Nel momento in cui sto scrivendo, nel mondo di EA Games è uscita l’ultima espansione di The Sims 4 incentrata sulle fate. Non è di mio gusto, eppure mi sono ritrovata in algoritmo una marea di video o immagini building (dove giocatori mostrano le proprie costruzioni) di case incantante immerse nel bosco. Sono rimasta affascinata, perché contrariamente a quanto penso sull’espansione, il design per interni ispirato alla natura mi piace tantissimo.
Ho così scoperto il design biofilico: un approccio progettuale che integra elementi naturali negli ambienti domestici per promuovere benessere, equilibrio e serenità.
Il termine “biofilia” deriva dal greco e significa: “amore per la vita”. Negli anni ’80 il biologo statunitense e fondatore della sociobiologia Edward O. Wilson (1929-2021), teorizzò che gli esseri umani hanno una predisposizione genetica a connettersi con la natura. Questo nostro bisogno innato va assecondato il più possibile per evitare problemi dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Così le case si riempiono di piante, le città di parchi ma questo basta?
A rispondere alla domanda c’è il design biofilico che, prendendo alla lettera le parole di Wilson, traduce il bisogno umano di tornare il più possibile a contatto con la natura in architettura e interior design, creando spazi che rispecchiano i ritmi e le forme della natura stessa utilizzando materiali, forme, colori e sensazioni riconducibili al quel mondo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli ambienti dove l’essere umano vive o lavora.
Ho così scoperto il design biofilico: un approccio progettuale che integra elementi naturali negli ambienti domestici per promuovere benessere, equilibrio e serenità.
Il termine “biofilia” deriva dal greco e significa: “amore per la vita”. Negli anni ’80 il biologo statunitense e fondatore della sociobiologia Edward O. Wilson (1929-2021), teorizzò che gli esseri umani hanno una predisposizione genetica a connettersi con la natura. Questo nostro bisogno innato va assecondato il più possibile per evitare problemi dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Così le case si riempiono di piante, le città di parchi ma questo basta?
A rispondere alla domanda c’è il design biofilico che, prendendo alla lettera le parole di Wilson, traduce il bisogno umano di tornare il più possibile a contatto con la natura in architettura e interior design, creando spazi che rispecchiano i ritmi e le forme della natura stessa utilizzando materiali, forme, colori e sensazioni riconducibili al quel mondo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli ambienti dove l’essere umano vive o lavora.





