mercoledì 14 ottobre 2026

#Libri: L'inferno addosso

Sto ancora urlando nella mia testa. Ieri ho finito di leggere il thriller di Lorenzo Sartori, “L’Inferno addosso” uscito in tutte le librerie d’Italia il 13 ottobre 2026 per Fazi Editore. Ho potuto leggerlo in anteprima grazie alla copia omaggio in formato Kindle data dalla stessa casa editrice e sto ancora urlando nella mia testa.

Non un libro per i deboli di cuore, ma sicuramente un libro per chi, come me, si entusiasma, si ossessiona ma si inquieta molto quando si trova davanti a scene e trame al limite tra realtà e illusione.

Cosa è vero e cosa non lo è? È difficile dare una risposta quando si parla di realtà, ma si presuppone sia facile quando si parla di indagini e thriller. E invece no. Questo libro – e forse anche la storia giudiziaria che stiamo vivendo con Garlasco – ne è un esempio.

martedì 13 ottobre 2026

#Lifestyle: Perché romantizziamo la sofferenza (e quanto ci costa)?

Immagine creata con ChatGPT
Se c’è una categoria di persone che non sopporto sono le vittime
. Stare male e ostentare il dolore, senza fare nulla per cambiare la situazione, ma solo per essere compatiti è proprio qualcosa che urta il mio sistema nervoso e che mi fa allontanare all’istante da qualcuno.
Nel corso della mia vita ho notato come le persone facciano del dolore la loro identità, credendosi vive o comunque in pace con loro stesse solo se soffrono, solo se si mettono in situazioni che possono poi strumentalizzare rendendosi vittime degli eventi.

Quando qualcuno viene da me a lamentarsi rispondo sempre: “Sei sicuro di volerne parlare con me? Perché io non ascolto passiva, ti do le carte per cambiare, se poi non le utilizzi non starò più a perdere tempo dietro di te”. Nuda, cruda, veritiera, ma è una mia autodifesa per tutte le volte che sono stata una crocerossina emotiva.

Questo articolo è quindi dedicato a tutte quelle persone che trovano benessere nel rifugiarsi negli altri quando stanno male, e anche per tutte quelle persone che si fanno carico dei problemi altrui senza avere il coraggio di tagliare i ponti.
Partiamo da una domanda: perché facciamo così fatica a lasciare andare ciò che ci fa stare male?

lunedì 12 ottobre 2026

#Costume&Società: Essere sempre raggiungibili ci sta svuotando

Immagine creata con ChatGPT
Ormai mesi fa io e Silvia abbiamo parlato dell’importanza di staccare con il telefono
. Lei è stata un po’ più estremista, desiderando comprare i vecchi cellulari di una volta, quelli che non andavano su internet e che facevano foto giusto per miracolo. Io sono un po’ più morbida, invece. Ho il telefono sempre con me, ma ho cominciato a mettere la modalità “non disturbare” praticamente sempre.

Se prima toglievo internet quando uscivo, ora rimango sempre con i dati attivati anche se non ho disponibilità di un wi-fi, però silenzio ogni notifica se non strettamente necessaria.

Sì, perché ricordo ancora quel tempo, neanche così tanto lontano, in cui il cellulare veniva utilizzato solo per le urgenze. Il resto, poteva aspettare. Se dovevamo parlare molto non c’erano audio che tenevano, ci si dava appuntamento e ci si vedeva.

Benvenuti nell’articolo dei primi anni 2000: dove l’esserci per gli altri aveva davvero un significato.

venerdì 9 ottobre 2026

#Libri: Alice nel paese delle meraviglie

Approfitto dell’estate per mettermi in pari con i grandi classici della letteratura mondiale e quest’anno non ho potuto sottrarmi alla lettura di “Alice nel paese delle meraviglie”, romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1865.

Così come accaduto per Peter Pan, il classico della Disney tratto proprio da questo romanzo non mi ha mai entusiasmata più di tanto, ma il libro… è tutt’altra cosa.

Anche se l’ho letto da adulta mi sono così appassionata e divertita, infatti a volte mi immaginavo di leggerlo alla me bambina, che sicuramente sarebbe impazzita di gioia e avrebbe voluto, proprio come Alice, entrare nel mondo delle meraviglie.

giovedì 8 ottobre 2026

#Cinema&SerieTv: Elle

Quest’estate – così come ogni estate – ho avuto la febbre. Voi vi chiederete: “E quindi? Cosa ci interessa?” Niente, in effetti, ma penso sia un ottimo modo per iniziare questo articolo.

La popolare saga de “La rivincita delle bionde” (primo film del 2001, con il sequel “Una bionda in carriera” del 2009 e lo spin-off del 2009 “Legally Blondes – Una bionda alla riscossa”) mi ha sempre messo di buonumore, vedendo nel personaggio di Elle Woods quello che vorrei essere io: sempre ottimista, sicura di sé e senza paura di sbagliare, anche facendo qualcosa che non è nelle mie corde.

Così presa dai calori di un misero 36,5° - che per me abituata ai 35.5° assicuro essere già febbre – ho deciso di guardarmi anche la serie tv “Elle” disponibile dal 1° luglio 2026 su Prime Video. Creata da Laura Kittrell e Caroline Dries, la serie è un prequel, in quanto è ambientata a metà anni Novanta, durante il periodo di liceo di Elle.

mercoledì 7 ottobre 2026

#TheBeatles: Your Mother Should Know

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Lo ammetto: “Magical Mystery Tour” (1967) è l’LP dei Beatles che ascolto meno ma perché è al mio secondo posto come preferenza e nell’insieme è un concetto così unico che non voglio rovinarmelo con molti ascolti, per non farmelo diventare banale
.

Tra i brani presenti, come quinta traccia, c’è anche “Your Mother Should Know”: una canzone che parla, come si può intuire già dal titolo, di conflitto generazionale.

Scritto e composto principalmente da Paul McCartney (ma al solito accreditato alla coppia Lennon/McCartney), il brano dalla durata di appena due minuti e mezzo, richiama il music hall britannico, con un andamento volutamente rétro che si avvicina, almeno per l’atmosfera, a un altro grande brano di McCartney: “When I’m Sixty-Four”.
Abbandoniamo proprio l’idea psichedelica di Sgt. Pepper’s, almeno un po’, e addentriamoci in quell’idea del passato, nella tradizione britannica del mondo dello spettacolo.

martedì 6 ottobre 2026

#Arte: Nell’Harem, di Frederick Arthur Bridgman

Immagine creata con ChatGPT. 
Non rispecchia l'opera di cui si
parla
Ormai sapete che prendo ispirazione su cosa scrivere a seconda del dipinto che mi appresto a colorare grazie all’app che utilizzo
.

Qualche giorno fa è toccato a “Nell’Harem”, di Frederick Arthur Bridgman (1847-1928), opera che l’artista ha realizzato nel 1894, nel pieno della sua maturità.
Allievo del maestro Jean-Léon Gérôme, si discosta da lui in tutto e per tutto, dando il via a uno stile così ben caratterizzato da divenire ben presto unico e riconoscibile.

Bridgman, pittore americano, era già molto conosciuto al tempo e tenuto in grande considerazione nella corrente dell’Orientalismo, con questa opera – visibile a questo link – si consacra del tutto, forse anche perché dimostra all’Occidente che l’harem non è proprio il luogo che ci si immagina.