lunedì 31 marzo 2025

#StorieRomane: Scalinata dei Borgia

Immagine presa da Pinterest
Chi mi conosce sa della mia ossessione verso la famiglia Borgia e quanto io ami tutti i suoi membri, Lucrezia in primis.
Una delle mie passeggiate preferite è proprio quella che io dedico a questa famiglia: metro fino a Cavour, camminata per il rione Monti, presso la Suburra, e salire poi per la scala dei Borgia, un saluto veloce a San Pietro in Vincoli, poi giù verso il Colosseo, con un saluto alla Basilica di Santa Francesca Romana e ritorno verso casa, sempre in metro.


Di tutto questo itinerario mi sono resa conto che non ho scritto qui sul blog della scalinata dei Borgia perché mi sono sempre detta: “Cosa vuoi che nascondino delle scale?” Ora che ho fatto qualche ricerca, un po’ mi vergogno di quella mia supponenza. 

Come accennato nell’introduzione, la scala è una sorta di scorciatoia se dal rione Monti – precisamente da via Cavour – si vuole andare verso il Colosseo, passando per quel piccolo gioiellino ancora sconosciuto ai più che è la piazza San Francesco di Paola.

Come indica il nome, la stessa scala collegava le diverse proprietà della famiglia Borgia per questo era spesso frequentata dai suoi membri, soprattutto da Lucrezia che amava particolarmente quel passaggio forse per la sua architettura che, ancora oggi abbastanza buio, durante il Rinascimento doveva essere l’ideale se si volevano nascondere alleanze, patti o… amori.
Leggenda vuole che nell’epoca adiacente alla scalinata fu costruito un passaggio sotterraneo che conduceva direttamente al vicino Foro di Augusto. Anche se non vi sono prove di ciò, conoscendo la famiglia Borgia credo che tutti noi possiamo pensare che effettivamente da loro ci sta qualcosa del genere…

Sempre catapultati in quel passato, possiamo notare la chiesa di San Francesco di Paola, costruita nel XVII secolo proprio per ridare slancio al rione Monti, notoriamente conosciuto come la Suburra. Con la sua costruzione sembra che Roma abbia voluto far pace con il proprio passato di violenza e soprusi.

Non so se anche tu che stai leggendo, così come me, quando passeggi per Roma o per una qualsiasi città ricca di storia ti viene la voglia di andare indietro nel tempo per vedere come era in origine, ma ti assicuro che salendo (o scendendo) la scalinata al tramonto, il luogo è così suggestivo da riuscire a farlo.
Il traffico lì diventa un ricordo, i sanpietrini, le pareti delle case, l’edera che si arrampica silenziosa, tutto è intimo, tutto è racchiuso come in una capsula del tempo.

Immagine presa da Pinterest
Ed è proprio con questa curiosità che bisogna guardare ogni suo dettaglio e allora vedremo che: i gradini non sono tutti uguali per far rallentare i carri, questo rendeva più sicura la salita; sulle mura affianco gli scalini vi sono ancora dei piccoli fori, probabilmente utilizzati per fissare decorazioni o lanterne.


Insomma, vale la pena percorrere questa piccola scalinata e sentirsi un po’ parte della storia.

Vi lascio con le ultime due curiosità: il balconcino sopra l’arco è chiamato “Balcone di Vannozza”, amata di Rodrigo Borgia (poi divenuto Alessandro VI) e madre dei famosi Lucrezia e Cesare (oltre che di Giovanni e Goffredo), perché secondo la leggenda era in quel appartamento che viveva la Cattanei.
Ultima leggenda, che non ha nulla a che vedere con i Borgia perché molto più antica, si dice che in quel pertugio – dove oggi vi è la scala – anticamente nominato “Vicus Sceleratus”, fosse stato luogo di incalcolabili omicidi, tra cui quello di Servio Tullio. È proprio qui che sua figlia Tullia passò con il cocchio per vederne il cadavere.

Nessun commento:

Posta un commento