sabato 6 maggio 2023

#Racconti: Il guasto della metropolitana

Sembra un normalissimo racconto di un viaggio in metropolitana, ci sono dei personaggi che potrebbero essere i due protagonisti della storia (decidete voi il sesso, per me è indifferente) e ci sono anche dei tipi loschi che li stanno spiando (anche qui, decidete voi se sono uomini o donne). Non si sa bene cosa stia succedendo, e non si saprà mai.

Questa non è la storia di oggi, perché parte della tratta della metropolitana è stata costruita su un antichissimo cimitero.

Certo, la metropolitana è sempre passata da lì e non ha mai creato problemi, ma adesso tocca raccontare un racconto e i problemi li crea eccome.

Gli spiriti, disturbati dall’ennesimo passaggio del treno, decidono di rompere la quarta parete.

#Racconti: Osmio

Un importante studioso di chimica sta per tenere un discorso tra altri luminari della materia. Il professor Vijinsky ha acquisito una fama mondiale per le sue ultime ricerche e ora vuole condividere al mondo i nuovi confini di conoscenza da lui esplorati.

“Cari colleghi, per me è un onore trovarmi oggi in questa sala per esporvi le mie scoperte.

Avete presente l’Osmio? L’elemento definito più pesante, quello con maggiore massa per unità di volume?

Ebbene, ho motivo di credere che le riserve di questo metallo si accrescano in natura durante eventi particolari.

Transiti planetari, eclissi, guerre e pestilenze potrebbero influire direttamente sulla produzione di tale metallo. Lungi da me affermare una sorta di correlazione magica, ma penso che ci siano delle leggi che regolino tutto ciò”.

venerdì 5 maggio 2023

#Racconti: Ho perso una festività

All’alba di un’importante ricorrenza, Enrico si sveglia da un sonno molto leggero e si accorge di non sentirsi bene. Ormai ha preso l’abitudine di scrivere ogni qualvolta percepisce un certo malessere, e difatti in questo periodo la sua scrivania è piena di fogli. Enrico ha ancora sonno, ma non riesce a rimandare l’appuntamento con i suoi pensieri. Enrico si sciacqua la faccia con acqua fredda e subito dopo si siede alla sua scrivania iniziando a scrivere.

“Ho una forte nausea, una di quelle che ti scavano nel profondo. Può essere “La Nausea” di cui parlava Sartre, ma forse c’è anche dell’altro. Forse ho anche alzato troppo il gomito oggi…

Io capisco che nella vita si vince e si perde, e capisco anche che sbagliare non fa di me sbagliato.

Ma diamine, ogni volta che si avvicina “La Ricorrenza” sento un forte disagio, una cupa nube di pensieri orrendi.

La verità è che da quando “La Ricorrenza” esiste, io l’ho sempre persa.

giovedì 4 maggio 2023

#Racconti: Il temporale irritante

ATTENZIONE
: il contenuto del seguente racconto potrebbe urtare la sensibilità di alcune persone, se nutrite un certo ribrezzo per i racconti cruenti, ne sconsigliamo vivamente la lettura.

Ripensavo a un piccolo incidente che ho avuto nel tardo pomeriggio, e riflettendoci, sto maturando l’idea di avere un problema con la gestione della rabbia. Ora vi racconto tutto.

Stavo semplicemente lavorando e fuori stava piovendo. Per carità, non voglio ora esagerare descrivendo la pioggia più insistente di quanto fosse. Era una semplice pioggia primaverile.

Il problema non era di per sé l’intensità di quella pioggia, ma la sua comparsa: il cielo aveva sfogato il suo pianto in maniera del tutto improvvisa, nessun meteorologo aveva previsto ciò. In mattinata non si vedeva neanche l’ombra di una nuvola.

Tutto questo per dire cosa? Sì, ero senza ombrello, e pure senza un adeguato cappotto.

martedì 2 maggio 2023

#Libri: Gli unici indiani buoni

In arrivo oggi, in tutte le librerie, edito Fazi Editori, troviamo: Gli unici indiani buoni di Stephen Graham Jones. Il romanzo, composto da trecentocinquanta due pagine, ci porta all’interno di una riserva indiana tra tradizioni e antiche leggende.

Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono quattro giovani indiani cresciuti insieme in una riserva ai confini col Canada. Tra il gelo e le battute di caccia, la loro gioventù e passata da un guaio all’altro fin quando il loro legame inizia a spezzarsi. Non si esce illesi dalla riserva e se ci si prova, si finisce col tornare sui propri passi. Ricky, colui che ha cercato di andare più lontano degli altri, ha arrestato la sua corsa quando è stato pestato da un gruppo di ubriachi dopo il turno di lavoro. La versione ufficiale non racconta nulla di nuovo, una rissa tra nativi americani e bianchi. Ma forse la verità non è come sembra, forse c’è qualcosa di più profondo e di nascosto. Una realtà che reclama il sangue con una distanza di circa dieci anni.

sabato 29 aprile 2023

#DivinaCommedia: Canto XXIV


Continua il nostro viaggio alla scoperta della Divina Commedia dal punto di vista esoterico.    

Oggi analizziamo il ventiquattresimo canto dell’Inferno, e ci concentriamo su quanto sia importante non fermarsi, anche quando sembra che non abbiamo più le forze.     
In più incontriamo Vanni Fucci, famoso omicida e sanguinario ma che troviamo quasi inaspettatamente nella bolgia dei ladri. Come mai?

Al solito vi ricordiamo che analizziamo il canto solo ed esclusivamente dal punto di vista esoterico, comparandolo con quello che è stato ed è il nostro cammino spirituale.
Questi articoli, insomma, servono solo come spunti di riflessione su se stessi, dove ogni protagonista che incontriamo è una parte di noi.

Per chi segue assiduamente la rubrica tutto quello che verrà detto può sembrare una ripetizione, ma crediamo che bisogna dare retta ai nostri avi quando dicevano che repetita iuvant. Nel campo spirituale, poi, questo detto vale molto di più.

venerdì 28 aprile 2023

#Racconti: La prigione di nuvole

Ho aperto di nuovo quella finestra, è la stessa di tempo fa e penso che rimarrà così per lungo tempo. Consunta e impolverata, la finestra sfoggia inelegantemente quei vetri opachi sui quali son rimasti i residui dell’acqua.

La vista mi infastidisce non poco, come il litigio di due estranei in casa mia. Per questo l’ho spalancata, non solo per una questione di aria. Sì, lascio che il solito vento fluisca all’interno della mia magione (o tugurio barocco, che dir si voglia).

Sì, sono qui per essere”, ripeto e ripeto. C’è però una forte dissonanza in questo disordine, in quel fastidio pigro e iracondo che nasce dal cuore e che nega e conferma.

Delle volte è come se avessi finito le parole per spiegarlo, per spiegarmi.

È come una voragine che si amplia e che sgretola tutto ciò che si ritrova intorno. Non hanno molto senso queste frasi, non cercatelo, perché in fin dei conti è una cosa che devo vedere io. Una “cosa”, un urlo che non volevo emettere.

Vedo una gabbia di nuvole nel cielo, forse la finestra chiusa non era così male. Ecco, non mi va bene mai niente, magari sono io il problema. Come se ci dovesse essere davvero un problema, come se questa non sia una visione lucida, ma tant’è…

No, non ci penso nemmeno. Tutt’ora non ci sto pensando, sono i pensieri che vengono a me per plasmarsi e per plasmarsi. Alla fine non ha neanche senso che sia così triste, anche se forse non ha senso essere felici… non adesso.