Dai primissimi giorni di scuola ci viene giustamente insegnato che prendere in giro gli altri è sempre sbagliato. Non bisogna deridere un compagno perché non riesce in un esercizio, così come non bisogna canzonarlo per il suo aspetto fisico o per un tic, un modo di fare, l’accento, il colore della pelle…
“I bambini non nascono bulli, ma viene insegnato loro ad esserlo” -Matt Bomer
Gli insegnanti e i nostri genitori nei primi anni di vita ci ripetono –o almeno dovrebbero- la famosa regola delle dieci P: “Prima pensa, poi parla, perché parole poco pensate portano pena”. In età adulta ci scontriamo con quella che è la realtà. Diventiamo coloro che dovrebbero insegnare questa regola alle generazioni future, ma abbiamo davvero appreso la lezione? Siamo sul serio in grado di non beffeggiare l’altro in base al suo aspetto fisico, al pensiero, o perché non riesce in qualcosa?