mercoledì 23 dicembre 2020

#Natale: Primo Natale


Fuori è ancora buio, la mamma si è alzata da un po’, mi ha dato un bacio leggero sulla fronte ed è uscita dalla stanza. Mi ha svegliato, ma non ho pianto, anche perché papà è rimasto a dormire e non mi va di disturbarlo. Allungo le mie gambe e tiro un sospiro, è così bello quando sono distese. Mamma mi ripete che se continuo a fare forza, prima o poi camminerò. Rido mangiucchiandomi la mano, non vedo l’ora.


La mamma entra piano piano in stanza e avverto un profumo di qualcosa mai sentito prima, o forse sì, ad alcune bancarelle fuori, ma qui in casa è più forte. Sveglia dolcemente papà e si danno un bacio. Io chiudo gli occhi, so che la mamma verrà a controllarmi e voglio lasciarle ancora qualche attimo con il papà, visto che non si vedono mai. 

#Cinema&SerieTv: After life, il capolavoro di Ricky Gervais

Il nome "Ricky Gervais" è sinonimo di qualità, da considerare quasi come un brand di alto livello. Il comico, sceneggiatore e produttore britannico - forse per ovvi motivi ancora non molto conosciuto qui da noi, ma una vera star in patria e oltreoceano - ha innato in sé il dono della satira, quella più pungente e scorretta, quella che non guarda in faccia nessuno, che qui da noi viene vista ancora con sospetto e di cattivo occhio.

 Se questa è l'immagine più popolare, per così dire, che caratterizza Gervais, quando si legge la sinossi di "After life", si finisce per restare spiazzati, perchè si pensa a qualcosa di triste e deprimente. Nulla di più sbagliato. After life è forse il lavoro più maturo del poliedrico artista britannico, in cui il proverbiale sarcasmo, british humour, politicamente scorretto e anche un pizzico di black humour, sono solo elementi che arricchiscono la narrazione.

martedì 22 dicembre 2020

#Natale: Preludio: andante, largo e cremisi


Ormai era chiaro, aveva perso la strada.

Erano giorni che Turchina viaggiava sola, sotto al sole. Da quando aveva lasciato il gregge non aveva incontrato più nessuno. Solo, a volte, la propria ombra, l’unica a farle compagnia.

All’inizio si era spaventata. “Ehi chi c’è là?”. Aveva cominciato a correre disperata per far perdere le proprie tracce, ma l’altra le era sempre alle calcagna. “Vattene!” gridava, “lasciami in pace!”.

Poi, rassegnatasi al fatto che andassero alla stessa velocità e nella stessa direzione, si fece coraggio. D’altronde era così raro trovare qualcuno con lo stesso ritmo nel sangue! Così, aveva cominciato a parlarle e ad ascoltare con gli occhi quello che aveva da dire.

“Anche tu qui?”

“Sei di passaggio?”

“E’ meglio che ti guardi alle spalle!”

Se vi foste trovati a passare di là, vi assicuro che non avreste avuto chiaro chi domandasse a chi e chi rispondesse a chi. Di certo entrambe si guardavano l’un l’altra le spalle, come in uno stretto abbraccio, e questo non era cosa di poco conto in un luogo desolato come quello.

#Intervista a Talkingtomybody: Sara Busi

Noi di 4Muses, in questo spazio, cerchiamo di trattare i più diversi argomenti che riguardano la nostra società e la nostra cultura; ma è ovvio che ne siano alcuni che sono più strettamente connesse a chi siamo e a come viviamo e che, quindi, in un modo o nell'altro hanno una rilevanza maggiore. Tra questi vi è, quasi senza alcun dubbio, il discorso sui disturbi alimentari e sulla conseguente cura di mente e corpo. Ne avevamo già parlato quando avevamo fatto un'analisi della canzone di Melanie Martinez "Orange Juice" e oggi torniamo a farlo portando la testimonianza di: Sara Busi, meglio nota come Talkingtomybody.

