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| Foto KhrystynaMiskevych su Unsplash |
Libro e serie tv o film sono due realtà completamente diverse, questo lo sappiamo bene noi accaniti lettori. Dal mio punto di vista, quando affronto la terribile decisione di guardare nonostante abbia letto e amato il libro, mi dico: “L’importante è che passi lo stesso messaggio dell’autore”.
Quando nel 1974 la Morante pubblica “La Storia” lo fa alle sue condizioni: il libro va in stampa direttamente nell’edizione tascabile, in brossura e a basso costo. Dal momento della sua luce “La Storia” parla chiaro: questo libro è per tutti, e deve essere letto da tutti, in qualsiasi momento della giornata e della propria vita. Il perché è molto semplice: gli anni del Ventennio Fascista, della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza, della Liberazione e della Ricostruzione non vanno dimenticati.
Nessuno dovrà farlo, eppure l’umanità continua a perpetrare gli stessi errori, solo che stavolta le ex vittime sono diventati carnefici…
Ida Ramundo (Jasmine Trinca) è un’insegnante rimasta vedova con il figlio adolescente Nino Mancuso (Francesco Zenga). È il 1938, l’Europa vive in uno stato di tensione e agitazione: da una parte le camicie nere si fanno sempre più spavalde, dall’altra la gente rimane in silenzio per paura di soccombere più di quanto non stia già facendo.
Ida è una donna sola, con il figlio entusiasta e fedele a Mussolini, e una vita che scorre nel quartiere popolare e difficile di San Lorenzo. Non ha i mezzi, né la forza per farsi sentire dal figlio che da adolescente cresce sprovveduto e arrogante.
Con lo scoppio della guerra Ida vive le sue giornate con la terribile paura che qualcuno possa scoprire il suo segreto: lei, infatti, è ebrea da padre di madre. A questo terrore si aggiunge il trauma di essere stata stuprata da un militare tedesco, e la scoperta di una seconda gravidanza. Dal male subito nasce il suo secondo figlio: Giuseppe, chiamato Useppe (Christian Liberti e Mattia Basciani). Nino, inaspettatamente, è realmente felice per la nascita del fratellino. Non chiede nulla alla madre, né la umilia, ma anzi, nonostante la grande differenza d’età e i suoi continui spostamenti, instaura con il piccolo un legame solido.
Ida si chiude sempre più a riccio, per i primi anni non fa uscire di casa il bambino per paura di eventuali chiacchiere da parte del vicinato, poi cerca di tenere un profilo basso proprio per non attirare l’attenzione su di sé, con la paura di essere scoperta e perdere il lavoro. Oltre alla sua persona, poi, deve pensare anche ai suoi due figli.
La guerra va avanti, Nino è partito per il fronte e quando San Lorenzo viene bombardata per mano degli americani, Ida e Useppe si uniscono ai migliaia di sfollati e raggiungono un capannone a Pietralata che condivideranno con la numerosissima famiglia per metà romana e metà napoletana, un marmoraro di nome Giuseppe Cucchiarelli (Elio Germano) e uno studente bolognese disertore di nome Carlo Vivaldi (Lorenzo Zurzolo).
Si parlerà ancora di Resistenza, con er sor Remo (Valerio Mastandrea) come collante o con il disagio popolare con la vicenda della prostituta Santina (Asia Argento)
Da qui in poi non proseguo con la trama per evitare spoiler…
Lo so, c’è chi si chiederà: “Ma come spoiler, “La Storia” la conosciamo tutti” e invece no. Perché se nel mondo esistono ancora i nostalgici, se a pochi passi da noi c’è chi sta commettendo un genocidio con il silenzio assenso della comunità ebraica, dell’Unione Europea, dell’ONU e della Nato (vero che a parole condannano Israele, ma vero anche che Israele continua imperterrita per la sua strada), vuol dire che la storia non la si conosce proprio.
Elsa Morante, da insegnante, sapeva bene che per far entrare nel cuore degli studenti una lezione bisogna farla vivere, ed è per questo che ha messo a disposizione di tutti la storia di Ida, di una Roma e di un’Italia intera che hanno dovuto subire privazioni, fame, povertà, umiliazioni… leccandosi ogni ferita da soli, senza nessuno pronto ad aiutare. Molto toccanti i riferimenti agli americani che mai hanno mosso un dito per la liberazione.
La storia si ripete ed è per questo che opere come “La Storia” sono di fondamentale importanza, perché invitano a riflettere e a capire come riconoscere – davvero – i segnali del suo ripetersi.
Se quindi non amate leggere, la serie tv Rai, disponibile su RaiPlay, riesce proprio nell’intento della Morante: consegnandoci una Roma popolare, in cui chiunque può identificare storie raccontate dai nostri nonni…

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