Non c’è la luna piena e non ci sono le stelle, non si trova vicino e non si trova lontano.
Delle colonne greche che mancano e delle scalinate assenti. Non sono cresciuti dei rampicanti adornando quella bellezza classica. Non potrebbe essere un santuario nascosto all’interno di un bosco. Non sarebbe nemmeno una piana al centro di una radura piena di alberi e non sarebbe stata lastricata da mani antiche e dimenticate.
Non si distinguerebbero fuochi fatui e lucciole, in quella bioluminescenza magica, a tratti incorporea e del tutto inesistente.
Gli elementi figli del cielo e della terra non si congiungerebbero nel punto di incontro del tutto teorico.
Non ci sarebbero nemmeno memorie, la storia dietro ciò andrebbe oltre la comprensione, sebbene sia del tutto assente.
Non ci sarebbe affermazione o negazione, ma solo esperienza, salendo gli ipotetici gradini che, alla fine di un sentiero che non si vede, portano al tempio vuoto di sé.
Non sarebbe l’esperienza del vuoto e né della sua totalità, non sarebbe giustificabile neanche una tale descrizione.
L’interno del tempio non sarebbe coperto e non sarebbe decorato con affreschi, non ci sarebbe religioso silenzio immerso in un sottile aroma di incenso.
Senza tre navate e senza file di colonne di marmo bianco. La volta della struttura non ricorda quella di un cielo assente.
Una verità perduta e incustodita non è al centro dell’altare, non brilla di luce propria né chiama con flebili melodie che spezzano a tratti il silenzio.
Più mi avvicino e più mi allontano, come un miraggio destinato a rimanere una vaga intuizione.
Io non ci sono, non mi muovo in questo spazio ideale. Contemplo l’assenza di tutto ciò, invocando quella forza creatrice che da tempo mi ha abbandonato.
Smarrito in un mondo statico e avaro di sorprese, proseguo il cammino figurato verso la creazione di un mondo, e in conseguenza, di me stesso.
“Ignota matrice dell’esistenza,
che sfuggi a pensieri e figure,
dispiegati senza più resistenza
dai neri abissi alle più inconcepibili alture”.
(Gianluca Boncaldo, “Matrice”)
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