sabato 8 ottobre 2022

#Pensieri: Delirio Narcolettico (Parte 2)

Se vuoi recuperare la prima parte di questo flusso di coscienza, puoi trovarla qui

Dove sono? Non è neanche casa mia, ma ho sonno. Questo posto sembra così lontano ma anche così vicino…

Questo nuovo letto mi sembra un mondo di un altro sistema solare, ma allo stesso tempo un pianeta più vicino di quanto possa pensare. E forse non è neanche una metafora così lontana, ho chiuso gli occhi e sono già sulla Luna.

Come ci sono finito qui? Ma qui posso respirare? Tanto, l’ultima volta, ho respirato sott’acqua, che vuoi che sia.

Ma questa è davvero la Luna? C’è della vegetazione, e un lago di acqua argentea, sembra quasi alluminio liquido.

#Pensieri: Scuola delle arti

Chi sta scrivendo questo articolo, fin da quando frequentava le scuole elementari, giocava a fare finta di essere insegnante e preside di una scuola, che aveva rinominato: “Scuola delle arti”. In questa scuola insegnava – sempre a mo’ di gioco, ovviamente – dizione, recitazione, canto, ballo… aveva un vero e proprio registro, con nomi inventati, e faceva finta di tirare su un vero e proprio spettacolo, che in un modo o nell’altro aveva sempre a che fare con Cristina D’Avena.
Tutto questo non è mai uscito dalla sua camera, ma in un certo modo l’Universo ha ascoltato la sua richiesta, perché anni dopo, proprio la sua insegnante di musica delle medie, ha dato vita a Sperimentiamo, di cui abbiamo già parlato.

Cosa diremo, oggi, in questo articolo, quindi? Beh, Frè e Aida hanno deciso di andare all’open-day della scuola, nella speranza che l’Universo dia loro modo di cominciare qualche corso (davvero, Universo, sappiamo che puoi fare il tuo miracolo temporale per darci giornate da quarantotto ore) e tralasciando il divertimento per aver provato a suonare il sax, il basso e la batteria, hanno proprio sentito dentro una sensazione di completezza

giovedì 6 ottobre 2022

#Racconti: La spesa nell'orario di chiusura

La vita di colui che vive di notte è osteggiata e bistrattata, la società stessa fa mancare la notte servizi essenziali se hai troppo da fare di giorno. E per troppo da fare si intende riposare aspettando le stelle (che poi sono coperte dall’immenso inquinamento luminoso, ma questo è un altro discorso).

Sono le 23:20, e l’impavido Landolfo si appresta a entrare nel supermercato “Nodac” che chiuderà tra dieci minuti.

È passato lì davanti e si è ricordato di avere la dispensa vuota, e fare una spesa che dovrebbe durare un mese non gli è parsa una cattiva idea.

Appena entrato alla Nodac, Landolfo non si accorge degli sguardi in cagnesco che gli rivolgono i commessi.

Sguardi che si intensificano mentre decide per circa cinque minuti se il bagnoschiuma migliore per la sua pelle sia un composto di elicriso oppure un concentrato di olio di argan.

mercoledì 5 ottobre 2022

#Pensieri: Il pollo, un animale maestoso

Ero con le muse a pranzare in un ristorante orientale, quando a un certo punto faccio presente una mia considerazione originale.

Dico: “Che animale maestoso che è il pollo”.

Aida, Frè e Manu, rimangono contrariate per l’iperbole utilizzata nella mia frase.

Comunque se ve lo steste chiedendo… sì, questa storia è reale… sì, queste sono nostre conversazioni ordinarie.

venerdì 30 settembre 2022

#Racconti: Diversamente Favola

Voce Narrante: C’era una volta una principessa imprigionata nel suo castello che aspettava da lungo tempo l’avvento del principe azzurro e…

Spettatore: Ma no! Che cos’è questo cliché! E poi è alquanto sessista far ricoprire alla donna sempre il ruolo della vittima da salvare.

Voce Narrante: C’hai pure ragione, riproviamoci…

Spettatore: E mi raccomando, se vuoi raccontare una favola non farla troppo distante dalla modernità.

Voce Narrante: Pure questo… aspetta che penso qualcosa…

#Pensieri: Ombra custode

L'ombra nera mi guarda, è leggermente inquietata per il fatto che io possa vederla, ma continua comunque a guardarmi e forse si sente in colpa. È inutile che chiedo cosa voglia da me, tanto non mi risponde e non possiamo capirci. Penso voglia solo minacciarmi, ma da quanto capisco può fare poco nella sua condizione.

giovedì 29 settembre 2022

#Costume&Società: L'abitazione come museo

Qui è dove inizia e finisce la giornata di ogni persona che ha la fortuna di poter contare su di un tetto sulla propria testa.

Nasce e muore il giorno, l’inizio e la fine dell’oggi.

Ormai è un ambiente così famigliare che quasi non ci sembra più neanche separato dal nostro corpo.

Il nostro ambiente e la nostra casa (e per molti anche il proprio quartiere) sono parti integranti di noi, dell’esperienza solida che si è stabilizzata nel nostro stato mentale.

Ma è tutto così naturale ormai, tutto così ordinario. Quel mobile posizionato vicino l’ingresso, l’orientamento del letto e della scrivania. Le cose sistemate sistemicamente secondo il nostro ordine mentale, l’ordine tutt’altro che aleatorio degli oggetti che occupano quello spazio con una naturalezza inaudita.

Quanto di questo può rivelare il nostro quieto (o inquieto) vivere ?