Nei giardini di Piazza
Vittorio, sul colle Esquilino, è presente un monumento che prende il nome di
“Porta Alchemica” o “Porta Magica”. Non si trova nella sua posizione originaria: la Porta
fu smontata nel 1873 e ricostruita nel 1888, con l'aggiunta di due statue del
dio Bes, precedentemente situate nei giardini del Palazzo del Quirinale.
Non si sa bene quando
venne edificata la Porta, si presuppone tra il 1655 e il 1680, ma si sa chi ne fu il proprietario: il marchese di Pietraforte Massimiliano Savelli
Palombala nella sua residenza a Villa Palombala.
Abbiamo già parlato di
Cristina di Svezia, se vi siete persi l’articolo potete ritrovarlo cliccando qui.
La passione del
Marchese per l’alchimia nasce nel 1656 circa, grazie all’amicizia con Cristina,
la quale era appassionata di scienza e alchimia. Fu istruita da Cartesio stesso
e nella sua dimora possedeva un laboratorio gestito dall’alchimista Pietro Antonio
Bandiera.
Nel Seicento a Palazzo
Riario, sede di un’accademia, si riunivano i personaggi più illustri del tempo,
quali: il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, l’astronomo Giovanni
Cassini, l’alchimista Francesco Maria Santinelli, e molti altri…
Borri fu accusato dalla
Chiesa di eresia, e rinchiuso a Castel Sant’Angelo. Una volta scarcerato venne
ospitato dal Marchese il quale voleva apprendere i segreti dell’alchimia.
La leggenda narra che
una notte Borri si mise alla ricerca di una misteriosa erba, in grado di
trasformarsi in oro. Al mattino l’uomo sparì, ma nei pressi della Porta erano
state trovate delle pagliuzze dorate, segno che l’esperimento di trasmutazione
alchemica era riuscito.
Nessuno sa ancora il
significato reale dei simboli incisi sugli stipiti, l'architrave e il basamento. Si dice che siano stati lasciati dal
Borri e che il Marchese li abbia resi pubblici nella speranza che qualcuno, un
giorno, li comprendesse. Altri sostengono che siano stati fatti da Palombala
stesso, per tenere lontani i curiosi da quello che era l’ingresso del suo
laboratorio di alchimia.
I simboli incisi sulla
porta si ritrovano in molti libri di alchimia e filosofia esoterica dello
stesso periodo storico. Sugli stipiti della porta è rappresentata la sequenza
dei pianeti associati ai rispettivi metalli: Saturno-piombo, Giove-stagno,
Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio.
A ogni pianeta viene associato un motto
ermetico, seguendo la lettura dal basso in alto a destra, per scendere
dall’alto in basso a sinistra.
Ancora adesso la Porta
possiede molta energia esoterica, tanto che è presente nel film “L’anno mille”
(2008), diretto da Diego Febbraro, dove viene utilizzata come portale tra
Medioevo e la Roma contemporanea.
Nei primi livelli del
videogioco “Tomb Raider: Chronicles-La leggenda di Lara Croft” (2000), la
protagonista per trovare la pietra filosofale deve cercare di aprire la Porta
Magica.
Nel film “Sono tornato”
(2018) Mussolini viene fatto cadere dall’alto proprio davanti a questa Porta.