo è a pochi passi da Largo Argentina, nel pieno centro di Roma.
La Crypta Balbi sorge dove una volta vi era il vasto portico annesso al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C.. Sulla destra del portico sorgevano degli edifici, appartamenti della Roma più popolare, alcuni dei quali ancora oggi in parte visitabili.
Questo vuol dire che all’epoca il luogo era abbastanza frequentato, sia dagli abitanti del luogo, sia dagli astanti che lì potevano rilassarsi tra uno spettacolo e l’altro.
Quando il teatro cadde in disuso, il luogo venne cancellato dallo scorrere del tempo, fino a scomparire anche alla vista degli abitanti che nel corso dei secoli hanno continuato a vivere lì attorno.
Le sue tracce si sono perdute, almeno fino agli scavi archeologici avviati tra la fine del Novecento e gli inizi del Duemila quando, sotto una stratificazione impressionante, sono emersi millenni di Storia.
Questi millenni sono ancora lì conservati, in quella che è una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano. I reperti ritrovati e le ricostruzioni possono offrire al visitatore un’immersione unica nella trasformazione di Roma dall’antichità al Medioevo. Ma non solo: il museo è unico nel suo genere in quanto offre l’esposizione dei reperti in situ, cioè vengono mostrati esattamente là dove sono stati rinvenuti.
Il percorso museale si articola all’interno dei diversi edifici succedutisi nell’area nelle varie fasi storiche. La sezione “Archeologia e Storia di un paesaggio urbano” illustra la storia del complesso dall’antichità al XX secolo: dalle costruzioni di Balbo, alla campagna capitolina del V secolo, fino alla costruzione delle chiese e delle case in epoca medievale.
Gli amanti del Medioevo possono approfondire questo periodo nel passaggio dedicato alle trasformazione che la città ha avuto tra l’età tardoantica e l’altomedioevo, guardando al deposito tardoantico e altomedievale dell’esedra che ha rinvenuto numerosi oggetti di vario materiale, e scopo.
È un luogo magico, quindi, per chiunque ami toccare con mano la Storia, perché si cammina nelle strade che furono, si vedono i palazzi del tempo, il tutto avendo come cornice la Roma caotica ma sempre bellissima di adesso.
Allora è forse proprio per questo che Roma è e rimane una città eterna: perché qui lo scorrere del tempo è solo un’illusione, la Capitale d’Italia sa perfettamente come tutto sia solo un eterno presente, con eventi che, come fotogrammi, rimangono impressi nella memoria collettiva.

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