Abbiamo scoperto il suo profilo un po' per caso, scorrendo tra i reels di Instagram, e siamo rimaste immediatamente colpite dalla sua storia. Il 28 novembre del 2019 lei si è sottoposta all'intervento di bypass gastrico. Un argomento che ci è parso quasi provvidenziale visto il percorso che sta iniziando una di noi 4. 
Questo intervento le ha permesso di perdere un bel po' di chili, ma non ci vogliamo soffermare su ciò, quanto più sulla forza che questa donna riesce a trasmettere nelle sue storie attraverso anche le sue parole. Proprio perchè voglio mostrarvi lei in tutta la sua interezza e forza vi lasciamo alle sue parole sperando che possano ispirarvi e possano esservi d'aiuto come lo sono state per noi. 

lunedì 21 dicembre 2020

#Natale: Luce di speranza


Il freddo quest’anno è arrivato con un leggero ritardo. Io e i miei fratelli ci stavamo preoccupando, ma anche quest’anno possiamo finalmente costruire dei piccoli bambini di neve davanti l’uscio di casa. Giocheranno con noi e ci proteggeranno da tutti gli spiriti maligni che vogliono rubare le nostre scorte di cibo. Ieri sera mia madre, prima di andare a letto, mi ha detto: “Cairine, ricordati di fare un occhio anche dietro la testa dei piccoli bambini di neve, così potranno controllare da ogni punto”. In qualità di sorella maggiore, ho riportato la stessa raccomandazione anche ad Ashling, Ferris e Conall. Il nostro lavoro è quasi concluso, poi potremmo riscaldarci davanti al caminetto con un po’ di pane e formaggio.

Ashling e Ferris stanno discutendo su come chiamare i nostri amici, ma a me non importa più di tanto. Io so bene che si scioglieranno in due settimane, e poi i nomi non sono così fondamentali. Conall mi segue come un'ombra; a volte mi piace, altre non lo sopporto. Ora mi parla di cavalli e battaglie, deve avergli detto tutto nostro zio.

#Costume&Società: Cosa hanno fatto i Beatles per la società?


Noi di 4Muses sappiamo molto bene che l’arte cambia il mondo. Qualsiasi movimento artistico ci mostra lati di una realtà che prima ignoravamo. La letteratura, la pittura, il teatro, il cinema, la musica… ogni forma d’arte ha uno scopo ben preciso. A volte gli artisti non vengono capiti dal periodo storico in cui vivono, altre volte non vengono compresi a distanza di anni dalla loro morte. Ma a volte riescono a cambiare il corso della storia, e tra i più grandi esempi troviamo certamente i quattro ragazzi di Liverpool: i Beatles.

You say you want a revolution/Well, you know/we all want to change the world” 

Il “The Oxford Companion to Popular Music” definisce i Beatles in questo modo: "Gruppo della scena rock britannica. Ogni storia o indagine sociologica della Gran Bretagna degli anni Sessanta dovrebbe includere una sezione dedicata al fenomeno Beatles. Sono chiaramente il più importante gruppo della storia della musica pop, la loro influenza è incalcolabile.” Non a caso David Chapman, assassino di John Lennon, dichiarò: «Odiavo i Beatles, perché hanno cambiato il mondo.»

venerdì 18 dicembre 2020

#MustToWatch: 4 Motivi Per Guardare Death Note


Dato che abbiamo aperto la porta agli anime (qui il precedente riferimento), non potevamo esimerci dal parlare di quello che forse è tra i più famosi al mondo: stiamo parlando di Death Note

Nato dall’omonimo manga di Tsugumi Oba, di lui o lei non sappiamo nulla, se non il poter affermare con la quasi totale certezza che si tratti dello pseudonimo di un altro fumettista giapponese di maggior successo. Mandato in onda per la prima volta in Giappone nell’ottobre del 2006 (e trasmesso in Italia nello stesso periodo a due anni di distanza), “Death Note” si è rivelato un caso mediatico che nella classifica IMDB si è piazzato secondo sono a Full-Metal Alchemist. Oggi analizzeremo insieme i motivi per cui questo anime ha le carte vincenti.