Quest’estate – così come ogni estate – ho avuto la febbre. Voi vi chiederete: “E quindi? Cosa ci interessa?” Niente, in effetti, ma penso sia un ottimo modo per iniziare questo articolo.
La popolare saga de “La rivincita delle bionde” (primo film del 2001, con il sequel “Una bionda in carriera” del 2009 e lo spin-off del 2009 “Legally Blondes – Una bionda alla riscossa”) mi ha sempre messo di buonumore, vedendo nel personaggio di Elle Woods quello che vorrei essere io: sempre ottimista, sicura di sé e senza paura di sbagliare, anche facendo qualcosa che non è nelle mie corde.
Così presa dai calori di un misero 36,5° - che per me abituata ai 35.5° assicuro essere già febbre – ho deciso di guardarmi anche la serie tv “Elle” disponibile dal 1° luglio 2026 su Prime Video. Creata da Laura Kittrell e Caroline Dries, la serie è un prequel, in quanto è ambientata a metà anni Novanta, durante il periodo di liceo di Elle.
Elle Woods (Lexi Minetree) ha una vita da sogno: vive a LA, ha delle migliori amiche che la sostengono sempre, una mega villa, due genitori ricchi, presenti e che la supportano in ogni cosa. (Quasi) tutto questo è, però, pronto a sfumare.
Wyatt Woods (Tom Everett Scott), padre di Elle, è un chirurgo plastico di successo, ma a causa di un errore nella sua ultima operazione è costretto a spostarsi da Los Angeles a Seattle. Ovviamente la moglie Eva Woods (June Diane Raphael), anche se è la classica bionda dell’alta società californiana, non ci pensa due volte e decide di seguire il marito. Così anche la giovane Elle è obbligata ad abbandonare tutto per una nuova avventura. Non perdendosi mai d’animo, però, ogni giorno della sua nuova vita a Seattle lo passa a pensare al piano per tornare a Los Angeles.
Nella nuova città è tutto diverso: la città in quel periodo storico è la capitale per eccellenza della cultura grunge quindi la musica è totalmente punk o heavy rock; la moda aborra ogni marchio di lusso, concentrandosi sulle camicie di flanella, i jeans strappati, le felpe oversize… la mentalità è orientata alle lotte sociali e al distaccarsi il più possibile da tutto ciò che è commerciale. Qui Elle Woods è un vero e proprio pesce fuor d’acqua e come sempre quando qualcuno esce dal coro, è facilmente riconoscibile.
Elle non rinuncia a se stessa: continua a indossare vestiti firmati e rosa, ha sempre un sorriso stampato sul volto e il suo look rimane fedele alla classica Barbie. Ma più passa il tempo, più qualcosa in sé cambia, portandola a essere sempre meno egoriferita e più dedita all’altro.
Anche se ero solo una bambina, ho comunque vissuto la metà anni Novanta, e l’ho fatto anche osservando da molto vicino i fratelli maggiori delle mie amiche che erano già adolescenti. Se la cultura grunge nella serie è ben rispettata, lo stesso non posso dirlo con la mentalità di quei tempi che, anche se distano appena trent’anni dai nostri, assicuro era molto, ma molto diversa.
Ormai comunque sono abituata: quando vedo un prodotto ambientato nel passato, soprattutto se di produzione americana, la Storia si va a far friggere e mi aspetto sempre qualcosa dei nostri tempi, solo con i costumi di quelli passati. Quindi la mia attenzione si è concentrata per lo più dal personaggio di Elle Woods e sul rapporto con la versione che conosciamo dai film precedenti. Che dire? Se non avete ancora visto la serie, immaginatela come qualcosa di diverso dai film. Elle Woods è sicuramente Elle Woods, su questo non c’è molto da dire e un grande plauso va fatto a Lexi Minetree che ha fatto davvero un grandissimo lavoro nel calarsi perfettamente nel personaggio ereditato da Reese Witherspoon.
Ormai comunque sono abituata: quando vedo un prodotto ambientato nel passato, soprattutto se di produzione americana, la Storia si va a far friggere e mi aspetto sempre qualcosa dei nostri tempi, solo con i costumi di quelli passati. Quindi la mia attenzione si è concentrata per lo più dal personaggio di Elle Woods e sul rapporto con la versione che conosciamo dai film precedenti. Che dire? Se non avete ancora visto la serie, immaginatela come qualcosa di diverso dai film. Elle Woods è sicuramente Elle Woods, su questo non c’è molto da dire e un grande plauso va fatto a Lexi Minetree che ha fatto davvero un grandissimo lavoro nel calarsi perfettamente nel personaggio ereditato da Reese Witherspoon.
Però, almeno nella prima stagione, l’esperienza di Seattle cambia radicalmente la mentalità di Elle, che viene da chiedersi: come mai poi al college fa un passo indietro? Forse la risposta a questa domanda arriverà nella prossima stagione, prevista per l’estate 2027.

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